Settimana dell’arte a Basilea. C’è anche Design Miami, sempre a Basilea

Si chiama Design Miami perché è nata lì, però c’è pure l’appuntamento di Basilea, ovviamente nel corso della settimana più importante dell’anno per il mercato dell’arte. Ecco allora un report dalla 14esima edizione della fiera di design, che quest’anno si presenta ancora più in forma.

Design Miami 2019
Design Miami 2019

Tema caldo di quest’anno, il rapporto tra design e sostenibilità è anche al centro della 14esima edizione di Design Miami, inaugurato ieri 10 giugno e in scena fino al 16 proprio di fronte ad Art Basel. Se la riflessione sul ruolo della progettazione nell’era dell’Antropocene corre come un filo lungo la maggior parte delle proposte delle 43 gallerie partecipanti e dei designer coinvolti nella realizzazione delle 13 Wunderkammern del programma Curio, è nella sezione Design at Large – dedicata alle installazioni di grande impatto scenico e allestita come di consueto al pianterreno quest’anno in maniera oggettivamente particolarmente azzeccata – che il titolo scelto dal curatorial director Aric ChenElements: Earth, trova maggiormente il suo senso.

DESIGN CHIAMA TERRA

Design at Large ritroviamo dunque alcune esperienze già note al pubblico italiano: la galleria romana Giustini / Stagetti, ad esempio, presenta il progetto Ore Streams di Formafantasma, sviluppato intorno al tema dei rifiuti tecnologici già protagonista di Broken Nature alla Triennale di Milano, mentre gli sgabelli “vegani” a base di sale del Mar Morto del designer israeliano Erez Nevi Pana proposti da Friedman Benda e la litoplastica creata della giovane designer originaria dello stesso paese (ma basata a Eindhoven) Shahar Livne mescolando frammenti di plastica e minerali e sottoponendoli a un trattamento che simula i processi geologici attraverso calore e pressione, presentato dalla Galerie VIVID, avevano fatto la sua apparizione in due diverse edizioni della design week milanese (rispettivamente nel 2018 e nel 2019). Al tema si ricollegano anche Territories, sempre da Friedman Benda, installazione con cui la galleria mette magnificamente in scena la ricerca pluridecennale di Andrea Branzi nel campo del rapporto tra uomo e paesaggio, la riflessione dello studio brasiliano Mameluca sul concetto di rifiuto (powered by Mercado Moderno), basata sullo studio delle abitudini di tre “uccelli tessitori” e le “moderne rovine tecnologiche” del duo di designer OrtaMiklos esposte da Functional Art Gallery. E c’è posto anche per un progetto di occhialeria che vede protagonista Ugo Rondinone, di cui vi parleremo in maniera approfondita in un prossimo articolo.

FORME BIOMORFE E ANTROPOMORFE

Un altro trend riguarda il ricorso a linee e forme della natura – tratte dai regni vegetale e animale, ma anche dal corpo umano – come fonte di ispirazione. Una colonna vertebrale umana capovolta, con le ossa del bacino puntate verso l’alto e le vertebre cervicali al livello del pavimento, funge da sostegno alla 33 Step Chair diZhipeng Tan presentata dalla Gallery ALL, mentre i lampadari in cristallo di rocca proposti dalla Galérie Régis Mathieu attingono all’immaginario sottomarino e alle forme sinuose della medusa. Un altro abitante degli abissi, il polpo, ha ispirato la lampada disegnata da Maria Grazia Rosin e realizzata dal maestro vetraioSergio Tiozzo a Murano, presentata dalla gallerista veneziana Caterina Tognon. L’esplorazione delle forme primitive del mondo vegetale emerge anche nella serie di ceramiche monocrome di Carlo Zauli proposte daErastudio Apartment-Gallery.

DESIGNER DI IERI E DI DOMANI

Dicevamo della sezione Curio, la più ricca di sempre con ben tredici installazioni in cui la celebrazione dei grandi maestri del passato si alterna alla presentazione di nuovi lavori di designer contemporanei. Dimoregallery, ad esempio, sceglie di rendere omaggio a Piero Portaluppi con un’installazione – PIERO! – in cui una collezione di pezzi unici disegnata dall’architetto milanese dialoga con pezzi di Carlo ScarpaGino Sarfatti e Studio Gavina e con le opere più recenti del designer francese Pierre Marie Agin. (Per chiudere il cerchio, a quel punto è vivamente consigliata una visita al booth di Rossella Colombari, che – fra pezzi notevoli – presenta anche una rarissima coppia di letti a castello di Carlo Mollino datati 1955.) Salto di generazione: lo Swarovski Designers of the Future Award premia tre designer emergenti che hanno la possibilità di presentare opere basate sul cristallo. I vincitori di questa edizione, la quinta, sono Juju Wang, artista cinese, il duo olandese Studio Klarenbeek and Dros e il lighting designer Raffe Burrell.

– Giulia Marani

basel2019.designmiami.com

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.