Presentata la ventiseiesima edizione di Artissima Torino: il programma e le novità di quest’anno

La fiera torinese, che riconferma la sua audacia nel campo della sperimentazione e nell’attenzione ai giovani talenti, si svolgerà quest’anno dall’1 al 3 novembre. Tante le novità e i progetti inediti, incentrati sul tema desiderio/censura.

Artissima18 Torino Oval Interni

Presentata alla stampa il 16 luglio, Artissima è ormai giunta alla sua ventiseiesima edizione, per il terzo anno sotto la guida di Ilaria Bonacossa, riconfermata fino al 2021. Il programma è delineato in quasi tutti i suoi particolari e tra sezioni curate, premi, progetti speciali, appuntamenti nuovi o consolidati, la fiera torinese pare riconfermare l’identità che l’ha fatta distinguere nel panorama internazionale, caratterizzata dalla sperimentazione di nuovi format e con un occhio di riguardo per i talenti emergenti.

ARTISSIMA 2019: LE GALLERIE

Stando ai numeri, saranno in totale 208 le gallerie presenti, con la partecipazione di 43 paesi, anche da Africa, Asia e Americhe. Accanto ai nomi affermati del panorama italiano e internazionale (Lia Rumma, Massimo De Carlo, Monitor, Franco Noero, Massimo Minnini, Continua, Richard Sauton, Sadie Coles, Mandragoa, A Gentil Carioca) si affacciano le gallerie emergenti che propongono giovani artisti, come Balcony di Lisbona, Capsule Shanghai di Shianghai, Marfa’ di Beirut, Suprainfinit di Brucharest, Una di Piacenza, Vin Vin di Vienna e Ballon Rouge Collective di Bruxelles (di quest’ultima, dal format nomade e insolito, vi avevamo parlato durante la fiera di Art Brussels). Le sezioni, invece, saranno sette: Main Section, New Entries, Dialogue, Art Spaces & Editions e tre curate da board internazionali di curatori: Present Future, Back to the Future (che il prossimo anno compirà dieci anni e su cui si comincia a lavorare già da questa edizione) e Disegni.

Artissima 2019 VISUAL IDENTITY
Artissima 2019 VISUAL IDENTITY

ARTISSIMA 2019: DESIDERIO E CENSURA

Il tema su cui verterà l’edizione 2019 sarà “desiderio/censura”, due concetti che sono spesso due facce della stessa medaglia e che la fiera intende affrontare, sia analizzando il loro significato che indagando il modo in cui essi si manifestano nell’arte. “Il desiderio nasce dal rapporto tra il corpo e la società, tra la realtà vissuta e la realtà immaginata e ambita”, afferma Ilaria Bonacossa, direttrice della fiera, “le opere d’arte sono storicamente portatrici di immagini in grado di emancipare ciò che convenzionalmente viene considerato un tabù, grazie al desiderio di sovvertire le regole, rendendo fluidi i confini tra normale ed eccezionale.  Il limite tra contenuti permessi e contenuti proibiti è al centro di un dibattito quanto mai attuale che vede l’arte stessa oggetto di censura.  Nel mondo digitale e sui principali social network il controllo preventivo, spesso algoritmico, rende di fatto sempre più difficile la diffusione e promozione del nostro patrimonio artistico-culturale”. E conclude ricordando il ruolo dell’arte contemporanea, “uno spazio di incontro vero e fisico tra la persona e le sue aspirazioni”.

ARTISSIMA 2019: PROGETTI E NOVITÀ

Numerosi sono gli strumenti di cui si dota la fiera per raccontare se stessa e fornire nuovi stimoli ai visitatori: a partire da #ArtissimaPills, novità dal mondo dell’arte e #ArtissimaStories, interviste a personaggi rilevanti del sistema che verranno pubblicate sul sito e i social, a cura di Edoardo Bonaspetti e Stefano Cernuschi, con Anna Bergamasco. Ci saranno anche la #SocialRoom, uno spazio fisico pensato per blogger e influencer e #ArtissimaLive, una redazione dal vivo, coordinata da Elena Bordignon, dove riviste e siti web di settore collaborano alla creazione di contenuti. Ancora nella fiera, ci sarà Hub Middle East Artissima 2019, una serie di talk organizzati per offrire una ricognizione su gallerie, istituzioni e artisti attivi nel Medioriente, un’area geografica centrale per gli sviluppi della società contemporanea. Tra gli eventi in città, molto atteso è un progetto che si svolgerà con un display inusuale: Abstract Sex. We don’t have any clothes, only equipments, a cura di Lucrezia Calabrò Visconti e Guido Costa, è una mostra-provocazione VM18 che porta l’arte erotica in un luogo non istituzionale, quello della boutique di moda Jana, di Via Maria Vittoria, storico punto di riferimento per artisti, scrittori e protagonisti della cultura. Alle OGR, invece, si svolgerà Artissima Telephone, una ricognizione sul telefono come mezzo espressivo artistico. Lo sconfinato programma di Artissima, forte della sinergia con Fondazione Torino Musei, si estenderà su tutta la regione con percorsi e progetti racchiusi nell’Art Mapping Piemonte in collaborazione con Artribune, di cui vi avevamo già parlato.

-Giulia Ronchi

Artissima 2019
Dall’1 al 3 novembre 2019
OVAL Lingotto Fiere
via Giacomo Mattè Trucco, 70
Torino
[email protected]
www.artissima.it 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.