Art Basel Hong Kong 2019 protagonisti e highlights della settima edizione della fiera

L’avamposto asiatico del colosso fieristico svizzero si appresta a inaugurare la sua settima edizione a Hong Kong. Una rassegna dal carattere fortemente occidentale che tende però a scoprire e valorizzare la scena artistica orientale

Tutto pronto per la settima edizione di Art Basel Hong Kong, tappa asiatica del colosso fieristico svizzero che si svolgerà dal 28 al 31 marzo al Convention and Exhibition Centre. 242 gallerie – tra cui 21 alla loro prima partecipazione – provenienti da 35 paesi compongono il mosaico della fiera di prossima inaugurazione, confermando il sempre più crescente interesse occidentale nei confronti del vivace mercato asiatico: la presenza della fiera europea a Hong Kong conferma infatti come la città negli ultimi anni sia diventata uno degli “ombelichi del mondo” dell’arte contemporanea internazionale, terra di conquista e di nuovi mercati per i galleristar occidentali, che qui hanno deciso di aprire un loro avamposto: White Cube, Gagosian, Massimo De Carlo, David Zwirner e Pace Gallery, non a caso tutte presenze fisse di Art Basel HK e, naturalmente, presenti anche a questa edizione della fiera.

Art Basel Hong Kong
Art Basel Hong Kong

ART BASEL HONG KONG. UNA FIERA DALLE ANIME OCCIDENTALE E ORIENTALE

Pur trattandosi, rispetto a molte altre fiere in Asia, di una rassegna decisamente “occidentale”, Art Basel Hong Kong si impegna nella valorizzazione e promozione dell’arte contemporanea asiatica, con oltre la metà delle gallerie partecipanti che hanno spazi espositivi nella regione. Sette gallerie precedentemente presenti nella sezione Insights, dedicata ad artisti asiatici, o nella sezione Discoveries, la piattaforma per artisti emergenti, saranno incluse per la prima volta nella Main section la ROH Projects di Jakarta, la Galerie du Monde di Hong Kong, la Gow Langsford Gallery di Auckland e la Tang Contemporary Art con spazi a Pechino, Hong Kong e Bangkok, per citarne alcune. Altre gallerie proverranno da Australia, Nuova Zelanda, India, Giappone, Corea, Cina e Taiwan, mentre cresce la presenza di espositori provenienti dal Sud-Est Asiatico, in particolare dalla Tailandia e dalla Malesia.

LA MAIN SECTION DI ART BASEL HONG KONG 2019 E LE GALLERIE ITALIANE

La Main section include 196 gallerie, che presenteranno soprattutto pittura, scultura, disegni, installazioni, fotografia, video e opere digitali. La sezione comprende anche alcuni solo show, come quello del pittore astratto Wu Da-Yu per Lin & Lin Gallery, che proporrà olii, cartoni animati, tempere, pastelli, acquerelli e disegni a matita. Al settore principale della fiera si affiancano poi le già citate Insights – di cui segnaliamo il focus dedicato all’artista Tishan Hsu – e Discoveries, che vedrà Christian Andersen, Galerie Crèvecoeur, Nova Contemporary e Tabula Rasa Gallery al loro debutto in fiera. E l’Italia? Anche per l’edizione 2019, Art Basel HK vedrà una cospicua e interessante presenza di gallerie italiane: Alfonso Artiaco, Cardi Gallery, Galleria Continua, la già citata Massimo De Carlo, Galleria d’Arte Maggiore, Mazzoleni, Francesca Minini, Victoria Miro, Franco Noero, Lia Rumma, Lorcan O’Neill.

LE SEZIONI KABINETT, FILM E CONVERSATIONS AD ART BASEL HONG KONG

A quelle già citate, si aggiungono inoltre le sezioni Kabinett, Film e Conversations, dedicate all’approfondimento e al dibattito. In Kabinett verranno presentate 21 esposizioni curate di artisti affermati ed emergenti, con particolare attenzione agli autori asiatici. Tra le mostre in programma segnaliamo The Realm of Solitude di Wang Pan-youn alla Tina Keng Gallery, la selezione di dipinti realizzati da Yoo Youngkuk dal 1964 a oggi alla Kukje Gallery, le opere di Bagyi Aung Soe alla Gajah Gallery. Per la sezione Film, l’artista multimediale e produttore cinematografico Li Zhenhua riunirà 27 film e opere video ispirate all’attuale clima sociopolitico, tra cui una selezione di film artista cinese Liu Xiaodong, la serie di cortometraggi Missing Police dell’artista e regista Ju Anqi, e Spring Fever di Lou Ye, che ha vinto il Premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes nel 2009. Il programma Conversations, aperto al pubblico e organizzato dalla scrittrice Stephanie Bailey, presenterà 22 dibattiti che riunirà artisti, galleristi, collezionisti, storici dell’arte, curatori, direttori di musei e critici di tutto il mondo.

– Desirée Maida

Hong Kong // dal 28 al 31 marzo 2019 (preview 27 marzo)
Arte Basel HK
Convention and Exhibition Centre
www.artbasel.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

LEAVE A REPLY