ARCOmadrid: report e bilanci per l’edizione 2019 della fiera spagnola

ARCOmadrid 2019, bilancio più che positivo per la settimana dell’arte contemporanea in Spagna

ARCOmadrid 2019. Foto Alejandro Cayetano
ARCOmadrid 2019. Foto Alejandro Cayetano

La trentottesima edizione di ARCOmadrid, conclusasi domenica 3 marzo, è già considerata da molti tra le migliori dell’ultimo decennio. Voci di soddisfazione si raccolgono un po’ ovunque non solo tra i galleristi, ma anche tra gli organizzatori delle fiere parallele, sia per il giro di affari sia per l’affluenza di pubblico professionale e di qualità. Il mercato dell’arte sembra dunque rispondere bene all’offerta spagnola, anche se si è notato tra gli stand un generale ritorno alle proposte più classiche, con nomi consolidati, per soddisfare forse la crescente richiesta di investimenti sicuri.

ARCO 2019, EDIZIONE EPICA

Leon Tovar, titolare dell’omonima galleria newyorkese, ha definito così, in termini trionfalistici, l’edizione 2019 di Arco, la miglior degli ultimi dodici anni. Soddisfazione espressa anche tra gli stand della parigina Lelong, degli austriaci di Thadeus Ropac e da Edward Tyler Nahem, la galleria di New York che a Madrid ha esposto pezzi davvero straordinari di Jackson Pollock, Franck Stella e Joan Miró.
Oltre al buon ritmo di vendite, è stata l’affluenza di pubblico specializzato e di professionisti a aumentare quest’anno in Ifema (l’8% in più rispetto al 2018) e la qualità dei collezionisti spagnoli e internazionali a dinamizzare il mercato. Soddisfazione anche tra i partecipanti alla sezione Opening (riservata a gallerie con una traiettoria inferiore ai sette anni), la seconda e ultima firmata dall’italiana Ilaria Gianni: “in generale, il bilancio è stato positivo fra tutti i partecipanti, che hanno superato le aspettative in fiera e colto l’occasione per stabilire interessanti contatti”.

ARCOmadrid - stand di Helga de Alvear   Progetto di Julian Blunberg. Ph. Federica Lonati
ARCOmadrid – stand di Helga de Alvear Progetto di Julian Blunberg. Ph. Federica Lonati

LE VENDITE AD ARCO MADRID

Gli acquisti delle grandi istituzioni, pubbliche e private, riflettono l’andamento del mercato. Il Museo Reina Sofia, massima istituzione spagnola in materia d’arte contemporanea, quest’anno ha speso in fiera 350mila euro per 19 opere, tra giovani artisti spagnoli (June Crespo e Alejandro S. Garrido), stranieri (Marwan Rechmaoui, Rosalind Nashashibi, Maja Bajevic e Andrea Büttner) e avanguardie storiche (Néstor Basterretxea e Lugán, alias Luis García Núñez). Tra le acquisizioni più significative, quella del CAAC MALI, Museo d’arte di Lima, che si è aggiudicato il bellissimo murale in legno dipinto della giovane artista peruviana Claudia Martínez Garay, e la Fondazione della gallerista Helga de Alvear, che ha comprato opere di Mario Merz, Jenny Holzer e Sol Levitt.

ARCOmadrid 2019 AMBIENTE MIERCOLES Foto Rosa Rodriguez - performance Andrea Galvani
ARCOmadrid 2019 AMBIENTE MIERCOLES Foto Rosa Rodriguez – performance Andrea Galvani

 

I PREMI DI ARCO MADRID 2019

Vincitore della VII edizione del Premio Audemars Piguet, l’artista italiano Andrea Galvani (Verona, 1973) ha realizzato in fiera per lo stand della marca di orologi di lusso svizzera una installazione di grandi dimensioni: un paesaggio incandescente fatto di equazioni luminose al Led, formule scritte con tubi sospesi di neon bianco in omaggio al primo sismografo inventato da un erudito cinese. “Con questa installazione architettonica, interamente progettata da me”, spiega Andrea Galvani, “ho voluto descrivere fenomeni fisici invisibili, come i movimenti delle costellazioni o le onde terrestri, esprimendoli attraverso formule astratte come le equazioni”. Artista mutidisciplinare, che vive tra New York e Città del Messico, Galvani è rappresentato dalla galleria peruviana Revolver. In fiera a Madrid ha presentato anche una sua performance dal vivo, con la partecipazione di sei studenti della Facoltà di Fisica dell’Università Complutense alle prese con complessi calcoli scientifici fatti in tempo reale con un gesso bianco su una parete azzurro-grigio.
La dodicesima edizione del Premio Illy sustain Art, riservato ad artisti nati dopo il 1970 e provenienti da paesi produttori di caffè, è stato assegnata al venezuelano Sheroanawë Hakihiiwë, dell’etnia yanomami, rappresentato dalla galleria ABRA di Caracas, per la sua revisione contemporanea della cosmogonia attraverso l’immaginario indigeno. Particolarmente toccante la storia di quest’artista che vive isolato in una tribù dell’Alto Orinoco, nell’Amazzonia venezuelana, e che con i pochi mezzi a disposizione crea su carta una straordinaria sintesi grafica delle forme viventi che lo circondano. Con il denaro del premio, l’artista potrà acquistare zanzariere per proteggere la sua comunità dai rischi della malaria.

ARCOmadrid 2019 - Premio Illy sustains art. Ph. Federica Lonati
ARCOmadrid 2019 – Premio Illy sustains art. Ph. Federica Lonati

ARCO 2020: QUESTIONE DI TEMPO

Conclusa la stagione di Carlos Urroz – che ha traghettato ARCOmadrid oltre la crisi economica – la fiera dell’arte contemporanea spagnola riparte dallo sviluppo di un tema filosofico, in alternanza al Paese invitato. La nuova direttrice Maribel López ha presentato le linee guida dell’edizione 2020, basata sul tema  It’s just a matter of time e ispirate alla figura e all’opera di Félix González-Torres (1957-1996), artista visivo cubano-statunitense scomparso prematuramente vittima dell’Aids.
“L’opera dell’artista Félix González-Torres è cresciuta come un sottofondo continuo negli ultimi decenni, come una aspirazione, un desiderio o un accompagnamento che rende più complessa la nozione di storia progressiva e lineare”, ha spiegato la nuova direttrice della fiera. I commissari della sezione saranno l’artista uruguaiano Alejandro Cesarco (1975) e Manuel Segade, direttore del CA2M, Centro de Arte Dos de Mayo della Comunidad de Madrid a Mostoles. Il progetto consiste nell’indagine intorno alle possibilità di proiettare una lettura sull’arte del presente a partire da una figura che rinnegava il principio d’autorità. Oltre al programma generale, l’anno prossimo resterà invariata la formula delle sezioni commissariate Dialogos e Opening.

PATRIZIA SANDRETTO PRESIEDE L’INTERNATIONAL BOARD

La collezionista italiana Patrizia Sandretto, presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, è stata nominata alla testa del Consiglio internazionale della Fondazione Arco, istituito nel 2018 e diretto già dai peruviani Eduard e Mariana Hochschild. “Sono onorata di ricevere quest’incarico”, dichiara la signora Sandretto, “e la mia intenzione è quella proseguire il cammino di dialogo e di incontro fra le diverse forme di mecenatismo spagnolo e internazionale. Mi piacerebbe creare occasioni di sinergia e di studio del sistema dell’arte contemporanea, con al centro gli artisti e le gallerie che li rappresentano sul mercato. Arco è una fiera in grande espansione, che permette a noi europei di conoscere da vicino le tante realtà del Sudamerica”.

– Federica Lonati

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.

LEAVE A REPLY