A St. Moritz apre la rassegna Nomad tra arte e design. Presto anche a Venezia

Arte e design uniti all’interno della lussuosa location di Chesa Planta, presso St. Moritz. Tra gallerie, progetti speciali e talk, si fa strada un nuovo format fieristico.

Gallery Fumi per Nomad
Gallery Fumi per Nomad

Si svolge dal 7 all’11 febbraio nel palazzo di Chesa Planta a Samedan, un gioiello della Valle Engadina non lontano da St. Moritz: si tratta della seconda edizione di Nomad, una “fiera non fiera”. Per quattro giorni 25 gallerie tra arte e design sono invitate a esporre in un’antica casa padronale priva dei classici stand: ogni espositore infatti ha a disposizione una stanza. Al posto di abbaglianti luci al neon e pareti in cartongesso, qui si trovano, infatti, lampadari e poltrone di broccato in cui sostare. E tra gallerie italiane ed estere, progetti speciali e un ciclo di talk, Nicolas Bellavance-Lecompte lancia anche una bella anticipazione: la prossima edizione di Nomad si terrà a Palazzo Soranzo Van Axel di Venezia dal 5 all’8 settembre. Una magnifica location per un evento che accrescerà così il proprio prestigio, buttandosi nel vortice frenetico di offerte culturali che invaderà la Laguna durante la 58. Biennale d’Arte sebbene non durante i giorni iper congestionati dell’inaugurazione di maggio.

NOMAD

È Nicolas Bellavance-Lecompte, ideatore dell’evento assieme a Giorgio Pace, a parlarci per primo di Nomad: “Il traguardo è esser riusciti a creare un’esperienza, che non mi piace definire fiera ma piuttosto showcase. Ovvero una mostra in un contesto particolare, che ha lo scopo di vendere delle opere ma in modo elegante, raffinato, un luogo in cui ci si possa incontrare e parlarsi”. Così l’architetto canadese, anche co-fondatore dal 2011 della Carwan Gallery di Beirut, che in otto anni di attività ha realizzato esposizioni in tutto il mondo, spiega il progetto. “Proprio parlando con i colleghi galleristi, ci siamo resi conto che quello che mancava era un luogo che riunisse tutti ma in un’atmosfera intima. Un ambiente insomma che non fosse impersonale e affollato come quello solito nelle fiere. Qui la gente viene per rilassarsi, magari per un weekend, e può tornare più volte a visitare le sale”. La manifestazione è composta da 25 espositori (di cui 6 rientranti nei progetti speciali), provenienti da diversi stati, Italia in testa. Tra le cinque gallerie da Milano si trovano le sorelle Paola Colombari e Rossella Colombari, con affascinanti pezzi di Piero Fornasetti e Carlo Mollino. Da Venezia invece arriva la Galleria Blancheart, leader del vetro di Murano d’artista. La Giustini Stagetti di Roma porta un interessante accostamento tra passato e futuro, con le opere di Gio Ponti e Formafantasma. Ci sono poi gallerie provenienti da Londra, come la Hunter Harrison e la David Gill, da Berlino (Functional Art Gallery), fino ai paesi scandinavi (Etage Projects di Copenhagen e Galleri Format di Oslo).

IN POLE POSITION: MASSIMO DE CARLO E BEATRICE TRUSSARDI

Quali sono gli stand più meritevoli di questa edizione engadina di Nomad? Tra le sorprese, nella sezione “Gallerie”, troviamo la Massimo De Carlo (Milano, Londra e Hong Kong), che fa di una stanzetta dalle decorazioni barocche una soluzione pop senza eccedenze, in equilibrio tra arte e design. Al centro della sala, infatti, espone un Mushroom Carpet di Carsten Höller, in cui l’ormai iconico fungo si fa tappeto. Alle pareti c’è poi uno specchio del gruppo Gelitin e due stampe di Rob Pruitt (di cui una enorme, glitterata e dotata di Qrcode: Pandas, l’opera che esorta gli umani a prendere esempio da questi animali asiatici). Tra i progetti speciali c’è quello di YOOX, il grande brand di e-commerce leader nella vendita di capi d’abbigliamento firmati. Il marchio lancia così il progetto dell’artista Rob Pruitt: si tratta di Migration Moving Blanket, una serie di coperte (40 pezzi unici) ispirati al tema politico della migrazione, ora in vendita sulla piattaforma. A spiegarcelo è Beatrice Trussardi, curatrice per la prima volta di Yoox: La scelta di Pruitt è avvenuta perché è un artista in linea con l’identità del marchio, al quale è stato chiesto di realizzare un’edizione apposita, inedita. Lui ha risposto positivamente, ispirato dall’idea che Yoox fosse un luogo di comunicazione in senso molto ampio, che è quello del web. Le opere sono pezzi unici poiché, anche se in serie, sono una diversa dall’altra. Possono essere trattati come opere o utilizzati come oggetti, come delle vere coperte. All’interno di queste ci sono vari messaggi, come in tutte le opere degli artisti, che non spetta a me suggerire”.

TALK

Un programma di talk di tutto rispetto si aggiunge inoltre alla rassegna, svolgendosi tra sabato 9 e domenica 10 febbraio all’interno del Municipio di Samadan. Tra gli ospiti lo stesso Rob Pruitt, i Formafantasma, l’architetto Hans-Jörg Ruch e la designer Matali Crasset, un simposio che mira a mettere in dialogo il mondo dell’arte e quello del design. Come ci spiega Paola Nicolin, curatrice dei talk, “siamo partiti dall’ascolto diretto della storia di ogni personaggio coinvolto, per riflettere sull’identità e sulla ricchezza culturale dell’Egadina e cercare di capire perché oggi la relazione tra artigianato e design è uno strumento così valido per aggiungere valore al patrimonio locale”.

-Giulia Ronchi

NOMAD St. Moritz
Dal 7 all’11 febbraio 2019
Chesa Planta, Mulins 2, 7503 Samedan, Switzerland
Apertura: 11am – 7pm

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.

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