Non solo Art Basel. Ecco tutte le fiere che abbiamo visitato durante la Miami art week 2018

Se il colosso svizzero traina l’intera settimana dell’arte di Miami, è anche vero che sono tante le altre fiere che hanno (più o meno) meritato una visita. Ecco il nostro resoconto dopo le intense giornate e nottate in Florida…

Pass, brochure e press kit delle tantissime fiere
Pass, brochure e press kit delle tantissime fiere

Una grande abbuffata d’arte e glamour, questa è l’art week di Miami. Districarsi tra le decine di eventi è impresa non facile, se ne esce spesso frastornati. Miami Beach è tutta un ingorgo, il traffico paralizza la città, ristoranti e caffè sono sempre affollati, gli autisti degli autobus esasperati, mentre i tassisti fanno affari d’oro. Per le strade si sentono parlare tutte le lingue del mondo. Sui moli sono attraccati yacht da milioni di dollari. Ogni notte ricevimenti e feste riempiono di gente e musica gli hotel e le spiagge. Donne bellissime ed elegantissime passano da un party all’altro. La città è piena di celebrità e sono tanti gli eventi sponsorizzati da grandi marchi della moda e del design.

UN LUNGO WEEKEND DI EVENTI

Tra gli altri, la campionessa di tennis Serena Williams ha lanciato un negozio pop-up con la sua nuova linea di vestiti, presentata con una mostra evento al Faena hotel, in cui anche i quadri alle pareti erano firmati dalla tennista che pare sia appassionata di pittura. E l’arte-mania non si limita all’isola di Miami Beach, anche Miami città infatti pullula di eventi. Uno per tutti, l’asta di beneficenza organizzata dalla fondazione (RED) creata da Bono Vox e ospitata nel Moore Building del Design District, a cui hanno partecipato, oltre al cantante degli U2 in persona, la modella Naomi Campbell, lo stilista Christian Louboutinn e il gallerista star Larry Gagosian. In città l’arte è ad ogni angolo, installazioni, performance e mostre spuntano dovunque. Sulla spiaggia di fronte a The Bass, che in questo periodo ospita una grande mostra dell’artista italiana Paola Pivi, sono installati gli enormi “ombrelli solari” dell’argentino Tomás Saraceno che, con la sua scultura-progetto Aerocene, invita a cercare soluzioni sostenibili per abitare la terra. Tutti i musei, dai più grandi e importanti a quelli più piccoli e sperduti, offrono mostre e programmi speciali, le grandi collezioni si tirano a lucido e spalancano le porte. I quartieri che hanno fatto dell’arte il proprio biglietto da visita, come Wynwood, famoso per la street art, sono in modalità opening continuo.

LE FIERE

I giornalisti corrono da una parte all’altra portandosi dietro immensi press kit che non avranno mai il tempo di leggere, mentre gli uffici stampa cercano di convincerli che tutto (tutto!) è l’imperdibile evento dell’anno. Le fiere sono tantissime: ogni volta che pensi di averle viste tutte, ne spunta un’altra da qualche parte della città. Oltre ad Art Basel, la principale che ha dato il la alla grande invasione d’arte, ce ne sono decine, grandi e piccole, commerciali e di nicchia, con nomi notissimi e sconosciuti, opere bellissime e roba raccapricciante. Vederle tutte, lo abbiamo capito dopo qualche giorno di corse forsennate a cavallo delle biciclette del servizio cittadino di bike sharing, è pura follia. Ma affinando un po’ le nostre capacità di ubiquità siamo riusciti a vederne un buon numero, abbastanza da fare indigestione d’arte. Di Untitled, la più grande delle fiere collaterali, vi abbiamo già parlato; ecco le altre viste in questa settimana.

– Maurita Cardone

1. SCOPE A SOUTH BEACH

L’ingresso a Scope, la fiera è ospitata in una tensostruttura sulla spiaggia di South Beach a due passi da Untitled

Ospitata in una tensostruttura sulla spiaggia a due passi da Untitled, questa coloratissima fiera espone artisti che scelgono linguaggi non tradizionali, dando molto spazio a gallerie che lavorano con la street art e le installazioni. La fiera seleziona un gruppo di piccole gallerie che altrimenti non potrebbero permettersi di partecipare ad eventi di questo genere, e offre loro spazi a prezzi scontati, chiamati Breeders. Tra i vari stand, inoltre, spazi per progetti speciali. Divertente la vip lounge curata dalla Superchief Gallery di New York che ha installato al centro della fiera uno spazio contenuto all’interno di una testa di demone. Tra le opere in mostra, quest’anno ha fatto scalpore il progetto Young Thug as Paintings, nato da un progetto studentesco di Hajar Benjida e diventato virale, in cui l’artista giustappone immagini del rapper Young Thug a famosi quadri della storia dell’arte.

2. PULSE A MID-BEACH

L’ingresso di Pulse a Indian Beach

Defilata rispetto al resto delle fiere che popolano la parte Sud dell’isola, questa fiera ospitata in una struttura a bordo spiaggia a Indian beach è più intima e digeribile di molte delle altre. Le gallerie espongono artisti emergenti e a metà carriera, di cui molti presenti in fiera per incontrare il pubblico. Il capannone affacciato sulla passerella lungomare riserva diversi spazi per progetti speciali di artisti indipendenti e ospita anche associazioni non profit. Le gallerie presenti offrono opere a prezzi ben più accessibili di quelle presenti nelle altre fiere e tra gli stand si vede parecchia fotografia e opere che utilizzano le tecniche del cucito e del ricamo.

3. AQUA A MIAMI BEACH

L’albergo Aqua di South Beach ospita l’omonima fiera

Opere non proprio memorabili ma location godibilissima e allestimento divertente per questa piccola fiera ospitata in un alberghetto della prima metà del Novecento, che per l’occasione trasforma tutte le sue stanze, affacciate su un cortiletto interno di gusto cubano, in sale espositive, dove trovano spazio piccole gallerie che espongono anche artigianato artistico, design, abiti e gioielli.

4. ART MIAMI

La finlandese Galerie Forsblom ad Art Miami

Lasciata Miami Beach, sulle sponde della terra ferma, si incontra Art Miami, ospitata quest’anno in una nuova venue affacciata sulla Biscayne Bay. Decisamente commerciale e orientata alle vendite, questa fiera si sforza poco di attrarre i non addetti ai lavori, ma all’interno ci sono opere di artisti che vale la pena vedere, tra cui anche cose del calibro di Botero, Calder, Chagall, De Kooning. Questa è la ventinovesima edizione di una fiera che ha anticipato l’ondata d’arte di Miami e che negli anni ha conservato una posizione di rilievo nel mondo del commercio d’arte moderna e contemporanea.

5. CONTEXT A MIAMI

Lo scultpure garden all’ingresso di Context

Adiacente a e comunicante con Art Miami, Context accoglie i visitatori con una sorta di sculpture garden allestito in un parcheggio che non si può dire valorizzi le opere esposte, tra le quali ci sono lavori di WhIsbe, Thomas Schütte, Julian Voss-Andreae, Kaï. Tradizionale negli allestimenti ma con opere di artisti emergenti e a metà carriera che sperimentano con nuove tecnologie e materiali, Context è decisamente una fiera pensata per i compratori dove andare ha senso se si vuole vedere qualcosa di specifico. Aggirarsi per gli spesso anonimi stand, infatti, è un’esperienza da mercato che rischia di far dimenticare che l’arte è anche altro, oltre al commercio. I grandi nomi sono comunque tanti, ma si perdono nella presentazione alquanto prosaica.

6. PINTA A MIAMI

L’installazione realizzata da Mana contemporary all’interno di Pinta

Nel cuore della hip Wynwood, Pinta è una fiera che ha un’anima. Tra le varie sezioni, sei sono dedicate a paesi di cultura latina: Argentina, Colombia, Brasile, Cile, Messico e Spagna. Per ognuna, un curatore ha scelto un gruppo di gallerie. Un ampio spazio è dedicato al ricordo della giornalista, mecenate delle arti e fondatrice del museo di arte contemporanea di Caracas, Sofia Imber (1924-2017) con opere e fotografie che ne raccontano la carriera e l’influenza. Un’area della fiera ospita installazioni curate da Mana contemporary che mette a disposizione la location per Pinta.

7. NADA A MIAMI

Il booth della RAchel Uffner Gallery di New York a NADA

Più divertente e “frikkettona” NADA, acronimo che sta perNew Art Dealers Alliance.Arrivata alla sua sedicesima edizione, nasce con l’idea di esplorare l’arte meno rappresentata in opposizione al “sistema arte”, ed è l’unica grande fiera americana ad essere prodotta da una non profit. Ospitata negli ICE Palace Film Studios, NADA accoglie i visitatori in un giardino di amache sospese tra palme e spazi lounge dove dimenticarsi per un attimo della frenesia della art week. Ampio spazio alla programmazione di dibattiti ed eventi, con un focus sull’arte politica e l’attivismo. Le opere esposte non sono tutte da urlo, ma si possono fare interessanti scoperte. Tanti gli artisti che lavorano con la ceramica, così come con l’arte del ricamo.

8. FREE! A MIAMI

La cerimonia di un nativo americano ha aperto FREE!

Decisamente new age Free!, una fiera che si fa chiamare fiera, ospitata in spazi commerciali, ma dove nulla è in vendita. Alla sua prima edizione, Free! sceglie come location degli spazi all’interno del centro commerciale Brickel, nuovissimo cuore dell’omonima sfarzosa zona. L’evento si è aperto con una cerimonia celebrata da un attivista nativo americano che ha invitato il pubblico a parlare con un’ampolla di acqua delle vicine Everglades. All’interno, performance e installazioni dalla forte componente ambientale e sociopolitica.

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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.

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