Frieze New York inaugura una nuova sezione dedicata al mitico gallerista Hudson

Aria continua di rinnovamento a Frieze New York, appendice statunitense della fiera nata a Londra. Dopo aver offerto ai grandi art dealers internazionali la possibilità di esporre accanto alle gallerie, la fiera annuncia una nuova sezione, dedicata ad un gallerista storico della scena newyorchese…

Frieze New York 2016, Photo Mark Blower. Courtesy of Mark Blower/Frieze
Frieze New York 2016, Photo Mark Blower. Courtesy of Mark Blower/Frieze

Il sistema dell’arte è composto da un insieme variegato di attori o di stakeholder, mutuando dall’economia il termine che indica ciascuno dei soggetti coinvolti direttamente o indirettamente in un’attività. È un aspetto che spesso si dimentica nel continuo celebrare le figure più esposte degli artisti e dei curatori. In controtendenza rispetto ad un’attitudine generale, Frieze New York inaugura una nuova sezione nella prossima edizione che si svolgerà, dal 3 al 6 maggio 2018,aRandall’s Island Park a New York: Hudson Feature, curata da Matthew Higgs(West Yorkshire,1964) e dedicata alla celebrazione di Hudson(New Haven 1950 – New York 2014) ex ballerino e artista performativo, conosciuto solo con il suo cognome, che è diventato uno dei più famosi galleristi della sua generazione, morto a soli 63 anni.

CHI ERA HUDSON

Anticonformista fino al midollo, Hudson non è stato solo un gallerista ed un art dealer tra i più noti. È stato soprattutto una figura centrale sul palcoscenico dell’arte americana, animatore instancabile dell’art-system newyorchese, è noto per aver lanciato alcuni degli artisti più conosciuti degli ultimi 40 anni. La sua biografia è abbastanza scarna. Nato a New Haven, nel Connecticut, nel 1950, inizia la sua carriera prima come ballerino, poi come coreografo ed infine come artista performativo. Dichiaratamente gay, è stato tra i primi ad affrontare temi come l’omosessualità e l’AIDS nelle sue performance, attirando su di sé in più occasioni le proteste dell’opinione pubblica. Nel 1981 si trasferì a Chicago per dirigere la Randolph Street Gallery, uno spazio no-profit alternativo, ma si rese presto conto che se voleva coinvolgere più artisti e realizzare progetti più ampi la soluzione migliore era creare una galleria con finalità commerciali. Nacque così Feature Inc, inaugurata a Chicago il primo aprile del 1984 con una mostra di fotografie di Richard Prince.

LA GALLERIA

Enorme fu il successo della galleria, chiamata Feature Inc – in inglese il verbo to feature significa proprio mostrare, rappresentare – nome volutamente neutro perché Hudson non voleva assolutamente sovrapporre la sua personalità a quella degli artisti. La galleria fu trasferita a New York nel 1988, prima a SoHo, poi a Chelsea e infine nel Lower East Side. Il successo è enorme. Qui espongono per la prima volta artisti come Charles Ray, Raymond Pettibon, Tom Friedman, Takashi Murakamie Vincent Fecteau. Oltre alle mostre, Feature Incorganizzava serate video mensili e pubblicava una rivista chiamata FARM. La galleria è sempre stata gestita dalle stesse persone in controtendenza rispetto a quello che Hudson definiva il “modello aziendale” intrapreso da molte gallerie. Feature Inc è stata chiusa nel 2014, dopo la morte del suo fondatore.

LA NUOVA SEZIONE DI FRIEZE NY

Si intitola For Your Infotainment: Hudson and Feature Inc la mostra che sarà ospitata nella nuova sezione Hudson Feature, curata da Matthew Higgs, durante FRIEZE New York 2018. La mostra celebra il retaggio culturale e lo spirito anti-conformista della galleria attraverso una serie di artisti che hanno esposto per la prima volta o hanno collaborato a lungo con lo spazio di Hudson. Gli artisti che saranno presenti nella sezione sono: Dike Blair, Tom of Finland, Jason Foxe Daniel Hesidence,Tom Friedman, Andrew Masullo, Raymond Pettibon, Takashi Murakamie Tony Tasset. Artisti tra loro molto diversi ma con una linea comune di sperimentazione e di ricerca che poi è sempre stata la linea della galleria. Nel settore di Frieze New York che ospiterà la mostra sarà presentata anche laFeature Hudson Foundation (FHF) no-profit lanciata di recente allo scopo di mantenere viva la memoria del lavoro svolto da Hudson e promuovere mostre di giovani artisti.

ARIA DI RINNOVAMENTO A FRIEZE NY

Avevamo già notato che Frieze New York sta provando a modificare ed ampliare il proprio format per allargare il più possibile la propria offerta. Solo poche settimane fa, vi abbiamo raccontatocome la fiera sia pronta ad accogliere, tra i propri stand, anche gli art dealers che non fanno uno spazio fisico, ma che possano vantare un bouquet di collezionisti internazionali. Certo, Frieze è la fiera sperimentale per eccellenza, ma la continua messa in discussione del format nasconde anche precise motivazioni di natura economica. Frieze New York, a differenza della fiera-madre londinese, sembra soffrire maggiormente la competizione sia a causa della poca distanza temporale con l’Armory show, sia per la concorrenza spietata di San Francisco e del colosso Art Basel Miami Beach, sia per una scelta di una location come Randall’s Island, periferica e avulsa dalle dinamiche cittadine, che di fatto ha segnato nel tempo un calo costante di visitatori. La fiera newyorchese prova, dunque, a rilanciarsi come prima fiera newyorchese rendendo il più dinamico possibile il suo format. Ci riuscirà?

      Mariacristina Ferraioli

Frieze New York // dal 3 al 6 maggio 2018  

inaugurazione il 2 maggio su invito  

RANDALL’S ISLAND PARK  

www.frieze.com

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.