Fiere d’oltreoceano. SP-Arte a San Paolo

Ha preso il via la nuova edizione di SP-Arte, l’appuntamento fieristico con l’arte brasiliana e internazionale. Fra novità e conferme, una panoramica sui protagonisti che animano l’art week di San Paolo.

SP-Arte 2017, San Paolo, photo Jéssica Mangaba
SP-Arte 2017, San Paolo, photo Jéssica Mangaba

Conclusa miart da pochi giorni, è già tempo di volare in Brasile per visitare SP-Arte, la fiera d’arte contemporanea di San Paolo che ieri, 6 aprile, ha inaugurato la sua tredicesima edizione. Buona l’affluenza nella prima giornata di apertura al pubblico, complice anche il clima rilassato che si respira tra gli stand e la temperatura esterna che sfiora i trenta gradi. La fiera è ben organizzata nel Bienal Pavilion progettato da Oscar Niemeyer per la Biennale di San Paolo del 1957 all’interno del Parco di Ibirapuera, con una divisione ben strutturata delle quattro sezioni – Main Sector, Repertório, Solo, Showcase – che rende agevole la visita. Ed è una full-immersion nell’arte brasiliana nonostante la fiera stia compiendo negli ultimi anni sforzi notevoli verso l’internazionalizzazione.

ARTISTI E GALLERIE

Delle 134 gallerie presenti, infatti, 90 sono brasiliane a dimostrazione di come l’arte locale sia ancora trainante rispetto all’arte internazionale. Non mancano, nella Main Section, i grandi nomi, come David Zwirner, Marian Goodman e Alexander Gray da New York; Lisson Gallery, Stephen Friedman e White Cube di Londra; le italiane Franco Noero da Torino e Continua da San Gimignano; neugerriemschneider e Gregor Podnar da Berlino, Thaddaeus Ropac da Salisburgo (sua l’opera più costosa della fiera: una scultura di George Baselitz che supera i due milioni di dollari!), attratti da un mercato che, nonostante la crisi degli ultimi anni, è ancora in forte espansione. Lo conferma Maurizio Rigillo di Galleria Continua, alla sua sesta partecipazione a SP-Arte, che sottolinea come la fiera sia migliorata nelle ultime edizioni e l’interesse del pubblico, soprattutto giovane, sia notevolmente cresciuto. Riconferma la sua presenza anche Noero che quest’anno presenta con Marian Goodman, nella sezione Repertório, due lavori degli Anni Settanta di Lothar Baumgarten che risalgono proprio al periodo in cui l’artista tedesco visse in Sud America.

Pino Pascali - Studio d’Arte Campaiola, Sp-Arte 2017, San Paolo
Pino Pascali – Studio d’Arte Campaiola, Sp-Arte 2017, San Paolo

LA NEW ENTRY

Novità, e settore più interessante della fiera, è proprio Repertório, la mostra curata da Jacopo Crivelli Visconti che ha invitato una serie di gallerie internazionali a presentare solo opere realizzate entro la fine degli Anni Ottanta da artisti nati prima degli Anni Quaranta. Il progetto curatoriale accende i riflettori su un periodo storico preciso e dimostra l’influenza culturale dei vari Dan Graham, Richard Long, Michelangelo Pistoletto, Pino Pascali sugli artisti brasiliani della generazione successiva. Tre le gallerie italiane presenti in questo settore, tutte alla loro prima partecipazione a SP-Arte: P420 di Bologna, che espone una serie piuttosto rara di Radical Writings in rosa realizzati da Irma Blank tra il 1981 e il 1987; Paci Contemporary di Brescia che, invece, punta sulle fotografie del brasiliano Mario Cravo Neto e, infine, Campaiola che espone una serie di assemblaggi e pitture degli Anni Sessanta di Pino Pascali.

SP-Arte 2017, San Paolo, performance di Fabiano Rodrigues, photo Jéssica Mangaba
SP-Arte 2017, San Paolo, performance di Fabiano Rodrigues, photo Jéssica Mangaba

NON SOLO FIERA

La full-immersion nell’arte brasiliana oltrepassa il confine della fiera e si allarga alla città allo scopo di promuovere il sistema dell’arte locale con il solito programma di mostre, aperture notturne di gallerie, visite a collezioni private. Una formula ormai rodata che ritroviamo di fiera in fiera, ma che consente agli addetti ai lavori e ai frequentatori occasionali di avere una sintesi, se non esaustiva per lo meno immediata, del sistema dell’arte di quel determinato luogo.
Si parte dalla Pinacoteca de São Paulo che ospita la più grande collezione di arte brasiliana al mondo. In contemporanea con la fiera, la Pinacoteca dedica una mostra ad Ana Maria Tavares, artista brasiliana, classe 1958, la quale esprime attraverso le sue opere una critica alla cultura modernista che ha imprigionato il Brasile negli ultimi cinquant’anni. Non può mancare un tour al MASP, il Museu de Arte de São Paulo, che possiede la più importante collezione di arte occidentale del Sud America ed è stato progettato da un’altra iconica figura dell’architettura brasiliana, Lina Bo Bardi. Proprio all’architetto di origini italiane e alla complessità del progetto architettonico legato alla costruzione del museo è dedicata la mostra Avenida Paulista che il MASP ospita in questi giorni.
Merita, infine, una visita il Pivô Art Center, collocato all’interno dell’Edificio Copan, emblematica architettura modernista realizzata da Oscar Niemeyer nel cuore di San Paolo, salvata dall’incuria e dalla distruzione grazie a un gruppo di volontari sostenuti da sponsor privati. In occasione di SP-Arte 2017, Pivo fa da cornice a Boom, la personale di Alexandre da Cunha che ha realizzato le sue opere dal forte impatto politico in relazione diretta con lo spazio di Niemeyer.

Mariacristina Ferraioli

San Paolo // fino al 9 aprile 2017
SP-Arte
BIENAL PAVILION
Parque Ibirapuera, portão 3
Avenida Pedro Álvares Cabral, s/n
www.sp-arte.com

San Paolo // fino al 10 aprile 2017
No lugar mesmo: uma antologia de Ana Maria Tavares
PINACOTECA DE SÃO PAULO
Praça da Luz 2
http://pinacoteca.org.br

San Paolo // fino al 28 maggio 2017
Avenida Paulista
MASP
Avenida Paulista, 1578 CEP 01310-200 Bela Vista
http://masp.art.br

San Paolo // fino al 10 giugno 2017
Alexandre da Cunha – Boom
PIVÔ ART CENTER
Edifício Copan, Avenida Ipiranga 200
www.pivo.org.br

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.