L’Accademia di Belle Arti di Roma lancia iniziativa per accogliere docenti e studenti afghani

Di fronte alla tragedia che si sta consumando in Medio Oriente, l’Accademia ha deciso di istituire ulteriori borse di studio per le studentesse e gli studenti afghani, oltre ad alcune posizioni di Visiting Professor, accogliendo gli esuli. E invita gli altri istituti italiani a fare lo stesso

Accademia di Belle Arti di Roma
Accademia di Belle Arti di Roma

Benché un filo di speranza di vedere la creazione di un governo aperto e moderato resti, resta impossibile rimanere indifferenti di fronte alle immagini che in questi giorni hanno fatto il giro del mondo, mostrando un Paese improvvisamente mutato dopo la caduta di Kabul e la definitiva salita al potere dei Talebani. Oltre alle associazioni locali, che nelle ultime ore hanno denunciato la gravità della situazione e aperto raccolte fondi, è necessario che anche le istituzioni occidentali prendano posizione e facciano la loro parte per fronteggiare l’emergenza che potrebbe venirsi a creare. Per questo, l’Accademia di Belle Arti di Roma ha deciso di intervenire concretamente istituendo borse di studio per le studentesse e gli studenti afghani e alcune posizioni di Visiting Professor. Si amplia così un progetto già in essere, che prevedeva, prima dell’emergenza, di accogliere per il prossimo anno accademico due studenti rifugiati, offrendo loro riparo e asilo politico. “Di fronte a ciò che sta accadendo in Afghanistan non ci si può limitare a analisi e commenti superflui o a pubblicare sui social immagini spaventose ma inefficaci che incrinano, momentaneamente e forse soltanto superficialmente, la quiete d’agosto”, afferma l’accademia capitolina in una nota diramata sui suoi canali ufficiali.

L’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI ROMA ACCOGLIE I RIFUGIATI AFGHANI

Al cuore dell’iniziativa c’è la volontà di ribadire il ruolo centrale della cultura, dell’istruzione e della solidarietà tra Paesi – in particolar modo alle donne e alle ragazze, come ha sottolineato il premio Nobel per la pace nel 2014 Malala Yousafzai in un’intervista alla BBC – facendone, di fatto, strumenti di libertà e di emancipazione, per garantire protezione e sicurezza a chi è costretto a fuggire. Un’iniziativa che può offrire un futuro migliore a civili che in questo momento stanno subendo gli effetti del fondamentalismo e della repressione politica e che non deve esaurirsi nel singolo istituto, che lancia un appello: “L’Accademia di Roma”, prosegue la nota, “vuole promuovere l’iniziativa facendo appello a tutte le Accademie, ai Conservatori, agli ISIA e alle Università italiane affinché si impegnino ad accogliere, secondo le proprie disponibilità, studenti e docenti esuli. In questo momento è indispensabile che la comunità accademica si mostri compatta permettendo alle giovani e ai giovani afghani di avere un futuro e garantendo loro la trasmissione del sapere e il libero esercizio del pensiero”.

– Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.