Musei e pandemia. La didattica al Palazzo Ducale di Genova

La didattica al Palazzo Ducale di Genova si trasforma, adattandosi ai tempi. E contribuisce a costruire una nuova forma di consapevolezza civile. Ne abbiamo parlato con Maria Fontana, responsabile dei Servizi Educativi e Culturali.

Maria Fontana è responsabile dei Servizi Educativi e Culturali di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova. Laureata all’Università di Genova e specializzata in Storia dell’arte moderna all’Università di Siena, si è occupata di dipinti fiamminghi del Quattrocento e di diagnostica per immagini sulle opere di Raffaello. Appassionata di musica e di storia, ma curiosa a 360 gradi, da oltre vent’anni cura il programma delle proposte educative di Palazzo Ducale. Dal 2008 questa attività viene pubblicata in un libretto specifico, che comprende l’offerta formativa di tutte le principali realtà culturali genovesi – una cinquantina tra musei, teatri, biblioteche, archivi e centri di ricerca.

DIDATTICA E ARTE CONTEMPORANE A GENOVA

Anche quest’anno, la cover dei programmi educativi di Palazzo Ducale, Impararte, riproduce un’immagine altamente simbolica attinta dall’arte contemporanea: The Weaver, un’opera del 2017 dell’artista argentina Liliana Porter. Quale messaggio intende veicolare questa scelta?
Attraverso le copertine di Impararte desideriamo esprimere in forma visiva e fortemente iconica il carattere dei nostri programmi, sempre calati nella realtà e permeabili alle suggestioni culturali del momento. L’immagine di Liliana Porter ci è sembrata subito perfetta per quest’anno difficile: è la metafora di ciò che ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare, con impegno, responsabilità e creatività, per costruire qualcosa di più grande.

Le proposte di un’attività come la vostra possono dare un importante segnale di fermezza in un mondo fluttuante: come avete adattato tali proposte alla situazione di emergenza sanitaria?
Già dai primi giorni della chiusura delle scuole abbiamo sentito l’urgenza di metterci in gioco per mantenere il filo diretto con il pubblico, offrendo proposte gratuite online per studenti e famiglie. All’inizio erano brevi attività di laboratorio – le abbiamo chiamate Spuntini, idee in 5 minuti per non perderci di vista, che nel corso dei mesi hanno poi superato le 50mila visualizzazioni. Con il trascorrere delle settimane siamo passati a un’offerta più organica, fatta di visite guidate, laboratori, corsi di formazione per insegnanti e incontri per genitori che, sfruttando le potenzialità del digitale, ci hanno consentito di svolgere i nostri programmi con continuità. Quando possibile, abbiamo preferito lavorare in piccoli gruppi, più gestibili da remoto.

Quanto è autonomo nelle sue scelte l’ufficio Servizi Educativi di Palazzo Ducale?
Pur muovendosi in coerenza con gli indirizzi programmatici della Fondazione, i Servizi Educativi hanno da sempre sviluppato linee di ricerca innovative con il preciso intento di entrare in sintonia con il pubblico giovanile, delle scuole e delle famiglie, adeguandosi e talvolta addirittura anticipando i mutamenti in corso.

Palazzo Ducale, Genova. Laboratorio Giocare con la storia

Palazzo Ducale, Genova. Laboratorio Giocare con la storia

BENE COMUNE E CITTADINANZA IN COSTRUZIONE

In una evidente carenza dell’insegnamento dell’educazione civica a livello scolastico, voi credete possibile “raccontare” tale materia attraverso la cultura?
Certo, la cultura, nella sua accezione più ampia, consente di sensibilizzare i giovani ai valori del bene comune e della convivenza civile. È importante che imparino a percepire il patrimonio culturale come un valore che li riguarda da vicino e, come tale, a rispettarlo e proteggerlo. Per questo li guidiamo a riconoscerne le testimonianze nella realtà che è a loro più familiare, perché possano poi individuarlo in ogni situazione. Proprio quest’anno abbiamo inaugurato il programma Cittadini in costruzione, con laboratori creativi, percorsi guidati, giochi e dibattiti.

Il progetto #nonsoloascuola, elaborato dai Servizi Educativi di Palazzo Ducale in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e sostenuto da Regione Liguria, costituisce una stimolante proposta di didattica integrativa volta allo sviluppo di competenze chiave di cittadinanza. Si tratta di una nuova visione interdisciplinare di consapevolezza civile?
L’interdisciplinarietà è elemento distintivo di tutta la nostra programmazione. Abbiamo puntato l’attenzione su due grandi ambiti, l’educazione ambientale e quella al patrimonio culturale, che, intrecciandosi con il tema della legalità e del rispetto delle regole, si traducono in una straordinaria occasione di leggere le testimonianze della storia e la realtà contemporanea con uno sguardo inedito, di forte valenza civile.

Spesso si identificano le attività didattiche con “ritagli e collage” o “pasticcetti e cincischi per bambini”, come definisci questi luoghi comuni. Ti batti da sempre per un presidio che si proponga di innovare sempre, a tutto campo, la propria visione e la propria offerta, rivolta prioritariamente agli studenti delle scuole. Quali soddisfazioni e difficoltà incontri sul tuo cammino?
Grazie, la definizione di “presidio eroico”, mi piace molto ed evidenzia indirettamente l’appassionato gioco di squadra che è alla base del nostro lavoro. Ho sempre avuto la convinzione che i bambini e i giovani in generale siano gli interlocutori più preziosi di una realtà culturale come la nostra e che a loro vadano rivolte le migliori energie, da tradursi in ricerca, innovazione e qualità. Anche le attività ludiche e manuali, persino quelle apparentemente più semplici, devono essere il frutto di un lavoro attento su contenuti e linguaggi. Per di più i giovani sono anche interlocutori esigenti: la loro attenzione, l’entusiasmo con cui partecipano alle diverse attività sono molto gratificanti; apprezzano la sperimentazione, ma questo non vuol dire che si accontentino facilmente. È sempre un grande errore sottovalutare il loro spirito critico: per convincerli bisogna essere bravi e prenderli molto sul serio. Purtroppo è ancora forte il pregiudizio, francamente arretrato, secondo cui le attività per bambini e ragazzi sono secondarie rispetto a quelle per adulti.

Palazzo Ducale, Genova. Maria Fontana, responsabile dei Servizi Educativi e Culturali

Palazzo Ducale, Genova. Maria Fontana, responsabile dei Servizi Educativi e Culturali

ATTUALITÀ E SOSTENIBILITÀ DELLA CULTURA

Quanto contano oggi i temi di sostenibilità trasversale in ambito economico, sociale ed ecologico, auspicati anche dall’Agenda 2030 dell’ONU e dai suoi 17 obiettivi? Cos’è davvero per voi la Next Generation?
Penso che i temi dell’Agenda 2030 debbano entrare a far parte di qualsiasi riflessione odierna anche in ambito culturale. La sostenibilità costituisce una sfida per tutti e la Next Generation EU deve essere vista come straordinaria opportunità di crescita e innovazione, un investimento sul “Paese che vorremmo”.

Quale attenzione al digitale proponete, quali incontri online organizzate e con quale metodologia particolare? A chi sono indirizzati, chi può frequentarli e con quali modalità?
Come molte altre realtà culturali, abbiamo visto nel digitale una risorsa imprescindibile per affrontare le difficoltà del presente. Non siamo ricorsi, per la verità, a strumenti particolarmente sofisticati, ma, giorno dopo giorno, abbiamo incoraggiato il dialogo a distanza utilizzando molte delle piattaforme già disponibili, sia per le lezioni e i corsi di formazione che per i laboratori e le visite guidate alle mostre. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal grado di interazione che siamo riusciti a ottenere nelle attività di laboratorio con i bambini anche molto piccoli, per esempio quelli sulla mostra Michelangelo. Divino artista. Per un progetto rivolto alle scuole d’infanzia e primarie e dedicato alle Favole al telefono, a marzo 2020 abbiamo completamente ripensato l’attività, cercando di metterci nei panni degli insegnanti e dei bambini con le loro famiglie, chiusi in casa già da settimane. Abbiamo coinvolto in prima persona i genitori, anche quelli di origini straniere, per leggere, riscrivere o tradurre insieme ai loro figli i racconti di Rodari: il risultato è stato un bellissimo puzzle di voci, di lingue, di generazioni diverse che continua a vivere su YouTube.

In questo strano periodo, quale riscontro di pubblico avete nei corsi di formazione per insegnanti?
L’aver organizzato corsi di formazione a distanza (tutti fruibili con la Carta del docente) con nomi molto conosciuti e stimati – Antonio Brusa per la didattica della storia, Emanuela Pulvirenti per la didattica dell’arte e Bernard Friot, noto e amatissimo autore per ragazzi – collaborando sempre con realtà prestigiose – il CNR, la Fondazione I Lincei per la Scuola, il Centro Studi Montessori, l’IIT, la rivista Andersen, tra gli altri – ha di fatto ampliato la nostra platea a livello nazionale, con ottime ricadute anche in termini di confronto tra docenti provenienti da contesti diversi. Pure gli incontri del festival Limes e le anticipazioni della rassegna La Storia in Piazza hanno visto la partecipazione di classi di tutte le Regioni italiane; e la possibilità di porre domande ai relatori utilizzando le chat si è rivelata molto efficace con gli studenti delle secondarie di II grado.

Quali sono le differenze principali che riscontri tra corsi in presenza e corsi a distanza?
A tutti noi manca la componente relazionale che si viene a creare nel rapporto diretto e nella condivisione fisica degli spazi, l’alchimia degli sguardi e tutte le sfumature della comunicazione non verbale che danno valore agli incontri. Penso, tuttavia, che sia importante fare il massimo sforzo, anche individualmente, per mantenere viva la corrispondenza e valorizzare gli aspetti positivi di questa situazione surreale: è indubbio che, superando il concetto di luoghi fisici, si possa entrare in contatto con persone e realtà anche molto distanti e arricchirsi di nuove esperienze.

Linda Kaiser

palazzoducale.genova.it

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Linda Kaiser

Linda Kaiser

Linda Kaiser (Genova, 1963) è laureata in Storia della critica d’arte all’Università di Genova, dottore di ricerca in Storia e critica dei beni artistici e ambientali all’Università di Milano, specializzata in Storia dell’arte contemporanea alla Scuola di Specializzazione in storia…

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