Ancora sul caso dell’Accademia di Belle Arti di Napoli: due docenti rispondono al direttore

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del prof. Marcello Pisani docente di design all’Accademia di Belle Arti di Napoli al direttore Giuseppe Gaeta e della docente Donella Di Marzio, Pedagogia e didattica dell’arte e Letteratura e illustrazione per l’infanzia, a seguire.

L'Accademia di Belle Arti di Napoli
L'Accademia di Belle Arti di Napoli

La lettera inviata da alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli (che hanno voluto mantenere l’anonimato) ha denunciato una mancanza di comunicazione con l’Istituzione e lamentato l’impossibilità di recuperare le lezioni laboratoriali che la pandemia ha bruscamente interrotto. A questa, era seguita la replica del direttore di ABANA Giuseppe Gaeta che trovate qui. La querelle prosegue, ora con altre due lettere rivolte allo stesso direttore e scritte da due docenti dell’Accademia Marcello Pisani docente di design e Donella Di Marzio, di Pedagogia e didattica dell’arte e Letteratura.

LA LETTERA DEL PROFESSORE MARCELLO PISANI

Caro direttore prof. Giuseppe Gaeta,

ho letto con molta attenzione la tua lettera, in risposta a quanto affermato dai nostri studenti, e non posso che esprimerti il mio dissenso. Io sto con gli studenti, con i colleghi e, soprattutto, con l’Istituzione e credo che come me anche la maggior parte (anche non schierata) dei Colleghi.

ACCADEMIA DI NAPOLI: ASCOLTARE LE CRITICHE

Ritengo che piuttosto che fornire numeri, sempre e in questo momento più che in altri, a te che ricopri un così alto Ufficio sia richiesto di ascoltare le critiche che vengono rivolte e dare risposte.  Le critiche, del resto, sono salutari e costruttive in qualunque espressione della democrazia. Lo so. Ti piace elencare dati (del resto, fa parte della tua formazione, visto che sei laureato in sociologia e come tale attento ai numeri ed alle statistiche), così come ti piace fare sempre riferimento a tante leggi. Ma, al di là di quelle che possono essere dotte disquisizioni interpretative di figure attuariali, o di leggi vigenti, c’è un punto della lamentela (che ti ripeto, trovo giustissima) dei nostri studenti che non hai minimamente considerato. Gli studenti – nostri futuri colleghi; coloro che sosterranno il nostro Paese dopo di noi – lamentano un problema di comunicazione con l’Istituzione e, in particolare, con te.
Con l’Istituzione e con te è difficilissimo interagire, perché lo sanno tutti che non rispondi alle telefonate, non rispondi agli sms, non rispondi alle mail, non rispondi nemmeno alle richieste che ti vengono avanzate nelle vie più formali, addirittura che vengono protocollate. Negli anni della tua direzione si è potuto assistere alla triste vicenda di un ripiegamento da parte tua sempre più su te stesso, chiuso all’apparenza in una sempre più stringente autoreferenzialità ed indifferenza alle richieste ed esigenze degli studenti e del Corpo docente.

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI NAPOLI: PROBLEMI DI COMUNICAZIONE

Sono 4 anni che non convochi un Collegio dei Professori, che quelle leggi che ti piace tanto citare (D.P.R. 132 del 2003, art. 4) stabiliscono essere un organo necessario dell’Istituzione. E che è tanto necessario sentirlo, in maniera da presentare istanze collegiali al Consiglio Accademico (organo decisionale) che addirittura il nostro Statuto sancisce che è necessario ascoltarlo quando si devono prendere decisioni importanti e, comunque inderogabilmente, che va convocato in via ordinaria almeno due volte ogni anno.

Inoltre questo spacchettamento dei docenti, cioè non convocare il Collegio dei Professori e fare solo riunioni compartimentali delle singole scuole, con il conseguente mancato confronto collegiale, ha fatto in modo che al Consiglio Accademico (organo decisionale) arrivassero informative per le conseguenti decisioni filtrate da tue deduzioni, senza confronto e condivisione, cioè una scuola non sa che fa o che esigenze ha espresso l’altra scuola, tra l’altro, tutto, procedendo in violazione dello statuto della nostra Accademia. Consentimelo: un delirio! Hai parcellizzato tutto con riunioni su riunioni, a cui hai deciso (tra l’altro del tutto inopinatamente) di partecipare, disperdendo di fatto le energie in situazioni che talvolta vedono raccolti poco più di due o tre docenti (questi sono in alcuni casi i numeri di alcuni Consigli di Scuola).
Ma non è assurdo tutto questo? Non è assurdo che il sito della nostra Istituzione sia così manchevole per quello che riguarda la normativa sulla trasparenza?
Sul nostro sito mancano le delibere e i verbali dei Consigli; delle riunioni per la contrattazione (come vengono stabilite e ripartite le quote dei compensi aggiuntivi per il personale?); dei bilanci… e potrei continuare ancora a lungo, ma mi fermo per evitare di tediare chi sta leggendo. La sensazione, quindi, da parte di tanti o almeno di chi vuole vedere è che ti sei arroccato in una condizione che somiglia più a quella di un capo di un’azienda privata, piuttosto che a quella di un direttore eletto al vertice di un’Istituzione dello Stato, che dovrebbe sempre essere come una casa di vetro.

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI NAPOLI: E LA TRASPARENZA?

Io sono certo e spero che nulla nella nostra Accademia sia mai stato fatto contro la legge, ma allora perché non lasciare che tutto sia consultabile pubblicamente?
Perché non fare in modo che tutti possano vederlo, a cominciare dagli studenti, con i cui soldi delle tasse le attività sono possibili?  Io assieme ad altri Colleghi ti avevo chiesto di convocare un Collegio dei Professori.  Ti ho inviato una richiesta formale, protocollata e firmata anche da altri docenti e praticamente dalla metà dei membri del Consiglio Accademico. Non hai mai risposto.
Forse, vedi, è questo, alla base, quello che lamentano i nostri studenti.
Visto che il 31 ottobre prossimo il tuo secondo mandato scadrà, mi auguro che darai prova di sicurezza nei tuoi mezzi e indirai le elezioni per una nuova direzione, cui chiederò sempre e comunque di essere collegiale e democratica, nel senso più pieno della parola.
Facendoti i migliori auguri, ti porgo il più cordiale saluto.
tuo Collega Marcello Pisani.

L'Accademia di Belle Arti di Napoli
L’Accademia di Belle Arti di Napoli

LA LETTERA DELLA DOCENTE DONELLA DI MARZIO

Egregi,
Sono una docente e membro del Consiglio Accademico dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e chiedo cortesemente la Vostra attenzione e la pubblicazione di questa mia.
In riferimento alla lettera anonima (anonimato certo deprecabile) di “alcuni studenti” dell’Accademia pubblicata su alcune testate, la Gazzetta di Napoli (17/6/2020) e Fanpage (19 giugno), cui segue la risposta del Direttore e una nota della Consulta del 2/7/2020 su Artribune, è certo la normativa per lo stato di emergenza sanitaria che ha impedito un accesso “libero” ai laboratori. Dall’8 marzo, per garantire il diritto allo studio, l’Accademia di Napoli, tra le prime in Italia malgrado i 3500 studenti e il numero elevato di corsi da rendere praticabili on line, ha attivato TUTTE le piattaforme e le possibili formule istituzionali per la didattica a distanza in SOLO due settimane circa e la presenza della Consulta degli studenti è stata costante, attiva e comunicativa e propositiva (per quanto di sua competenza, non essendo organo deliberante, Statuto. Art. 30, c. 2 e 5); e, infatti, pur nell’eccezionalità della situazione, le lezioni si sono svolte regolarmente, come gli esami dell’appello di giugno e le discussioni di tesi della sessione straordinaria e come quelli in corso.
È vero che le Accademie hanno una particolarità che deve essere tutelata, appunto la formazione teorico-pratica in laboratorio e che crea evidentemente non poche difficoltà, soprattutto per quelle storiche, ovviamente, in palazzi storici (con vincoli MiBACT) e molti studenti e corsi. Ed è altrettanto vero che non ha avuto seguito l’allegato alla Nota Miur 4 maggio prot. 798 e DM 112 del 26-05-2020, art.1 c.2 e 4 sulle misure da adottare in fase 2 Covid, evidentemente per le difficoltà oggettive a garantire l’accesso in sicurezza a studenti, personale ATA, docenti, per attività teorico-pratiche (i laboratori) e le discussioni di tesi – come dichiarato in seduta del CA del 19, alla mia richiesta di cercare di predisporre in sede almeno alcune tesi del Biennio in quanto il progetto artistico richiede attrezzature materiali e ampi spazi accademici, specie per alcuni Corsi di laurea. E questo certo malgrado “la possibilità di riattivare alcuni laboratori non finalizzati alla didattica”, citando l’articolo di Artribune.

ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI NAPOLI: EPISODI DI MANCATA COMUNICAZIONE

Credo che la questione di fondo al malessere espresso in questa lettera, un malessere certo condiviso, sia la mancanza di collegialità, di spiegazioni e comunicazioni istituzionali (Statuto, Art. 6 e 27, c. 7 e 8) – a parte modalità di corsi, esami e tesi on line e relativa calendarizzazione – sulle motivazioni di questa scelta della Direzione.
Infatti, la mancata e corretta comunicazione istituzionale denunciata nella lettera anonima di cui sopra corrisponde ad altre carenze visibili riferite allo Statuto e al Regolamento didattico dell’Accademia (di questo evito elenco degli articoli perché sarebbe troppo lungo…):

  1. Alla mia richiesta (20/02/2020) di rettifica o precisazione di quanto apparso su testate – comunicazione del Presidente a nome della Direzione e Consulta degli studenti (ohibò…) del 19 febbraio u.s. – riguardo alla perdita di un ottimo docente (sotto indagini) “che ha saputo dare molto ai suoi allievi” non si è avuto ALCUN atto conseguente. Questo comunicato stampa dell’Accademia è stata oggetto di un’interrogazione parlamentare.
  2. Da circa 4 anni non è riunito un Collegio dei Professori, per il Consiglio Accademico necessario organo consultivo (Statuto dell’Accademia, art. 26 c. 2 a, b, e, f, g) e propositivo (art. 29 c. 1, 3, 4, 5) che il direttore deve convocare “ogni sei mesi in via ordinaria” (art. 29 c. 6) e negli ultimi (ripeto, di 4 anni fa) Collegi non si è proceduto alla verbalizzazione o verifica del numero legale, pratica curiosa (Chi ha espresso parere consultivo? C’era una maggioranza? Quale parere è stato dato?);
  3. Il 28/02/2020 è stato chiesto di convocare un Collegio dei Professori da 14 docenti, io inclusa, ovviamente, e altri 3 colleghi del Consiglio Accademico, richiesta ad oggi senza risposta. L’ho proposto anche in CA, nella seduta del 19 giugno e anche oggi, 8 luglio. Sempre che ciò sia riportato sui verbali del Consiglio stesso, che non leggiamo e non approviamo perché da anni pubblicati sul sito in maniera molto incompleta (Statuto art. 27 c. 6, 7 e 8) se non saltuaria;
  4. Il Consiglio Accademico, organo deliberante, dal 6 dicembre 2019 è stato convocato 6 mesi dopo, il 19 e 29 giugno (aggiornato ad oggi 8 luglio). L’11 maggio u.s. ne avevo manifestato la necessità: si risponde che si stava predisponendo in settimana.

Non è quindi esistito prima, durante e dopo l’emergenza Covid, in ogni sua “fase”, il confronto collegiale dei docenti e neanche un Consiglio Accademico. Solo singoli Consigli di Scuola e/o Dipartimento, NON collegiali perché limitati a specifici indirizzi di Laurea. E, citando ancora l’articolo su Artribuneil mancato confronto è sempre un’occasione persa”, un confronto, una partecipazione e comunicazione che sono sempre stati presenti tra il corpo studentesco e la Consulta.

Nella seduta del Consiglio Accademico del 29 u.s. non si è voluto parlare della richiesta di convocazione del Collegio dei Professori e di una email di un docente pervenuta al CA che segnalava quanto qui in punto 2 e 4 e richiedeva informativa riguardo all’avvio delle procedure per le elezioni della Direzione dell’Accademia (DL 6/6/2020 n. 41 art. 7). È stata invocata la “non pertinenza” di invio al CA e quindi di discussione perché le convocazioni sono di competenza della Direzione … È preciso il richiamo allo Statuto (art. 29, c. 6), ma viene rispettato in senso strumentale: esiste talvolta, stavolta, ma NON per quanto qui da me segnalato.

Il CA di oggi, ancora senza lettura e approvazione dei verbali precedenti. E sempre la prassi di non consultazione del Collegio dei professori. Questo, e tutto quanto sopra detto, certo crea nella nostra Istituzione il clima di difficile, se non impossibile, condivisione di cui lamenta la lettera anonima.
Infatti è conseguente una certa “opacità”: sul sito istituzionale sono assenti documenti della regolare vita di un’Istituzione statale, le delibere e i verbali delle riunioni Consiglio Accademico e Consiglio di Amministrazione, gli incarichi con i fondi di istituto, il coordinamento di Dipartimenti e Scuole (i Coordinatori sarebbero eletti dai relativi Consigli: sono cariche decadute da oltre 3 anni e da allora rinnovate con incarichi ad interim, nomina direttoriale o simili procedure), il Nucleo di valutazione (Art. 37) di cui l’Accademia è priva da alcuni anni, ecc.
Perché scrivo oggi?
È alla luce degli inutili tentativi di richiedere il rispetto dello Statuto (e del Regolamento didattico), di sollecitare alla collegialità e condivisione – ai quali si risponde che “si sta predisponendo” o “non è di competenza” – collegialità e condivisione ora più che mai necessarie per la nostra Istituzione in previsione del prossimo A.A., alla luce della normativa di emergenza, pur nell’incertezza della situazione sanitaria, e per aprire la discussione come da normativa precedentemente citata.
E il CA e il Collegio dei docenti?

-prof. Donella di Marzio
docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli – ABST59 Pedagogia e didattica dell’arte e Letteratura e illustrazione per l’infanzia e membro del Consiglio Accademico

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