L’arte come evasione. L’esperienza dei Guerrilla Spam in carcere

L’arte serve a tessere relazioni, anche dove sono state interrotte, soprattutto con se stessi. Da chi è recluso per lunghi periodi a chi è oggi “prigioniero” nella propria casa. Vi raccontiamo l’esperienza dei Guerrilla Spam nel carcere circondariale di Larino a cura del Premio Antonio Giordano.

Evadere da un carcere di massima sicurezza attraverso il disegno: metaforicamente, attraverso colori non reali che hanno trasformato il cemento grigio del cortile dell’ora d’aria in ambienti di natura impossibile, ma anche concretamente, grazie ai poster con pensieri e immagini che i detenuti hanno affidato agli artisti e sono stati affissi “fuori”, al Parco Dora a Torino, per creare un contatto tra l’interno e l’esterno. Mani in alto! è il titolo del progetto che per tre anni consecutivi, dal 2017 al 2019, i Guerrilla Spam hanno realizzato nella Casa Circondariale di Larino, a cura dell’Associazione Culturale Giordano che organizza l’omonimo Premio di writing e Street Art a Santa Croce di Magliano, in collaborazione con il C.P.I.A. Campobasso sede di Termoli.

PENSARE IN MANIERA DIVERSA

Il titolo, che ricorda il momento dell’arresto, non vuole però essere una resa, ma uno sprone all’intraprendenza, al “fare” con le mani, per i circa quindici detenuti di varie nazionalità ed età della struttura di reclusione che ogni anno hanno partecipato, e che si trovano a scontare una pena, a volte per molti anni o per sempre, in spazi ristretti, privati della loro libertà. Chiamati a partecipare ad attività laboratoriali in classe ogni volta su una tecnica diversa, gli ospiti della prigione, per lo più ragazzi dai 20 ai 30 anni, hanno intrapreso un percorso artistico e formativo, ma soprattutto relazionale, anche in vista di un futuro reinserimento nella società, un’operazione concreta che li ha messi a confronto con modi di pensare divergenti, spesso spiazzanti, e li hanno costretti a ripensare diversamente se stessi attraverso l’arte. Un beneficio non solo per i detenuti, che pur nelle migliori situazioni vivono in condizioni critiche, ma anche per tutta la collettività.

Guerrilla Spam, Mani in alto!, Casa Circondariale di Larino, 2017 19
Guerrilla Spam, Mani in alto!, Casa Circondariale di Larino, 2017 19

ISOLAMENTO E OPPORTUNITÀ

Insieme agli artisti i detenuti hanno anche ridipinto i cortili interni della struttura di reclusione, con progetti ogni volta meno esecutivi e più partecipati, che li hanno coinvolti nel pensare a geografie immaginarie, veri spazi di evasione in nature fantasiose; e riflessioni sul concetto di identità, con rappresentazioni di se stessi e delle proprie “isole”, elementi spaziali ma anche autoritratti che raccontano chi si è, i propri mondi, le proprie origini.
L’impossibilità di movimento, ci siamo accorti in questi giorni, è una grande privazione. L’arte dei Guerrilla Spam non ha preteso di cambiare la condizione di quei ragazzi reclusi, ma è stata sicuramente un’occasione per trascorrere momenti più sereni. D’altronde Dostoevskij diceva: “Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni”. Quando sarà possibile, i Guerrilla Spam sono pronti a “tornare dentro” per vivere da vicino questa incredibile chance di apprendimento e miglioramento che un carcere, che abbia le necessarie condizioni di umanità, può dare a chiunque sappia guardare ai momenti critici come a un’opportunità.

Annalisa Filonzi

http://guerrillaspam.blogspot.com/

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Annalisa Filonzi
Laurea in Lettere classiche a Bologna, torno nelle Marche dove mi occupo di comunicazione ed entro in contatto con il mondo dell'arte contemporanea, all'inizio come operatrice didattica e poi come assistente alla cura di numerose mostre per enti pubblici e privati del territorio. Dell'arte mi interessano soprattutto i nuovi linguaggi e gli artisti che si fanno portavoce e anticipatori delle emozioni del nostro tempo: video, fotografia, street art, contaminazioni di linguaggi. Nel 2007 fondo l’associazione culturale GLAZonART per la quale curo la mostra “VIDEOGLAZ Mario Sasso e l’immagine elettronica” presso il Museo d’Arte Moderna di Mosca. Ora insegno di ruolo Lettere negli istituti superiori, alternando l’attività didattica a quella di critica, principalmente per la rivista Artribune, e di curatrice indipendente, per la quale collaboro con gallerie e festival come l’Associazione AOCF58 di Roma, il festival Nottenera di Serra de’ Conti e altre realtà del territorio. Dal 2013 curo il progetto dello spazio espositivo USB Gallery a Jesi (AN), una homegallery a cui ho dato vita nella mia abitazione e che gestisco nello spirito di assoluta libertà, ricerca e incontro insieme agli artisti ospitati, per dare forma alla complessità e alla profondità dei nostri tempi che solo l’arte contemporanea può indagare.