Nel corso degli ultimi anni la Biennale di Venezia ha dato importanza strategica all’attività formativa dedicata al pubblico delle mostre. Coinvolti in primis le università e i ragazzi delle scuole, ma non solo.

Se durante il biennio 2015-2016 sono stati oltre 65mila i partecipanti alle attività Educational della 56. Esposizione Internazionale d’Arte e della 15. Biennale Architettura, anche per quest’anno l’offerta rivolta a singoli visitatori e gruppi di studenti, bambini, adulti, famiglie, professionisti, aziende e università è ricca. Condotte da un team di quindici operatori a tempo pieno, le iniziative proposte, in linea con la direzione artistica 2017 di Christine Macel, si fondano tutte su un approccio esperienziale, interattivo e polisensoriale.
Le attività, disponibili in italiano e in cinque lingue straniere, sono di due tipi. I percorsi guidati, le visite di approfondimento e gli itinerari tematici accompagnano i visitatori in un vero e proprio viaggio attraverso le due sedi dell’esposizione (l’Arsenale e i Giardini). I nove capitoli della mostra Viva Arte Viva offrono spunti di interazione, dibattito e approfondimento che coinvolgono grandi e piccini con esperienze sensoriali e cognitive. Nel pratico, ai ragazzi viene offerta una scheda o un questionario su un Padiglione o su un’opera in mostra, che ciascuno deve rielaborare e rispiegare agli altri.

Programma Biennale Educational per alunni della scuola primaria, giugno 2017. Photo by Andrea Avezzù. Courtesy of La Biennale di Venezia
Programma Biennale Educational per alunni della scuola primaria, giugno 2017. Photo by Andrea Avezzù. Courtesy of La Biennale di Venezia

I LABORATORI

Ma, si sa, mentre l’educazione alla visione e alla comunicazione viene praticata in tutte le scuole, l’educazione tattile è spesso sacrificata. Ed ecco che, a seguire i percorsi guidati, i laboratori (che includono workshop multimediali, workshop teorico-pratici e atelier creativi) per ogni genere di pubblico, dai bambini delle scuole dell’infanzia agli adulti e ai professionisti, sollecitano la creatività e la capacità di rielaborare i contenuti matericamente. Queste attività laboratoriali traggono spunto dal percorso espositivo, punto di partenza per sperimentare con tecniche e strumenti molto diversi. Insieme ai bambini più piccoli si lavora con matite, pennarelli, carta, colla, plastilina e pasta per modellare (forniti dallo sponsor tecnico FILA); con i ragazzi più grandi si sperimenta anche con materie plastiche, cellulari e videocamere. Il gesto artistico diviene atto di liberazione e creatività.

Programma Biennale Educational per alunni della scuola primaria, giugno 2017. Photo by Andrea Avezzù. Courtesy of La Biennale di Venezia
Programma Biennale Educational per alunni della scuola primaria, giugno 2017. Photo by Andrea Avezzù. Courtesy of La Biennale di Venezia

I PROGETTI SPECIALI

A questi due tipi di attività si aggiungono progetti speciali. Anche aziende, professionisti e addetti ai lavori possono avvicinarsi ai temi dell’esposizione a partire da specifici interessi professionali o scientifici, per aggiornare e allargare le proprie competenze e sensibilità. A cominciare da settembre, inoltre, settimane tematiche per i ragazzi delle superiori approfondiranno linguaggi verbali e non verbali, saperi e multidisciplinarietà, identità e memoria, e percezione – temi chiave della rassegna. In aggiunta, laboratori musicali e corporei saranno offerti in concomitanza con i festival di teatro e di danza, mentre il progetto “Accessibilità” punta ad avvicinare alle arti coloro che hanno maggiori difficoltà a fruire di mostre e iniziative culturali.

Margherita Zanoletti

Evento correlato
Nome evento57. Biennale - Viva Arte Viva
Vernissage13/05/2017 ore 10
Duratadal 13/05/2017 al 26/11/2017
CuratoreChristine Macel
Generearte contemporanea
Spazio espositivoPADIGLIONE CENTRALE
IndirizzoFondamenta dell'Arsenale - Venezia - Veneto
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Margherita Zanoletti
Con Francesca di Blasio ha pubblicato la prima traduzione italiana di “We are Going” dell’autrice e artista aborigena australiana Oodgeroo Noonuccal; con Pierpaolo Antonello e Matilde Nardelli ha co-curato “Bruno Munari: the Lightness of Art”. Dal 2004 idea e collabora a progetti formativi, editoriali ed espositivi connessi ad arte e scrittura contemporanee. Dal 2010 lavora presso l’Università Cattolica di Milano. Collabora con Artribune dal 2014.