Reti didattiche. Il sito della Biennale di Venezia

Un viaggio alla scoperta del sito web della Biennale di Venezia. Per rintracciare alcune linee guida utili alla visita di “Viva Arte Viva”, in attesa dell’apertura al grande pubblico.

Biennale d'Arte, Venezia 2017. Pratiche d’Artista. Philippe Parreno. Still da video
Biennale d'Arte, Venezia 2017. Pratiche d’Artista. Philippe Parreno. Still da video

Se questa storia non è niente, appartiene a chi l’ha raccontata; se è qualcosa, appartiene a noi tutti”, scriveva Ernest Bloch in Tracce. Diamo così il via alla nostra esperienza di appartenenza, appropriandoci della storia di Viva Arte Viva, assecondando i ritmi di un rito ultracentenario. L’iniziazione dal sito della 57. Biennale d’Arte, dall’unione tra l’ASAC – Archivio Storico delle Arti Contemporanee e Fondazione La Biennale di Venezia, un portale che anno dopo anno incrementa le informazioni relative alla parte storica e alle attività in corso. Dal manifesto originale del 1895, con l’elenco di artisti e nazioni, Austria-Ungheria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Olanda, Russia, Spagna e Svezia-Norvegia, del Comitato di Patrocinio della Prima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, si passa ai 120 artisti da 51 Paesi dell’edizione 2017 a cura di Christine Macel.

UNA SINTESI POLIEDRICA

L’obiettivo primo del sito resta sempre quello di agevolare l’ingresso del visitatore nei luoghi dell’arte. Tra le novità, il progetto Pratiche d’Artista. Brevi video, realizzati e inviati dagli stessi artisti, aprono le porte degli studi raccontando le diverse modalità, non solo tecniche e formali, di realizzazione dell’opera. Un’interessante sintesi poliedrica del fare arte e dell’identità d’artista, con contributi che vanno oltre la cronaca. Uno fra i tanti, il caso di Philippe Parreno, che in 4’43’’ trasporta lo spettatore al fianco di un mollusco (una seppia), in un ambiente liquido, dimensione dove realtà e rappresentazione si alternano e si alterano, spazio permeabile che modifica fisicità e forme in un continuo susseguirsi di visioni create da pixel organici capaci di espandersi in ogni direzione, amplificazione delle trasformazioni dei pigmenti delle cellule del derma dell’animale.

I PADIGLIONI NAZIONALI

Anche la sezione Padiglioni Nazionali presenta link interessanti. Seppure è ancora bassa la percentuale dei Paesi che inseriscono approfondimenti, dai presenti è possibile e interessante risalire, attraverso l’impegno e la qualità della comunicazione dell’evento, all’attenzione che ogni nazione dedica all’arte contemporanea attraverso le sinergie tra enti, istituzioni culturali o fondazioni collegate con i vari ministeri della cultura. Così, chi può aggiunge al presente una linea del tempo, arricchita da immagini e informazioni, come Austria o Gran Bretagna, a Venezia già dal 1895, ma anche Emirati Arabi Uniti, sbarcati in Laguna nel 2009.

Adele Cappelli

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #37

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Adele Cappelli
Adele Cappelli (Ascoli Piceno, 1967) si occupa di arte contemporanea, formazione e comunicazione in ambito culturale-artistico. Docente di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Urbino e docente a contratto di Storia dell’Arte Contemporanea all’UNICAM-Corso di Laurea Disegno Industriale e Ambientale, Scuola di Architettura e Design E. Vittoria.

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