Un paese italiano di quattromila abitanti mette in rete otto metropoli globali per ripensare la cultura

Ripensare le istituzioni, la comunità e le economie della cultura per un settore più aperto e sostenibile: questa è la mission del Forum promosso da Institution che si svolgerà tra il 25 e il 26 settembre 2026 (e in streaming)


Una rete internazionale di luoghi, comunità e competenze che si parlano a distanza, con il suo centro a Santa Sofia, nel territorio forlivese. È questa la struttura della seconda edizione del Forum Internazionale sulla Sostenibilità della Cultura, promosso dalla startup italiana Institution e in programma il 25 e 26 settembre 2026. La nuova edizione è dedicata alla cultura come bene comune, esplorando la possibilità di trasformare il settore culturale da “sistema di consumo” a “infrastruttura sociale ed ecologica”. Il format sarà ibrido e dislocato tra le sedi di Santa Sofia, New York, Shenzhen, Berlino, Città del Guatemala, Jakarta, Tokyo e Tanguiéta, in Benin, con tutti gli appuntamenti accessibili gratuitamente sul canale YouTube.

Parola a Fabio Cavallucci e Lucilla Grossi, fondatori della startup Institution

“Il tema di quest’anno nasce da una constatazione semplice: le istituzioni culturali lavorano in un mondo in cui il potere si concentra, i finanziamenti sono sempre più instabili e il tessuto sociale si frammenta. Continuare a pensarsi come soggetti isolati che competono per le stesse risorse è una strada senza uscita. I commons – le risorse naturali, culturali e sociali che non appartengono in esclusiva a nessuno ma sono a disposizione di tutti – offrono un’altra grammatica: responsabilità collettiva, cura dei territori, giustizia intergenerazionale”, così spiegano lo storico dell’arte Fabio Cavallucci e la designer Lucilla Grossi, fondatori di Institution.

“Il Forum serve a verificare se questa grammatica regge alla prova dei fatti. Per questo la seconda edizione non è costruita come un palco con una platea, ma come una staffetta: tavoli di lavoro simultanei a New York, Berlino, Tokyo, Shenzhen, Jakarta, Tanguiéta collegati da uno studio centrale nella nostra sede, la Galleria Vero Stoppioni a Santa Sofia. Contesti che affrontano lo stesso problema da posizioni economiche e politiche radicalmente diverse. Santa Sofia non è la capitale di questa rete: ne è un nodo, un paese di quattromila abitanti ai margini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi che discute alla pari con le metropoli, esemplificando nei fatti come è possibile pensare contemporaneamente a livello locale e globale”.

L’obiettivo? Far emergere da ogni tavolo “una sintesi pubblica e una proposta operativa, strumenti che le istituzioni possano adottare. Se la cultura vuole essere un’infrastruttura condivisa, deve cominciare a comportarsi come tale”.

Il programma del Forum Internazionale sulla Sostenibilità della Cultura 2026

Il programma della seconda edizione del Forum Internazionale sulla Sostenibilità della Cultura si articola attorno a tre grandi questioni. La prima riguarda la governance condivisa e le culture partecipative, interrogandosi sui modelli collaborativi possibili per una diversa distribuzione del potere. La seconda guarda a tecnologia, risorse digitali e intelligenza artificiale, per capire quali nuove forme di condivisione possano emergere grazie agli strumenti tecnologici e quale ruolo possano rivestire. La terza affronta l’aspetto finanziario con le economie post-capitaliste e i modelli mutualistici.
A confrontarsi sulle questioni prese in esame saranno artisti, economisti, studiosi e professionisti del settore, insieme a voci internazionali come Silvia Federici, Massimo De Angelis, David Bollier, Stavros Stavrides, Kathrin Böhm, Keir Milburn e il collettivo indonesiano ruangrupa.

Una staffetta internazionale che torna al territorio

Non un unico luogo centrale, dunque, ma una rete di hub interconnessi che per due giorni si passeranno il testimone tra quattro continenti. A New York saranno coinvolti Prime Produce e Wikimedia NYC; a Berlino Trust; a Tokyo Denkiyu; a Jakarta il collettivo Ruangrupa; in Cina il Sea World Culture and Arts Center; in Benin l’Écomusée Tata Somba; a Città del Guatemala un ulteriore nodo della rete internazionale. Santa Sofia, sede di Institution, si trasformerà in un “centro di smistamento”, mantenendo il filo del dialogo tra i diversi appuntamenti e scandendo i tempi della staffetta attraverso la Galleria civica d’Arte Contemporanea Vero Stoppioni. Tavoli di discussione e interventi individuali si alterneranno a momenti performativi, mentre la trasmissione in streaming permetterà di partecipare al dibattito da qualsiasi parte del mondo.

Ed è proprio a Santa Sofia che la dimensione globale del Forum torna a misurarsi con una realtà locale. Qui Institution ha costruito nel tempo una rete di associazioni e realtà culturali radicate nel territorio, anche grazie alla vicinanza con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. In concomitanza col Forum proseguirà il percorso di coinvolgimento avviato con la prima edizione, attraverso una mostra collettiva alla Galleria Vero Stoppioni dedicata alle pratiche di sostenibilità e comunità promosse da istituzioni, fondazioni e associazioni dell’area. A questa si affiancherà un incontro della rete territoriale, pensato per trasformare le riflessioni emerse dai tavoli internazionali in possibili azioni condivise e nuove collaborazioni. Parallelamente, Institution School concluderà a Santa Sofia il percorso di certificazione professionale Sustainability Manager & Strategist for Cultural Institutions, rivolto a direttori, manager e consulenti di musei, teatri, festival e siti di patrimonio culturale.

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Redazione

Redazione

Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

Scopri di più