Francesco Stocchi non è più il direttore artistico del Museo MAXXI di Roma. Dopo 3 anni non rinnovato il mandato
Il curatore romano dopo giugno 2026 non rinnoverà il mandato alla guida del museo nazionale delle arti del XXI Secolo, ma continuerà a collaborare ad alcuni progetti già inseriti nella prossima programmazione espositiva
Si concluderà a fine giugno 2026 il percorso di Francesco Stocchi alla direzione artistica del MAXXI di Roma. La decisione, maturata di comune accordo tra il curatore e la Fondazione MAXXI, segna la fine di un mandato triennale avviato il28 giugno 2023 dopo l’esperienza di Hou Hanru. In questi anni Stocchi ha promosso una riflessione sul ruolo sociale del museo contemporaneo, rafforzando “l’identità e ad aprire nuove prospettive di ricerca e di dialogo con il pubblico”, sottolinea Maria Emanuela Bruni, Presidente Fondazione MAXXI. “Il suo lavoro ha lasciato un segno importante nella vita del Museo, non solo attraverso le mostre e i progetti realizzati, ma anche nel modo in cui ha saputo interpretare il ruolo del MAXXI come spazio vivo, aperto e contemporaneo”. Pur lasciando l’incarico, il curatore continuerà a seguire alcuni progetti già avviati all’interno della prossima stagione espositiva, ovvero la retrospettiva di Gordon Matta Clark (New York 1943 – 1978), attesa per il 13 novembre.
Chi è Francesco Stocchi
Francesco Stocchi (Roma, 1975) è una delle figure più rilevanti della scena dell’arte contemporanea italiana. Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi curatorali, collaborando con istituzioni come la Fondazione Carriero di Milano e il Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, dove ha ricoperto il ruolo di curatore d’arte moderna e contemporanea per lungo tempo dal 2012 al 2023. Più recentemente è stato curatore del Padiglione Svizzero alla 59ª Biennale di Venezia per il progetto di Latifa Echakhch, insieme ad Alexander Babel, oltre ad aver firmato mostre come Leandro Erlich, come Oltre la soglia a Palazzo Reale di Milano e Giuseppe Penone. Gesti Universali alla Galleria Borghese di Roma.
Accanto all’attività curatoriale, Stocchi ha sviluppato un importante percorso editoriale come autore di saggi e testi critici, oltre a essere stato responsabile dell’inserto Arte del quotidiano Il Foglio.
Il record della mostra “Ambienti 1956–2010” al Museo MAXXI di Roma
Tra le mostre più significative ospitate al MAXXI durante la direzione di Francesco Stocchi spicca Ambienti 1956–2010. Environments by Women Artists II, curata insieme ad Andrea Lissoni e Marina Pugliese. Il progetto riuniva diciannove installazioni immersive realizzate da artiste appartenenti a tre diverse generazioni e provenienti da contesti geografici differenti, tra cui Judy Chicago, Lygia Clark, Laura Grisi, Aleksandra Kasuba, Léa Lublin, Marta Minujín, Tania Mouraud, Nanda Vigo, Tsuruko Yamazaki, Micol Assaël, Monica Bonvicini, Kimsooja, Christina Kubisch, Nalini Malani, Pipilotti Rist, Martha Rosler ed Esther Stocker.
“Una mostra che nella sua spinta evolutiva si sviluppa nell’architettura del MAXXI, verte su uno snodo continuo orizzontale, una trama spaziale intricata, un paesaggio da navigare dove ogni elemento si sovrappone all’altro”, scriveva Stocchi sulle nostre pagine, sottolineando la natura esperienziale del progetto espositivo e il suo dialogo diretto con l’architettura del museo. “Non c’è un sopra o un sotto, un interno o un esterno, tutto è continuamente sottoposto alla contaminazione attivata dalle scelte dello spettatore. Un orizzonte aperto e flessibile al movimento rispetto alla circoscritta, benché rassicurante, griglia modernista”. Con oltre 50mila visitatori, la mostra inaugurale del nuovo corso del MAXXI è diventata l’esposizione più visitata nella storia del museo.
Il dialogo tra generazioni e artisti nelle curatele di Francesco Stocchi
Tra giugno e settembre 2012 il Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam ha ospitato Minimal Myth, la mostra di debutto del curatore romano nel museo olandese. La mostra metteva in relazione opere storiche del Minimalismo internazionale e del movimento olandese Nul con lavori di una generazione più giovane di artisti contemporanei, creando un confronto diretto tra pratiche, linguaggi e visioni apparentemente affini ma profondamente diverse. Nelle sale della Bodon Gallery, lavori di protagonisti come Carl Andre, Mel Bochner, Jan Schoonhoven e Ad Dekkers dialogavano con opere di artisti contemporanei quali Monika Sosnowska, Nathan Hylden e Oscar Tuazon. Più che ricostruire una genealogia storica del Minimalismo, il progetto intendeva interrogare l’eredità di quel linguaggio, mettendo in luce continuità e fratture tra generazioni differenti, attraverso sculture, dipinti, fotografie, disegni e installazioni.
Parola a Francesco Stocchi
“Lascio il MAXXI dopo un percorso intenso e straordinariamente stimolante, durante il quale ho avuto il privilegio di lavorare con artisti, curatori, ricercatori e professionisti di grande talento”, spiega ad Artribune Francesco Stocchi. “È il momento di aprire una nuova fase, guidata dalla curiosità e dal desiderio di confrontarmi con nuovi contesti. Credo che le istituzioni culturali, così come le persone che le guidano, abbiano bisogno di rinnovarsi periodicamente per continuare a crescere. Per il futuro guardo a progetti che mi permettano di esplorare nuove prospettive, proseguire il dialogo internazionale e misurarmi con stimoli inediti, mantenendo sempre al centro la ricerca, la cultura e il rapporto con il pubblico”.
Valentina Muzi
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