EDI Global Forum a Napoli. Temi e aspettative della prima edizione

Si conclude il 14 ottobre 2022 la quattro giorni del forum promosso dalla Fondazione Morra Greco per riflettere sul ruolo della didattica museale e sulla funzione educativa della cultura

All’ultimo piano della Fondazione Morra Greco, con le finestre che affacciano sul Duomo di Napoli, la platea è gremita di persone arrivate da tutto il mondo. Sono i professionisti che operano nel settore della didattica di musei e istituzioni culturali, riuniti per la prima volta per fare rete e dare forma, concretamente, alla prima edizione in presenza dell’EDI Global Forum for Education and Integration. L’evento si è svolto a Napoli, dall’11 al 14 ottobre, grazie al contributo e al finanziamento della Regione Campania, che ha creduto nell’idea di Maurizio Morra Greco. Ora è tempo di raccogliere i primi risultati di questa scommessa, con una quattro giorni di confronto e dialogo sui temi dell’accessibilità, del benessere, della diversità, della sostenibilità e dell’inclusione attraverso i linguaggi della cultura e dell’arte, che ha raccolto l’adesione di 150 realtà provenienti dai cinque continenti. All’apertura dei lavori – con gli speech dell’architetto Mario Cucinella e di Helen Charman, responsabile dei servizi educativi del V&A di Londra – l’orgoglio e l’entusiasmo di esserci, per confrontarsi sull’importanza del ruolo educativo dei musei e della cultura tout court, è palpabile. L’iniziativa, partorita pre-lockdown, ha già favorito la creazione di un network digitale con il lancio di una piattaforma online avvenuto nel 2021. Ma l’energia della prima partecipazione diretta, che prende possesso e si nutre degli spazi culturali e delle strade del capoluogo campano, alza le aspettative e chiarisce gli obiettivi.

I NUMERI E GLI OBIETTIVI DI EDI GLOBAL FORUM

In primis, come ribadisce Maurizio Morra Greco, creare un hub internazionale permanente che faccia networking sull’educazione, intesa con lungimiranza come infrastruttura essenziale della cultura, pur nella sua immaterialità: “L’operazione ha raccolto consensi perché nasce da un’idea di cui si sentiva il bisogno. A oggi non c’è dialogo tra i sistemi educativi museali del mondo, che invece troverebbero giovamento nel lavorare su progetti copartecipati, con ricadute positive sulle comunità che godono del museo. La prima conferma dell’entusiasmo che accompagna questa prima è constatare come un evento riferito principalmente a una platea di operatori del settore abbia finito per coinvolgere i ragazzi delle università e le associazioni di tutto il Sud Italia. E anche lo streaming online del forum ci sta aiutando a coinvolgere una platea quanto più ampia possibile”. Da queste premesse, mentre i lavori sono ancora in corso, già si pensa ad allargare la base di partecipanti per l’edizione del prossimo anno, che vorrebbe estendersi anche fuori città, coinvolgendo luoghi della cultura in tutta la regione.

EDI GLOBAL FORUM A NAPOLI. I WORKSHOP IN CITTÀ

In occasione del forum, le modalità di azione di questo nascente polo di ricerca internazionale sulla didattica dell’arte si manifestano in oltre 40 workshop sui temi di accessibilità e anti-abilismo, sostenibilità, diversità e inclusione, arte e benessere, guidati da istituzioni italiane e internazionali, da direttori, operatori museali e responsabili della didattica, ospitati nei musei e nei luoghi della cultura partenopei, dal complesso di San Domenico Maggiore all’Accademia di Belle Arti, a Palazzo Corigliano, Madre, Museo Real Bosco e Capodimonte, MANN, Gallerie d’Italia, Palazzo Reale e altri. Si confrontano così, sul tema del movimento dentro il museo e nella natura, il Castello di Rivoli e il MoMA, mentre la stessa Fondazione Morra Greco, insieme alle Officine Gomitoli e alla cooperativa sociale Dedalus approfondiscono il tema dell’inclusione a partire da concreti progetti di coinvolgimento (a Napoli e in Germania) di comunità migranti. Con Manifesta, intanto, si esplorano gli spazi urbani attraverso la psicogeografia, fino alla creazione di una mappa sensoriale frutto della passeggiata guidata in città. Più istituzionali, ma ugualmente utili a definire il perimetro di questa ambiziosa operazione (in linea con la nuova definizione di museo formulata dall’ICOM), sono gli interventi del mattino.

PROGETTARE UN FUTURO INCLUSIVO E ACCESSIBILE

A partire dagli spunti suggeriti da Mario Cucinella, che parla di sostenibilità come “tema globale, però da declinare concretamente in base ai luoghi”, e di empatia come “strumento essenziale per la creatività”. Compito di un architetto è quello di progettare edifici pensati per instaurare una relazione con chi li vive, “per costruire memorie e permetterci di immaginare”. Stimoli recepiti da V&A Museum, che si appresta a inaugurare, nel 2023, lo Young V&A. Un museo progettato con e per i più giovani, spiega Helen Charman, frutto della riqualificazione di un edificio industriale a Bethnal Green. I disegni dei bambini coinvolti in tutte le fasi progettuali testimoniano l’intenzione di creare uno spazio che sia divertente, accattivante, interattivo per quella fascia d’età che solitamente trova il museo noioso. L’operazione del V&A interpreta la funzione primaria del design, inteso come strumento che dà forma alla vita quotidiana, così come “un museo difende l’anima della comunità”. Allineato su questa posizione è il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che rivendica la decisione di aver creduto in EDI: “Le conquiste della cultura sono uno dei contenuti più elevati del processo di civilizzazione umana. Questa Difendere queste conquiste, che oggi sono messe in discussione, dovrebbe diventare il tessuto connettivo della civiltà umana. Persino la cultura è travolta dalle logiche di conflitto e di scontro, invece dovrebbe restare l’elemento fondante di dialogo tra gli umani, la trama di un nuovo umanesimo. E l’importanza di EDI è la sua dimensione internazionale, che porta anche Napoli a riscoprire una dimensione che le è propria, storicamente. Auspico che da qui possa nascere un dialogo permanente e si possa esportare un’idea di bellezza intesa come relazione tra esseri umani, in grado di influenzare positivamente soprattutto le giovani generazioni”.

Livia Montagnoli

http://www.fondazionemorragreco.com/

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