Paladine: professioniste e tutela della cultura al centro della nuova serie podcast su Spotify

Noemi Gabrielli, Fernanda Wittgens, Caterina Marcenaro, Palma Bucarelli: ecco chi sono le museologhe, soprintendenti e direttrici museali che hanno giocato un ruolo fondamentale nella salvaguardia del patrimonio durante la Seconda Guerra Mondiale, nella nuova serie di podcast voluta dal Ministero della Cultura.

Paladine podcast su Spotify
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È un viaggio inedito alla scoperta delle storie delle protagoniste straordinarie che hanno protetto, studiato, valorizzato il patrimonio artistico e culturale italiano, con una tenacia e una determinazione fuori dal comune per l’epoca. Oggi le loro storie arrivano finalmente anche al grande pubblico”. Con queste parole, il Direttore Generale Musei Massimo Osanna introduce Paladinela serie di podcast disponibile gratuitamente e realizzata in collaborazione con Chora Media che inaugura ufficialmente il nuovo canale Spotify del Ministero della Cultura. Otto puntate che raccontano altrettante storie di museologhe, ricercatrici, collezioniste e archeologhe che hanno lottato per salvaguardare l’arte e la cultura, segnando per sempre la storia dei beni culturali in Italia, con la voce narrante di Serena Dandini.

PALADINE, LA SERIE PODCAST DEL NUOVO CANALE SPOTIFY DEL MIC

I primi quattro episodi, già online, raccontano le storie di Noemi Gabrielli, museologa e soprintendente, storica direttrice della Galleria Sabauda; Fernanda Wittgens classe 1903, prima direttrice donna di Brera, che mise in salvo le opere dalle razzie naziste e dai bombardamenti; Caterina Marcenaro, alla quale si deve il riallestimento dei Musei di Genova, subito dopo il termine della guerra; Palma Bucarelli, la Signora dell’Arte, donna libera e indipendente, celebre direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Una narrazione incalzante e volutamente distante dallo stereotipo della “musa ispiratrice”, che mette al centro il coraggio di queste professioniste della cultura e le vicende avventurose avvenute durante gli anni bui del secondo conflitto mondiale. “Che la storia dell’arte sia piena di figure femminili non è certamente una novità. C’è il vizio però, pessimo, di tendere a indicarle come la fonte dell’ispirazione artistica…. la fonte e l’ispirazione per chi, scusate? Eh già, noi le muse, loro i creatori”, afferma Serena Dandini, conduttrice televisiva, scrittrice e autrice televisiva italiana, direttrice del festival annuale l’Eredità delle Donne. “Ecco, io qui voglio invece raccontare un’altra storia, una storia di conquiste professionali, di coraggio, passione e tenacia in nome dell’arte, della sua scoperta, custodia e promozione. Otto ritratti di donne che hanno vissuto lottato per l’arte e la cultura”.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.