Ucraina. Il regista Mantas Kvedaravičius ucciso mentre fuggiva da Mariupol

Regista e documentarista lituano, aveva già ripreso con la sua telecamera la guerra nel Donbass nel 2014. Apprezzato in diversi festival europei, nel 2019 aveva presentato un suo film in competizione alla Settimana internazionale della Critica

Mantas Kvedaravičius
Mantas Kvedaravičius

Mantas Kvedaravičius, regista lituano di 45 anni, è stato ucciso mentre tentava di lasciare Mariupol, città ucraina assediata da giorni dai militari russi. L’auto che stava guidando è stata colpita da un razzo, e condotto in ospedale, non c’è stato nulla da fare. Kvedaravicius era molto conosciuto per alcuni documentari che sono stati premiati nei principali festival europei, tra cui Barzakh (2011) sulla Cecenia e Mariupolis (2016), è stato anche ospite in Italia de La settimana internazionale della critica. Mantas Kvedaravičius seguiva da anni e con attenzione le vicende e tensioni tra Russia e Ucraina, infatti, in passato un suo documentario sul Paese oggi devastato dalla guerra è stato presentato a Berlino nel 2016. Al centro del suo racconto c’era la vita sotto la quotidiana minaccia del conflitto, durante le battaglie nel Donbass del 2014, la netta scissione tra separatisti filorussi e nazionalisti ucraini. Mantas Kvedaravičius aveva posto la sua attenzione di regista sulle giornate apparentemente normali che la popolazione cercava di condurre nonostante il clima teso e consapevole che qualcosa poteva accadere da un momento all’altro.

MANTAS KVEDARAVIČIUS: REGISTA MA ANCHE ANTROPOLOGO

Mantas Kvedaravičius era tornato nella città di Mariupol per continuare a documentare il conflitto. Purtroppo, questa volta è morto “con la telecamera in mano”, per una testimonianza che voleva condividere col mondo intero. A dare la notizia è stato il noto il regista russo-lettone Vitaly Mansky, anima del festival dei documentari Artdocfest di Mosca. Non era solo regista ma anche antropologo. Laureatosi all’Università di Vilnius, aveva conseguito un master in antropologia culturale in Inghilterra, e stava completando la sua tesi di dottorato all’Università di Cambridge. Su Twitter l’Ambasciatrice della Lituania presso gli Usa Audra Plepyte ha scritto: “Mantas Kvedaravičius è stato ucciso a Mariupol dove stava documentando le atrocità di guerra delle truppe russe. Aveva fatto documentari premiati sulla Cecenia, Mariupol e altri”. Si tratta di una delle tante voci istituzionali e non che in queste ore stanno spendendo parole di cordoglio per Kvedaravičius.

PARTHENON DI KVEDARAVIČIUS ALLA SETTIMANA DELLA CRITICA

Il regista lituano aveva presentato in anteprima il suo visionario Parthenon alla Settimana internazionale della critica, durante la Mostra del Cinema di Venezia, nel 2019. Dalla trama ufficiale del film: in un misero bordello ai piedi di una fortezza ateniese, un uomo ripercorre le incredibili vicende della sua vita. La sua ricerca di amore e gloria è raccontata e rivissuta attraverso molti personaggi: una prostituta dal passato irredimibile, un gangster perseguitato dalla sfortuna, un pittore di icone senza fede… In una delle storie l’uomo trova la ricchezza; in un’altra diventa un profeta vagabondo; in un’altra ancora torna a casa dalla moglie. La memoria lo tradisce, ma quello che sa per certo è che, in una di queste vite, lui verrà ucciso.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival, rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità, è giornalista pubblicista e content creator. Coordina il video magazine di Cinecittà, collabora tra gli altri con le Rivista 8 1/2 e Mediterraneo e dintorni, ed è autrice del programma tv Luce Social Club (Sky Arte).