“Al Forte di Bard un nuovo direttore senza esperienza museale”. La lettera aperta

Lasciando pieno diritto di replica, riceviamo e pubblichiamo la lettera inviataci da quattro professioniste del mondo dell’arte che hanno partecipato al bando di selezione per la carica di direttore al Forte di Bard in Valle d’Aosta. Bando vinto a loro detta da un “dirigente scolastico senza esperienza museale”

Forte di Bard
Forte di Bard

Negli ultimi anni stiamo assistendo a un cambiamento (chiamiamola anche evoluzione) di visione e di approccio circa le cariche dirigenziali di musei e istituzioni culturali, luoghi in cui sempre più spesso vengono nominati direttori con conoscenze e competenze di tipo manageriale. Non più, quindi, solo storici dell’arte, ma professionisti dal profilo molto più complesso, con skill che vanno ad aggiungersi a quelle proprie dello studioso, del critico, del curatore. Ne sono una prova i bandi lanciati da musei, fondazioni e istituzioni culturali, in cui sono chiaramente richiesti ai partecipanti requisiti sia del primo sia del secondo tipo. Nulla di diverso, almeno a un primo sguardo, rispetto a quanto a accaduto al Forte di Bard, museo in Valle d’Aosta che dal 16 novembre scorso vede alla guida un nuovo direttore, Francesco Fazari, nominato a seguito di un bando lanciato dall’istituzione. Nomina che però ha sollevato qualche perplessità – a partire proprio dal bando che l’ha generata – da parte di Silvia Albertini, Daniela Berta, Nurye Donatoni e Francesca Pollicini, partecipanti al bando e oggi – attraverso la lettera aperta da loro scritta – promotrici di un dibattito “sulla figura e le competenze necessarie per dirigere un museo”. Il motivo? Il direttore da poco nominato al Forte di Bard è “un dirigente scolastico di liceo senza pregresse esperienze museali”. Ecco la lettera, in cui le quattro professioniste raccontano la loro versione dei fatti accaduti.

Forte di Bard
Forte di Bard

LETTERA APERTA SUL NUOVO DIRETTORE DEL FORTE DI BARD

“Il caso della recente nomina di un dirigente scolastico di liceo senza pregresse esperienze museali alla direzione del Forte di Bard riapre il dibattito sulla figura e le competenze necessarie per dirigere un museo. Non intendiamo discutere la scelta di una persona che vanta un curriculum di rispetto nel proprio ambito disciplinare e una particolare conoscenza del mondo della formazione scolastica, ma non possiamo tacere su una nomina che presenta chiare difformità con i criteri individuati da ICOM – International Council of Museums nella sua Carta nazionale delle professionalità museali del 2006, standard di riferimento per la definizione dei profili e delle competenze delle diverse figure professionali in ambito museologico. Ricordiamo che il Forte di Bard è accreditato ICOM.

Su tutto, preoccupa che questa decisione confermi la tendenza sempre più diffusa di sacrificare le competenze specialistiche negli istituti culturali a favore di competenze di altro tipo. Il tema è di grande attualità, se consideriamo la recente nomina di un docente universitario senza esperienze pregresse al Museo Diocesano di Trento.

FORTE DI BARD. I BANDI LANCIATI PER LA CARICA DI DIRETTORE

Ma facciamo un passo indietro.

Il 25 gennaio 2021 viene pubblicato l’Avviso selezione conferimento incarico di direttore Associazione Forte di Bard, in cui all’Articolo 4 – Requisiti di ammissione, si richiede il possesso di una laurea specialistica “in ambito del management o della gestione dei beni culturali”, come specificato nell’Articolo 13, e una “comprovata qualificazione professionale in materia di management o tutela e valorizzazione dei beni culturali o del territorio”.

Dopo la valutazione dei curricula e l’accertamento linguistico, accedono al colloquio orale la Direttrice allora in carica e le quattro firmatarie di questa lettera: la prima non si presenterà al colloquio e nessuna delle candidate esterne risulterà idonea.

Il 14 maggio 2021 viene pubblicato un Nuovo avviso di selezione pubblica per l’incarico di direttore dell’Associazione Forte di Bard dove tra i requisiti di ammissione, sempre all’Articolo 4, a differenza del primo bando è indicato che le classi di laurea ammesse sono “Ingegneria gestionale, Scienze dell’economia, Scienze delle pubbliche amministrazioni, Scienze economiche per l’ambiente e la cultura, Scienze Economico-aziendali o Giurisprudenza” e come esperienza professionale è richiesta una generica “particolare e comprovata qualificazione professionale manageriale” non più, questa volta, “nella gestione dei beni culturali”, escludendo di fatto le candidate finaliste del primo bando e ogni professionista del settore culturale e museale.

Il nuovo bando e i nuovi requisiti che hanno portato alla selezione e all’affidamento dell’incarico ad un dirigente scolastico violano il punto 1 dell’Articolo 26 bis dello stesso statuto dell’associazione Forte di Bard, che indica come l’incarico debba essere affidato a “a persone in possesso di laurea specialistica o magistrale o titolo equivalente, nonché di particolare e comprovata qualificazione e esperienza professionale nella direzione e/o gestione di poli museali o culturali”.

Forte di Bard
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IL PROFILO DEL DIRETTORE MUSEALE SECONDO L’ICOM

In una recente comunicazione apparsa sul suo sito internet, ICOM ricorda che l’intera comunità museale internazionale riconosce quanto il profilo ideale di un direttore di museo oggi comprenda competenze plurime, considerata la sempre maggiore complessità delle funzioni museali e l’ampliamento dei servizi erogati. Il direttore di un’istituzione culturale deve sapersi rapportare con una molteplicità di soggetti pubblici e privati, gestire una contrattualistica in continua evoluzione, deve saper dar conto secondo i criteri dell’accoutability previsti per i bilanci sociali e i bilanci di sostenibilità. Certamente bisogna prendere atto dell’importanza crescente che hanno assunto queste responsabilità giuridico-amministrative ed economico- gestionali, ma il museo non può privarsi di una direzione che primariamente sia competente e Finalizzata alla realizzazione di un progetto culturale e alla valorizzazione di collezioni.

Caratteri questi che obbligano a una conoscenza profonda della natura, storia, valori, significati e della loro relazione con i contesti sociali e del patrimonio culturale diffuso, coerente con la missione dell’istituzione. Non è sufficiente per questo far ricorso a un curatore, occorre che nella figura professionale del direttore si compongano la capacità di interpretare il mandato culturale dell’ente museale e la capacità di metterlo in pratica mediante un’adeguata programmazione. Si tratta pertanto di porre nelle stesse mani la progettazione e l’attuazione, ricercando e verificando nel tempo, sulla base di una missione ben chiara e obiettivi culturali e sociali definiti, la sostenibilità economica, modellando l’organizzazione del lavoro e attivando le indispensabili relazioni interne ed esterne.

Chiaramente la capacità o il compito di presiedere alla funzionalità amministrativo-economica dell’ente non è sufficiente per tale complesso compito.

LE “NUOVE” COMPETENZE DEI DIRETTORI DEI MUSEI SECONDO L’ICOM

Per questo, in una sua recente comunicazione, ICOM Italia afferma di guardare con perplessità e preoccupazione alcune distorsioni di fondo operate da talune amministrazioni e soggetti gestori dei musei, tra queste:

– la sottovalutazione della necessaria qualificazione tecnico-scientifica del direttore a favore di una generica competenza amministrativa;

– la scissione tra direzione “scientifica” (attribuita spesso senza remunerazione o con compensi irrisori) e le responsabilità effettive di gestione, poste in capo a dirigenti amministrativi, come ripetutamente rilevato in numerosi bandi;

– infine, l’assoluta assenza di un direttore, spesso sostituito con incarichi a profili professionali di funzionario (ISTAT documenta l’assenza di un incarico formale di direttore nel 60% dei musei italiani).

ICOM ricorda infine che la figura del direttore è individuata come essenziale e inderogabile tra i requisiti per l’accreditamento nel Sistema museale nazionale.

Nell’associarci alle preoccupazioni espresse da ICOM, riteniamo sia quanto mai attuale una riflessione attenta e serena su questi temi, al fine di diffondere la consapevolezza che la sopravvivenza e lo sviluppo dei musei dipende in gran parte dalle qualità e capacità del suo direttore”.

Silvia Albertini
Daniela Berta
Nurye Donatoni
Francesca Pollicini

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