Il mondo dell’arte si muove contro il licenziamento di Cristiana Perrella dal Pecci di Prato

L’esonero dello scorso 8 ottobre dalla direzione del Centro Pecci di Prato è stato contestato da oltre 80 addetti ai lavori di prim’ordine. Ecco la lettera e le firme. Parla l’apripista, la gallerista Stefania Miscetti.

Cristiana Perrella, ph.OKNO studio
Cristiana Perrella, ph.OKNO studio
Ottanta artisti, curatori, galleristi ed editori del mondo dell’arte hanno firmato una lettera aperta per contestare il brutale licenziamento di Cristiana Perrella dalla direzione del Centro Pecci di Prato, lo scorso 8 ottobre. “Sapere di una cosa del genere è stato come un fulmine a ciel sereno”, racconta la gallerista Stefania Miscetti, apripista dell’iniziativa. “Ci siamo ritrovati a parlarci al telefono tra galleristi, curatori e artisti, condividendo la nostra stima per Cristiana Perrella come direttrice e in particolare il nostro apprezzamento proprio per il lavoro portato avanti da lei al Centro Pecci. Vista la risposta generale, non volevamo che il nostro restasse un tam tam ma abbiamo deciso di dare forma a questa testimonianza di stima. Anche se la nostra lettera non dovesse avere conseguenze, questa cacciata deve essere segnalata come anomala”. La mozione ora sarà sottoposta all’analisi del Consiglio di Amministrazione, presieduto da Lorenzo Bini Smaghi, e potrebbe influire sulla decisione della commissione incaricata di selezionare un nuovo direttore (composta da Bruno Corà, Guido Guerzoni e Lorenzo Sassoli de Bianchi).
Centro Pecci, Prato. Photo © Fernando Guerra
Centro Pecci, Prato. Photo © Fernando Guerra

LA LETTERA IN SUPPORTO

Dopo aver appreso dell’allontanamento immediato di Cristiana Perrella dal Centro Pecci, che nelle sue modalità e per le sue motivazioni ci ha lasciato stupiti e amareggiati, vogliamo qui esprimere tutto il nostro supporto, apprezzamento e condivisione nei confronti del progetto di museo che Perrella ha delineato nel periodo della sua direzione e che a nostro parere ha reso il Centro Pecci un’eccellenza nel panorama delle istituzioni italiane dedicate al contemporaneo”, si legge nella lettera. “Il Pecci è infatti divenuto in questi anni un luogo di pensiero e di produzione culturale di respiro internazionale, aperto ai dibattiti più urgenti del nostro tempo e alle forme d’arte più innovative senza per questo essere elitario ma, al contrario, rivolgendosi con una programmazione articolata e dinamica a pubblici diversi e cercando sempre nuove forme per rendere accessibili i contenuti proposti. Un museo che ha voluto essere un generatore di domande, di ricerca, di relazioni, di dialogo […] un luogo di scambio con la comunità artistica e con i cittadini, stimolante, inclusivo, radicato nel suo territorio ma anche aperto al mondo. Cristiana Perrella è riuscita a dare identità, forza e credibilità a un’istituzione la cui storia ha conosciuto diversi momenti di crisi […] pur lavorando con un budget limitato e in una posizione geografica fuori dai grandi flussi turistici”. La lettera riporta le motivazioni della troncatura, spostando il focus sul nuovo ruolo del museo nell’età che verrà: “Piuttosto che guardare nostalgicamente indietro, utilizzando vecchie formule come quella legata a una visione esclusivamente economicista e promozionale dei beni culturali, per cui “ci vuole un manager e non un curatore”  […] occorre invece immaginare nuovi formati, nuove alleanze, una nuova capacità di rispondere in modo creativo alle urgenze della nostra epoca, all’enorme bisogno di cultura che la caratterizza. Occorre che i musei siano luoghi aperti e democratici […] Per questo sosteniamo il progetto di Cristiana Perrella, che in questa direzione si è mossa con chiarezza di visione, creatività e capacità professionale, immaginando nuove strade e un nuovo ruolo per un museo con una storia lunga ma discontinua, e lo difendiamo contro i modi con cui tale progetto è stato liquidato” chiosa la lettera.
I FIRMATARI
Gli operatori, artisti e addetti ai lavori che hanno firmato la lettera sono grandi e grandissimi nomi dell’arte italiana: Achille Bonito Oliva, Adrian Paci, Alberta Campitelli, Alessandra Donati, Alessandro Bianchi, Andrea Aleardi, Andrea Viliani, Arabella Natalini, Astrid Welter, Bruna Esposito,Caterina Riva, Cesare Pietroiusti, Claudia Durastanti, Claudio Zambianchi, Diana Baldon, Diana Toccafondi, Edoardo Nesi, Emanuele Coccia, Emma Zanella, Enea Righi, Enzo Cucchi, Evelyne Juanno, Formafantasma (Simone Farresin e Andrea Trimarchi), Francesca Kaufmann, Francesco Urbano Ragazzi, Francesco Vezzoli, Gea Politi e Cristiano Seganfreddo, Giorgio Fasol, Giovanna Silva, Giovanna Zapperi, Giovanni Veronesi, Giuseppe Penone, Hou Hanru, Ida Panicelli, Ilaria Marotta e Andrea Baccin, Ippolito Pestellini Laparelli, Jacopo Benassi, Kim Hou, Letizia Battaglia, Lorenzo Paini, Luca Lo Pinto, Luca Rossi, Luca Vitone, Ludovico Pratesi, Marco Scotini, Maria Luisa Frisa, Marcello Maloberti, Marco Fioravanti, Mariolina Bassetti, Matteo Lucchetti, Marinella Senatore, Martino Gamper, Michelangelo Frammartino, Milovan Farronato, Mimmo Paladino, Monica Bonvicini, Nico Vascellari, Nicolas Ballario, Paolo Canevari, Patrizia Meringolo, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Pepi Marchetti Franchi, Pierluigi Sacco, Raffaella Cortese, Raffaella Sciarretta, Sandro Veronesi, Serena Dandini, Sergio Risaliti, Silvia Botti, Simone Frangi, Stefania Miscetti, Stefano Boeri, Stefano Velotti, Stella Bottai, Tiziana Di Caro, Tomaso Montanari, Tommaso Casini, Valeria Solarino, Virgilio Sieni e Vittorio Gaddi. Si sono successivamente sollevate sui social media delle critiche nei confronti di questa lettera, additata di “classismo” e di essere riservata a un ristretto numero di eletti, a cui è stata contrapposta come migliore alternativa una petizione aperta a chiunque volesse unirsi. Nel frattempo il Centro Pecci si aggiudica il bando Italian Council, edizione 10, nell’ambito delle pubblicazioni internazionali, con il volume Otra Fiesta. Massimo Bartolini: 1990-2022, a cura di Cristiana Perrella e Luca Cerizza per i tipi di Nero. Un chiaro successo della direttrice uscente.
– Giulia Giaume
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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.