Nasce il Tavolo permanente per i lavoratori della cultura per rilanciare il settore nel post-Covid

Un decreto firmato dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini sancisce la nascita di un tavolo aperto ai professionisti del settore, per ascoltare le loro esigenze e supportarli durante e dopo la pandemia

Dario Franceschini
Dario Franceschini

Negli ultimi mesi si sono spesso avvicendati, da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, decreti con misure pensate per supportare economicamente il mondo della cultura, in balia dell’andamento della curva dei contagi. Cinema e teatri continuano a essere chiusi al pubblico, i musei hanno recentemente riaperto solo nelle poche regioni rientranti nella zona gialla. Un quadro per niente confortante, non solo per i fruitori ma soprattutto per i professionisti di uno dei settori più colpiti dalla pandemia: un appello, in tal senso, era stato lanciato lo scorso anno da Confcultura, associazione delle imprese private gestori dei servizi museali che chiedeva al Premier Conte misure mirate per “definire un’azione congiunta e rilanciare il settore culturale, gravemente colpito dalle misure restrittive imposte per contenere il contagio da Covid-19”. Un segnale oggi arriva dal Ministro Dario Franceschini, con la firma di un decreto che istituisce la nascita un Tavolo permanente per i professionisti della cultura.

NASCE IL TAVOLO PER LA TUTELA DEI LAVORATORI DEL MONDO DELLA CULTURA

“Nasce il Tavolo permanente per i lavoratori dei musei, degli archivi e delle biblioteche, un nuovo spazio istituzionale per un costante ascolto delle esigenze dei professionisti di uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia”, commenta Franceschini. Oggetto del tavolo permanente è la tutela dei lavoratori e, “in vista delle misure di rilancio”, continua il Ministro, “si rafforza così il dialogo e il confronto già intrapreso dal Ministero per la definizione degli interventi di ristoro”. Il Tavolo, si legge nel testo del decreto, “esamina le problematiche connesse all’emergenza nel settore di competenza e valuta l’adozione delle opportune iniziative relative alle misure per far fronte ai danni diretti e indiretti derivanti dall’emergenza sanitaria, con particolare riguardo alla tutela dei lavoratori”.

TAVOLO PERMANENTE PER I PROFESSIONISTI DELLA CULTURA. CHI NE FARÀ PARTE

Il Tavolo è presieduto dal Direttore generale musei ed è composto dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni di settore. Ne faranno parte anche il Direttore generale Archivi, il Direttore generale Biblioteche e diritto autore e i rappresentanti delle istituzioni culturali in base ai temi trattati. “Possono essere invitati a partecipare alle riunioni del Tavolo”, continua il decreto, “esperti e rappresentanti delle istituzioni, in considerazione dei temi trattati. Il Tavolo opera senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Ai componenti del Tavolo non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti comunque denominati”.

FRANCESCHINI: “SERVONO NUOVE ASSUNZIONI”

Il decreto sul Tavolo permanente per i professionisti della cultura arriva a poche ore dall’intervento di Franceschini nel question time alla Camera dei Deputati, occasione in cui il Ministro ha sottolineato come “per tenere il passo con le nuove tecnologie, con la digitalizzazione, con la semplificazione è necessario abbassare l’età media del personale e portare giovani professionalità all’interno della pubblica amministrazione”. Per quanto riguarda il settore dei Beni Culturali, Franceschini ha aggiunto che “nel fabbisogno del piano triennale 2021 si è previsto il reclutamento di 250 professionalità specialistiche di qualifica dirigenziale: sono bibliotecari, archivisti, storici dell’arte, architetti, paleontologi. Già nel periodo 2017-18 grazie a un concorso bandito nel 2016 in deroga al blocco assunzionale, sono stati assunti 1000 funzionari tecnici quali archeologi, architetti, bibliotecari, archivisti, esperti di promozione e formazione, che sono già mediamente giovani e di grande qualità. Il decreto Agosto”, ha sottolineato il Ministro, “ha inoltre previsto la possibilità di svolgere un apposito corso-concorso. È una nuova modalità, per la nostra amministrazione, per reclutare dirigenti dotati di specifiche professionalità tecniche nei settori della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, sulla base di una collaborazione tra la Scuola del Patrimonio del Ministero e la scuola nazionale della pubblica amministrazione ed è già in fase attuativa. In aggiunta a questo, sono state adottate nell’ultimo decreto specifiche misure ispirate all’esperienza positiva di Pompei: gli istituti autonomi potranno così ricorrere a contratti di collaborazione per professionisti esperti in materia di tutela del patrimonio culturale”.

– Desirée Maida

www.beniculturali.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.