Federculture ha un nuovo direttore. Intervista a Umberto Croppi

Sarà un mandato di un solo anno e mezzo, concentrato sull’attività rappresentanza delle istituzioni culturali e sviluppo di proposte legislative. Figura navigata del panorama culturale romano, Croppi nei mesi scorsi era stato eletto Presidente della Quadriennale.

Umberto Croppi
Umberto Croppi

Umberto Croppi è il nuovo direttore di Federculture, operativo a tutti gli effetti a partire dal 1° febbraio. Di lui abbiamo già parlato quest’estate, raggiunto da Artribune in un’intervista a caldo subito dopo la nomina come Presidente della Fondazione La Quadriennale di Roma. Croppi, consulente per la comunicazione e il management culturale, ex Assessore alla Cultura di Roma Capitale, è un profilo ormai ben navigato nel contesto culturale romano. Anche in Federculture era già presente da tempo, come consigliere della Giunta Esecutiva, presieduta da Andrea Cancellato. Proprio quest’ultimo, nell’augurare buon lavoro al nuovo direttore si è detto, a nome di tutti gli Associati, onorato di accogliere una figura così autorevole nel ruolo direttivo della Federazione alla quale apporterà un nuovo slancio ed un rafforzamento delle attività istituzionali e associative. Cancellato ha, inoltre, salutato e ringraziato Claudio Bocci – precedente direttore, il quale ha terminato il suo mandato per aver raggiunto l’età del pensionamento – per il lavoro svolto in questi anni e per il contributo dato alla crescita di Federculture nel più ampio contesto del settore della cultura. Ma passiamo la parola al neo direttore.

INTERVISTA A UMBERTO CROPPI, NUOVO DIRETTORE DI FEDERCULTURE

Sono da anni negli organi direttivi di Federculture; inoltre, mi ero occupato in precedenza di amministrare Federculture Servizi, la srl che fa da ‘spin off’ per la progettazione culturale”, ci spiega Umberto Croppi, che a poche ore dalla nomina ha già ben chiare le priorità sulle quali concentrarsi durante il suo incarico. “Dalla dipartita del direttore Claudio Bocci, la governance della confederazione viene ridisegnata: riporteremo in casa le attività svolte dalla Federculture Servizi, concentrando l’attenzione sull’attività istituzionale, ovvero ‘sindacale’, di rappresentanza delle istituzioni culturali. Compresi lo studio, l’elaborazione di proposte al servizio del sistema e del legislatore; in questi anni siamo diventati un interlocutore importante con il Governo. Il nostro Rapporto Annuale è diventato una fonte insostituibile, non solo di dati, ma anche di l’elaborazione scientifica”. E ci racconta della decisione, studiata a tavolino, di dare breve durata al suo mandato, finalizzata a lasciare presto spazio a successori più giovani: “mentre il ruolo di Direttore generale è un ruolo operativo, la rappresentanza politica fa capo al Presidente Cancellato, con il quale ho un rapporto di collaborazione antico e solido. La decisione presa oggi è che il mio mandato durerà quanto il suo, il quale termina tra circa un anno e mezzo. Sarà un momento di transizione nel quale io lo accompagnerò. L’idea è quella di formare qualcuno di più giovane, per poi lasciare il campo libero”.

I NUOVI ORIZZONTI DI FEDERCULTURE

Federculture è la federazione che rappresenta quasi tutte le istituzioni a partecipazione pubblica, molti enti locali e, sempre di più, anche settori dell’imprenditoria culturale privata. La nostra rappresentanza si sta allargando al mondo del design da un lato e a quello dell’editoria dall’altro. Anche attraverso l’introduzione nell’ordinamento della formula dell’impresa culturale creativa, l’obiettivo è quello di arrivare a creare una forma di rappresentanza che non sia più frammentata”, continua a raccontare Croppi, delineando gli ultimi raggiungimenti dell’associazione e il lavoro ancora da fare nella medesima direzione. “Federculture ha elaborato fin dalla sua origine un contratto di lavoro specifico utilizzato da tutte le istituzioni culturali (ad esempio, a Roma, Zetema Progetto Cultura, il Palaexpo, l’Auditorium, l’E.U.R. spa, oppure la Triennale di Milano e tante altre). L’obiettivo è quello di estendere questo contratto – diversificandolo e rendendolo più elastico – all’interno del comparto della cultura e della creatività, integrando un maggior numero di professionisti”. E conclude, “ci sono sul piatto anche tante altre questioni che riguardano la fiscalità, l’Art Bonus, tutti temi su cui costantemente Federculture elabora posizioni, svolge ricerche, sottopone proposte”.

FEDERCULTURE: OBIETTIVI E PROGRAMMA

La Federazione delle Aziende e degli Enti di gestione di cultura, turismo, sport e tempo libero è una associazione unica nel suo ruolo ed è un sindacato di impresa (titolare del primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti del settore culturale). Rappresentante delle più importanti aziende culturali del Paese, sostiene la promozione della cultura e della sua fruizione accessibile a tutti i cittadini, in quanto segno di identità nazionale e risorsa per la crescita sociale e lo sviluppo economico dei territori. Tra le attività annuali rientrano il Rapporto Annuale Federculture, che documenta l’andamento delle politiche, delle esperienze e anche delle criticità in atto nel settore dei bei e delle attività culturali, tra pubblico e privato; proposte politiche e programmatiche accompagnate da incontri e tavoli di lavoro per gli associati. Organizza appuntamenti diventati ormai annuali, come il Premio Cultura di Gestione, rivolto a comuni, regioni, province, amministrazioni centrali e periferiche; la Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo “Le Città della Cultura”; infine bandi, concorsi, festival d’arte e cicli di mostre temporanee collettive e personali, rivolte a giovani artisti emergenti italiani e stranieri (come ad esempio Centro/Periferia. Concorso internazionale per giovani artisti oppure il Festival di Videoarte).

– Giulia Ronchi

http://www.federculture.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.