pArt, è online il primo e-commerce dedicato al mecenatismo culturale. Ecco come funziona

Scopo del progetto è dare a tutti la possibilità di partecipare a una campagna di restauro, investendo poche decine di euro o cifre più ingenti. E il sito funziona proprio come un e-commerce

Il sito web di pArt dallo smartphone
Il sito web di pArt dallo smartphone

Take part, save art è il motto di pArt, prima piattaforma e-commerce dedicata al mecenatismo culturale e finalizzata alla promozione del restauro del patrimonio artistico italiano. Un progetto inusuale nel suo genere, che coniuga nuove tecnologie e cultura, ma soprattutto si fa promotore di un nuovo modo di intendere il mecenatismo: da “pratica” o vocazione per pochi a iniziativa cui tutti possono partecipare. Nata da un’idea di Maddalena Salerno sviluppata assieme al co-fondatore Lelio Orsini, pArt è specializzata in arte antica, moderna, contemporanea, fotografia e street art, e il sistema dell’e-commerce è stato adottato per “allargare il mecenatismo e il settore dei beni culturali e del restauro al grande pubblico, quindi non solo agli addetti ai lavori”, spiegano ad Artribune Salerno e Orsini.

I co-fondatori di pArt Lelio Orsini e Maddalena Salerno, foto di Vittorio Bonaffini
I co-fondatori di pArt Lelio Orsini e Maddalena Salerno, foto di Vittorio Bonaffini

L’E-COMMERCE DI MECENATISMO CULTURALE pArt 

“A una prima lettura del progetto, rimangono sorpresi soprattutto gli addetti ai lavori, perché l’e-commerce è qualcosa legato a una dinamica di scambio commerciale, quindi sembra quasi una cosa dissacrante”, continuano Salerno e Orsini. “Da circa due anni lavoriamo su questo progetto; lo studio di fattibilità ci ha portato a confrontarci con persone del settore, direttori di fondazioni e musei che all’inizio sgranavano gli occhi, poi a poco a poco acquistavano fiducia nel progetto perché comprendevano la potenzialità dello strumento”. In cosa consiste e soprattutto come funziona un e-commerce di mecenatismo culturale votato al restauro? Sul sito www.thisispart.com è possibile visionare il catalogo delle opere che hanno bisogno di restauro e scegliere quella che si vuole supportare attraverso piccole donazioni (a partire da 30 euro) fino al finanziamento totale dell’operazione. Il mecenatismo quindi diventa o può diventare “pop”? “Il nostro obiettivo è proprio quello di avvicinare il mondo del restauro al grande pubblico, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dal mondo della comunicazione per rendere il progetto più affascinante ma anche semplice e dinamico”. Semplicità e dinamismo sono tradotti anche nella filiera adottata da pArt, che avvicina il vasto pubblico al restauro non solo attraverso la possibilità di investire cifre contenute, ma anche occupandosi della filiera burocratica propria delle operazioni di restauro di beni culturali pubblici e privati: “la parola chiave è immediatezza: noi svolgiamo tutto il lavoro necessario per permettere al mecenate con un click di avviare il restauro e seguirlo passo dopo passo, sia sul sito, sia con il rapporto diretto con pArt”.

Dettaglio di un restauro
Dettaglio di un restauro

E-COMMERCE pArt. COME FUNZIONA 

Chi può rivolgersi a pArt e chi può usufruire dei servizi proposti dalla piattaforma? “Veniamo contattati da musei, chiese, istituzioni e anche dalle ditte di restauro”, rispondono Salerno e Orsini. “Sul nostro sito infatti sono presenti opere sia pubbliche sia private, la condizione è che siano fruibili dal pubblico. La piattaforma è una valida vetrina per i restauratori, permettendo loro di consegnarci progetti che hanno nei cassetti da tanti anni e che non hanno potuto realizzare per mancanza di fondi; inoltre possono contattarci anche direttori di musei, ‘affidandoci’ una o più opere e chiedendoci di avviare una ricerca fondi”. I progetti proposti vengono vagliati dal comitato scientifico di pArt, che ne esamina fattibilità tecnica ed economica. Una volta approvate, le opere da restaurare entrano a fare parte del catalogo del sito. pArt non chiede alcuna fee alla proprietà dell’opera, ma applica una percentuale variabile in base all’importo del progetto.

I “NUOVI MECENATI” DI pArt 

“Con pArt vogliamo così intercettare la classe economica media e offrirle la possibilità di dare il proprio contributo per valorizzare i beni artistici del Paese”, sottolineano Salerno e Orsini, che in questo progetto si avvalgono di un team formato da Maria Rosaria Basileo, Beatrice Creazzola, Ilaria Gianni, Virginia Montani Tesei, Giuseppe Zucconi, Sara D’Agati, Simon D’Exea. “Per diffondere il nostro progetto, l’idea è quella di utilizzare di canali di comunicazioni più classici e anche moderni – come i social –, non dimenticando le nuove tecnologie”. Un esempio? “Se la proprietà del bene da restaurare lo permette, collochiamo vicino all’opera un codice QR per potersi informare sul restauro in corso e, perché no, finanziare direttamente dal cellulare il progetto. Per queste ragioni pensiamo di lavorare in futuro per raggiungere anche i millennials”.

– Desirée Maida 

www.thisispart.com 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.