Pedro Reyes – Disarm
Blackboard presenta l’installazione sonora Disarm dell’artista messicano Pedro Reyes all’interno della Sala dell’Orologio di Palazzo Libertà di Bergamo.
Comunicato stampa
DISARM
Pedro Reyes
Sabato 28 febbraio 2026
Collective listening: h 11
Installazione sonora: h 11-22
Ingresso libero
CULT! Sala dell’Orologio (Palazzo Libertà), Bergamo
A cura di Francesca Ceccherini
Sabato 28 febbraio 2026 Blackboard presenta l’installazione sonora Disarm dell’artista messicano Pedro Reyes all’interno della Sala dell’Orologio di Palazzo Libertà di Bergamo. L’installazione si offre come un’esperienza di ascolto collettivo dell’opera Sounds of Disarm, nata nel 2023 in occasione della sua mostra con OTO Sound Museum.
A partire dal 2007, l’artista ha dato avvio alla pratica del “disarm” (disarmo) trasformando più di 1500 armi provenienti dalle strade messicane in pale per scavare e piantare degli alberi: attraverso la fusione di 1527 armi, sottratte al mercato, sono infatti stati piantati 1527 alberi. Quest’opera iniziale, intitolata Palas por Pistolas, tutt’ora in corso, ha attivato un processo generativo in grado di manipolare la funzione di un oggetto, di mutarne le polarità e di plasmarne la semantica: “uno strumento di morte diventa uno strumento di vita”. Un oggetto di violenza viene convertito nel suo opposto, attraverso un processo di ri-significazione e reinvenzione che passa per la trasmutazione della materia e la sua conversione simbolica. In breve tempo, Reyes è riuscito a raccogliere oltre 7000 armi che ha deciso in seguito di trasformare in strumenti musicali, Sounds of Disarm come li definisce l’artista stesso. Da queste armi sono nati strumenti a corda, a fiato, a percussione, suonati in tutto il mondo da musicisti e performer che compongono partiture dedicate, confrontandosi con la materia e con la sua inaspettata musicalità. Questi strumenti sono stati utilizzati in occasione di manifestazioni per la non-violenza e della March for Our Lives, spesso fatti risuonare anche attraverso automazioni orchestrate meccanicamente.
Installata in loop all’interno della Sala dell’Orologio attraverso un display fonovisivo, Sounds of Disarm (2023) nasce dall’elaborazione di una parte dell’archivio dell’artista, composto da tracce sonore, registrazioni e documentazioni audio legate alla pratica del disarmo, raccolte nel corso di diversi anni e in molteplici contesti geografici in cui gli strumenti hanno risuonato. L’opera restituisce anche la voce di Pedro Reyes che accompagna l’ascolto in un viaggio sonoro tra Messico, Turchia, Corea del Sud e Stati Uniti. Come un narratore d’eccezione, Reyes racconta intimamente ogni estratto musicale, restituendo i contesti socio-politici, gli immaginari e gli eventi di cronaca, lanciando contemporaneamente un potente messaggio, una “chiamata al disarmo” alla quale ciascuno sembra invitato a rispondere.
L’opera è accompagnata da sottotitolazioni del suono in italiano.
Disarm è parte di Blackboard, un dispositivo di risonanza e contro-narrazione curato da Francesca Ceccherini con l'organizzazione di Lab 80 film all’interno di Palazzo della Libertà.
Pedro Reyes
Pedro Reyes (Città del Messico, 1972) ha ottenuto un’attenzione internazionale per i suoi progetti su larga scala che affrontano temi sociali e politici contemporanei. Attraverso una pratica eterogenea che comprende scultura, performance, video e attivismo, Reyes esplora il potere dell’organizzazione individuale e collettiva di generare cambiamento tramite comunicazione, creatività, felicità e umorismo. Una critica socio-politica della cultura contemporanea delle armi è al centro del progetto in corso Palas por Pistolas e nella serie Disarm. Le tematiche della comunità e della compassione sono affrontate in Sanatorium, un progetto presentato, tra gli altri luoghi, al Guggenheim Museum di New York (2011), a dOCUMENTA 13 a Kassel (2012), alla Whitechapel Gallery di Londra (2013), presso The Power Plant di Toronto e all’Institute of Contemporary Art di Miami (2014). In quest’opera, i visitatori sono invitati a iscriversi a una “clinica temporanea”, con la missione di trattare varie forme di malessere urbano. La sua mostra immersiva Doomocracy, organizzata da Creative Time presso il Brooklyn Army Terminal, è stata definita una “casa degli orrori politica”, nata dall’intreccio di due eventi che in quel momento inquietavano l’immaginario culturale americano: Halloween e le elezioni presidenziali statunitensi del 2016. Più recentemente, Reyes ha collaborato con il Bulletin of the Atomic Scientists e con ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) per organizzare proteste e performance antinucleari in diverse parti del mondo. Intitolato Amnesia Atómica ZERO NUKES, questo movimento ha trovato spazio a New York, Città del Messico, Vienna e Oslo.
Accanto a queste pratiche performative e socialmente impegnate, Reyes continua a dedicarsi alla scultura. Realizzate in pietra vulcanica rossa e nera, marmo e giadeite, spesso di dimensioni monumentali, le sue opere oscillano tra figurazione e astrazione e richiamano fonti diverse come la statuaria greco-romana, il Modernismo britannico e la scultura mesoamericana.
Mostre personali si sono tenute, tra gli altri, presso il Museo Anahuacalli (Città del Messico, 2024); SITE Santa Fe (USA, 2023); MARTa Herford (Germania, 2022); Museo de Arte Contemporáneo de Monterrey (2022); MAAT – Museum of Art, Architecture and Technology (Lisbona, 2021); Museum Tinguely (Basilea, 2020); SCAD (Georgia, 2019); Creative Time (New York, 2016); Dallas Contemporary (2016); La Tallera (Cuernavaca, 2016); Hammer Museum (Los Angeles, 2015); ICA Miami (2014); The Power Plant (Toronto, 2014); Walker Art Center (Minneapolis, 2011); Guggenheim Museum (New York, 2011); CCA Kitakyushu (Giappone, 2009); Bass Museum (Miami, 2008) e San Francisco Art Institute (2008).
Ha inoltre partecipato a mostre collettive presso il Museo de Arte Moderno (Città del Messico, 2023); Museo Jumex (Città del Messico, 2021); Brooklyn Museum (New York, 2018); 21st Century Museum of Contemporary Art (Kanazawa, 2015); MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo (Roma, 2015); Beijing Biennale (2014); Whitechapel Gallery (2013); dOCUMENTA (13) (2012); Liverpool Biennial (2012); Gwangju Biennale (2012); Biennale di Lione (2009) e 50ª Biennale di Venezia (2003).
Nell’autunno 2016, Reyes è stato il primo Dasha Zhukova Distinguished Visiting Artist presso il MIT Center for Art, Science & Technology (CAST) del Massachusetts Institute of Technology a Cambridge, Massachusetts.
BLACKBOARD
Blackboard è un progetto che nasce dal desiderio di riconsegnare alla collettività uno spazio storico della città di Bergamo attraverso la presentazione di opere contemporanee che si offrono come contro-narrazioni e voci indecifrabili del nostro tempo.
Blackboard si presenta come un dispositivo nato dall’incontro tra arte, suono e cinema per rispondere all’urgenza di generare nuovi spazi per la conoscenza e la libertà di espressione.
Luogo embrionale di questo progetto è la Sala dell’Orologio del nuovo polo culturale CULT!, all’interno di Palazzo della Libertà, costruito tra il 1937 e il 1940 come Casa Littoria per celebrare il regime fascista. Ribattezzato significativamente Casa della Libertà dopo la Liberazione, negli anni successivi il palazzo venne impiegato per funzioni subalterne, sostituendo all’oscurità della dittatura il “grigiore” della burocrazia, con l’unica eccezione dell’Auditorium, che mantenne il suo carattere di presidio culturale. Oggi gli spazi più significativi del palazzo sono in fase di ristrutturazione e trasformazione: nuova sala di proiezione di Lab 80 film a partire dal 2025, la Sala dell’Orologio è uno spazio in cerca di una rivoluzione semantica.
Dentro questa logica di ri-significazione, Blackboard nasce come motore di attivazione transdisciplinare e dispositivo di ri-scrittura, prendendo in prestito il suo nome da una storia di ribellione artistica.
Concepito da J.L. Godard e J.P. Gorin del collettivo Dziga Vertov, il termine “blackboard” è letteralmente una lavagna nera. Già all’inizio degli anni ’70 i due cineasti tentarono di definire lo schermo di visione attraverso questo elemento simbolico al fine di costruire una pratica pedagogica legata all’esplorazione del margine, ossia di tutte quelle tracce di realtà sconosciute o silenziate. Con uno sguardo politico – e una prospettiva che intendeva ribaltare l’ordine dato della visione– blackboard era l’occasione per restituire “contro-conoscenza” e generare dibattito.
Il progetto Blackboard, all’interno di Palazzo della Libertà, intende espandere questa prospettiva e ricontestualizzarla nel presente, sviluppando dispositivi visivo-uditivi attraverso le pratiche contemporanee dell’arte. Si propone come occasione di riflessione per indagare i processi di ri-significazione della memoria ed esplorare contemporaneamente le narrazioni decentrate e marginalizzate del nostro secolo.
Con tale direzione, Blackboard si realizza a partire da novembre 2025 con quattro interventi annuali attraverso screening, rituali di ascolto collettivo e installazioni fonovisuali. Ogni attivazione è accompagnata da tavole rotonde alle quali saranno invitati gli artisti, studiosi provenienti da diversi ambiti del sapere e il pubblico.
Le tavole rotonde sono concepite come momenti cruciali di condivisione e co-generazione di conoscenza.
BLACKBOARD
a cura di: Francesca Ceccherini
Organizzazione: Lab 80 film
Partner:
OTO Sound Museum
Isrec Istituto Bergamasco per la Storia della Resistenza e Dell'Età Contemporanea
Fondazione ASM
Hotel Cappello D’Oro
Associazione Il Cavaliere giallo – Amici delle arti
CULT!
Blackboard: https://lab80.it/programmazione/rassegne/blackboard