Fratelli d’Italia #6

Roma - 05/10/2011 : 18/10/2011

"Fratelli d'Italia" è un omaggio al nostro inno, alla nostra storia. Una testimonianza di fratellanza, una lunga e inconsueta passeggiata tra le pieghe dell’arte contemporanea del nostro paese. Protagonisti del sesto appuntamento sono Enrica Borghi (Piemonte), Andrea Chiesi (Emilia Romagna) e Francesca Tulli (Lazio).

Informazioni

Comunicato stampa

I 150 anni dell’Unità d’Italia noi li festeggiamo così: con una mostra corale, un ambizioso progetto che vede coinvolti venti artisti, uno per ogni regione, scelti in base al loro luogo di nascita

Dalle Alpi alla Sicilia, sfileranno in galleria, in gruppi di tre, i lavori di Bruno Benuzzi (Sardegna), Enrica Borghi (Piemonte), Maurizio Cannavacciuolo (Campania), Adrea Chiesi (Emilia Romagna), Fabrice De Nola (Sicilia), Alberto Di Fabio (Abruzzo), Tamara Ferioli (Lombardia), Ettore Frani (Molise), Sarah Ledda (Valle d’Aosta), Tommaso Lisanti (Basilicata), Carla Mattii (Marche), Franco Passalacqua (Umbria), Simone Racheli (Toscana), Ascanio Renda (Calabria), Max Rohr (Trentino Alto Adige), Massimo Ruiu (Puglia), Serse (Veneto), Antonio Sofianopulo (Friuli Venezia Giulia), Francesca Tulli (Lazio), Corrado Zeni (Liguria),
Il progetto espositivo è articolato in otto appuntamenti, dal 25 maggio al 25 novembre, uno ogni due settimane. Di ogni artista saranno presentate due o tre opere a sua scelta, una terza sarà realizzata appositamente su un supporto della forma della regione di appartenenza, per l’ultimo appuntamento, che vedrà coinvolti tutti gli artisti, che uniti, pur nella diversità di stili, tecniche e linguaggi, ricomporranno la cartina della nostra nazione.
"Fratelli d'Italia" è un omaggio al nostro inno, alla nostra storia. Una testimonianza di fratellanza, una lunga e inconsueta passeggiata tra le pieghe dell’arte contemporanea del nostro paese.
Pittura, scultura, installazioni, si susseguiranno, senza sosta, fino alla fine del 2011, più di 60 opere, attraverso le quali sarà possibile stabilire dialoghi e confronti, stimolare riflessioni e delineare nuovi e inaspettati orizzonti.


Calendario mostre



25 maggio - 7 giugno TAMARA FERIOLI - ETTORE FRANI -CARLA MATTII

8 giugno - 21 giugno ALBERTO DI FABIO - SIMONE RACHELI - MAX ROHR

22 giugno - 5 luglio MAURIZIO CANNAVACCIUOLO - FRANCO PASSALACQUA - CORRADO ZENI

6 luglio - 19 luglio BRUNO BENUZZI - SARAH LEDDA - ANTONIO SOFIANOPULO

21 settembre - 4 ottobre FABRICE DE NOLA - TOMMASO LISANTI - MASSIMO RUIU

5 ottobre - 18 ottobre ENRICA BORGHI - ANDREA CHIESI - FRANCESCA TULLI

19 ottobre -1 novembre ASCANIO RENDA - SERSE

9 novembre - 25 novembre FRATELLI D’ITALIA - PRESENTAZIONE CATALOGO

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sesto appuntamento
mercoledì 5 ottobre 2011 ore 18

Protagonisti del sesto appuntamento sono Enrica Borghi (Piemonte), Andrea Chiesi (Emilia Romagna) e Francesca Tulli (Lazio).



ENRICA BORGHI (Novara, 1966). Dal 1992 fabbrica installazioni, alcune monumentali, con materiali di recupero. Armata di calchi in resina di sculture classiche, ricoperti di unghie finte e turbanti fatti con stracci per lavar pavimenti, e abiti da sera, realizzati con carte di caramelle, irrompe sulla scena e conquista pubblico e critica. È del 1999 la prima colossale installazione, realizzata con cinquemila bottiglie di plastica trasparente. Un abito da sera alto quattro metri con uno strascico lungo otto, Regina delle spazzature, esposto al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli. A Torino, in occasione della sua partecipazione all’annuale edizione di Luci d’artista, ha usato11.200 bottiglie di plastica per creare un cielo di palle di neve: “Grandi sfere che ricordano la corolla di un fiore, leggere come fiocchi di neve, avvolgenti come un corpo materno". La Borghi distilla purezza dagli scarti, trasforma il comune in straordinario, gli oggetti sconfitti in apparizioni fantastiche. Plastica e vetro sono i suoi materiali d’elezione. Piegati e plasmati come se fossero creta. Una metamorfosi che non è solo della materia ma soprattutto nella forma e nel destino ultimo che questi scarti di ordinaria bellezza, assumono. Per Fratelli d’Italia la Borghi ha scelto due opere emblematiche della sua ricerca: una Venere, un mezzo busto della Venere di Milo, ricoperto di unghie finte, appartenente al fortunato ciclo degli esordi. E una nuova installazione, Medusa, fiabesca e surreale rivisitazione della più famosa delle Gorgoni.

ANDREA CHIESI (Modena, 1966). È tra le figure più interessanti dell'ultima generazione di artisti italiani. Cresciuto tra l’ambiente underground anni '80 e il mondo musicale indipendente punk, post-punk, new wave, industrial, gothic, Chiesi è un magnifico esempio di esploratore stanziale. Un Emilio Salgari del pennello. Vive in un paese piccolissimo, in una casa nella quale abita da quando era bambino. Si sposta pochissimo e malvolentieri. Il suo mondo è il suo studio. Anche se, a onor del vero, questi ultimi due anni ha infranto la regola trascorrendo un periodo prima a New York e poi a Berlino. Autodidatta di straordinario talento, dipinge, disegna, rigorosamente in bianco e nero. Archeologie industriali, visioni prospettiche di vecchie fabbriche, qualche volta paesaggi. Quello che prende forma sulle sue tele sono immensi spazi vuoti, silenziosi, dentro i quali si viene risucchiati, rapiti dal vortice delle sue complesse e ardite prospettive. Delineate con sapienza, rigore maniacale e una lentezza, che ricorda quella cantata da Calvino. A lui interessa la struttura del soggetto, i rapporti di luce, ombra e penombra. Non il colore, che malgrado apprezzi, considera superfluo. Ama il silenzio e quando lavora si isola. Per la mostra Fratelli d’Italia ha scelto due quadri del ciclo Kali Yuga, del 2007, ispirati all'ex acciaieria Italsider di Cornigliano, alle porte di Genova. Un immenso complesso siderurgico, oggi scomparso, che rivive nelle sue tele vertiginose.


FRANCESCA TULLI (Roma, 1956). Ha iniziato dipingendo quadri d’impronta fotografica e cinematografica. Interni domestici scandagliati con la curiosità e lo sguardo veloce del detective, a cui nulla sfugge, nemmeno il più piccolo particolare. E proprio il particolare è il soggetto principale dei suoi dipinti: bicchieri, angoli di mobili, lampadari, cornici, tappeti, bottiglie di vetro, scorci di poltrone o sedie. La casa come pre-testo per scandagliare l’intima essenza delle cose, con uno sguardo che è profondo, enigmatico, al limite dell’ossessivo; nelle sue case, raffigurate con scorci intriganti, e se si trattasse di cinema si potrebbe parlare di gusto sapiente e raffinato dell’inquadratura, prendono corpo frammenti di fotogrammi forse mai montati, brandelli di storie senza attori, residui di memoria in attesa di essere fissati. Istantanee che si fanno racconto, immerse in una atmosfera in bilico tra finzione e realtà, dove si concretizza il paradosso dell’artificio nell’artificio. In seguito è passata dagli interni agli esterni, paesaggi visti a volo d’uccello o scrutati da punti d’osservazione misteriosi e impossibili. Da qualche anno si misura anche con la scultura, per lo più in bronzo, grazie alla quale ha potuto dar forma, nello spazio, alla sua vocazione per gli equilibrismi. Spesso sono esili fanciulle che, sfidando la forza di gravità, saggiano i loro limiti e scoprono le loro possibilità. Un flusso continuo di armonia e forza, vertigine e stabilità, natura e artificio. Affluente, Artico, Glaciale, Costiero, Lavico, Oceanico, sono i titoli dei sei dipinti, di piccole dimensioni, di straordinaria forza e suggestione, scelti per la mostra. Insieme a una scultura del ciclo Astarte, naturale prosecuzione, nello spazio, delle sue tele.