Anri Sala – As you go

Rivoli - 25/02/2019 : 23/06/2019

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea organizza la mostra personale di Anri Sala (Tirana, 1974).

Informazioni

Comunicato stampa

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea organizza la mostra personale di Anri Sala (Tirana, 1974). Tra gli artisti contemporanei più importanti a livello mondiale, Anri Sala vive e lavora a Berlino. Ha rappresentato la Francia in occasione della Biennale di Venezia nel 2013 e ha partecipato a significative mostre al Castello di Rivoli, tra cui le collettive Volti nella folla nel 2005 e L’emozione dei colori nell’arte nel 2017





A partire dal 2000, Anri Sala realizza installazioni filmiche e sonore, sculture, fotografie e disegni che indagano le fratture, gli intervalli, le sovrapposizioni e gli echi attraverso le quali la realtà si snoda nel tempo e gli eventi acquisiscono significato. L’artista utilizza lo spazio architettonico per modulare elementi visivi, sonori e tattili al fine di generare nuove esperienze del reale e inedite possibilità percettive all’interno di una visione emancipatoria del linguaggio e della cultura.

Il riferimento alla musica è parte integrante della ricerca artistica di Anri Sala ed è uno tra gli elementi che accomuna le opere selezionate per l’esposizione al Castello di Rivoli.

Ideato per gli spazi del terzo piano del Castello, il progetto espositivo raccoglie in un innovativo percorso organico alcune tra le più significative opere filmiche realizzate da Anri Sala in anni recenti, tra cui Ravel Ravel (2013), Take Over (2017) e If and Only If (2018), oltre a presentare la scultura Bridges in the Doldrums (2016).



I visitatori sono accolti da Bridges in the Doldrums. Arrangiamento in tre parti per clarinetto, sassofono e trombone, questo lavoro composto da tamburi è stato costruito usando esclusivamente i bridges o ponti di settantaquattro brani pop, jazz e folk di epoche e provenienze geografiche diverse, uniti secondo l’ordine del tempo musicale, in modo da costruire un graduale senso di accelerazione con i tre strumenti che si scambiano i ruoli. “In musica – nota Sala – il ponte allontana l’ascoltatore dalla canzone stessa, mantenendo viva la sua attenzione ma sospendendo le sue aspettative, no a quando, poi, il ritornello riconferma il senso di familiarità col brano”.



Ciascuna delle opere filmiche indaga una relazione precisa. Con Ravel Ravel, l’artista mette in scena la visione simultanea di due interpretazioni da parte di due differenti pianisti del celebre Concerto per pianoforte per la mano sinistra. Composto da Maurice Ravel tra il 1929 e il 1930, il concerto fu composto su commissione del pianista austriaco Paul Wittgenstein che aveva perso il braccio destro durante la Prima guerra mondiale. Secondo le parole di Anri Sala, “Il mio intento è quello di accentuare la risonanza di uno spazio grazie allo sfasamento temporale tra le due esecuzioni e, attraverso la ripetizione delle stesse note, indurre l’impressione di un’eco in un ambiente completamente muto, in cui l'assorbimento della riflessione acustica annulla ogni senso dello spazio”.



In Take Over l’artista indaga i possibili significati che nascono dalla giustapposizione di La Marsigliese e L’Internazionale, composizioni le cui complesse storie a tratti si intrecciano. Composta nel 1792 da Claude-Joseph Rouget de Lisle, La Marsigliese diventò il segno distintivo della Rivoluzione Francese e simbolo del rovesciamento dei regimi oppressivi. Scritto nel 1871, il testo de L’Internazionale, dedicato alle lotte dei lavoratori e agli ideali di equità, uguaglianza e solidarietà, fu inizialmente cantato sull’aria de La Marsigliese. Pierre de Geyter ne riscrisse la musica con la quale diventò celebre solo nel 1888. Prendendo spunto dagli intrecci che legano questi due noti inni, incluse le possibili difformità, l’opera di Sala mette in scena due performance congiunte suonate in duetti da un pianista e da un pianoforte meccanico. “La sovrapposizione delle due melodie – dice Sala – produce un senso di straniamento che non è causato dall’ingerenza dell’ignoto nel noto, ma dal sovvertimento del noto da parte di un brano altrettanto noto”.



Questa mostra offre l’occasione per la prima presentazione a livello mondiale in un museo pubblico di If and Only If, opera filmica nella quale l’attenzione dell’artista si concentra sulla relazione tra il movimento di una lumaca e quello del musicista Gérard Caussé mentre suona una viola ed esegue Elegia per viola sola di Igor Stravinsky (1944). Con delicatezza poetica, il film descrive il percorso della lumaca sull’archetto del musicista e le variazioni impresse dai minimi movimenti dell’animale, o dalle sue pause, all’esecuzione, creando una musica in collaborazione tra umano e non-umano. “L’Elegia viene sconvolta dall’interazione tattile tra il musicista e la lumaca, e la durata del brano si fa quasi doppia rispetto a quella abituale. La musica – continua l’artista – si allunga in un viaggio che diventa parte tangibile del suo nuovo arrangiamento musicale”.

Come componenti di un’insolita orchestra, le tre opere filmiche in mostra al Castello sono state rimodulate dall’artista utilizzando come strumento la Realtà Aumentata, in modo da offrire ai visitatori un’esperienza immersiva di alto impatto emotivo e sinestetico. Secondo il progetto dell’artista, le proiezioni si snoderanno lungo una parete che attraversa le sale dello spazio. La mostra avrà la forma di una “parata”, con un flusso di immagini in movimento e narrazioni molteplici. AS YOU GO, il titolo scelto dall’artista per la mostra, sottolinea l’idea di un flusso di immagini in movimento e in cammino, lasciando ai visitatori la scelta di muoversi nello spazio in accordo con le proiezioni oppure di fruirne stando fermi. Più che una presentazione di tre opere filmiche intrecciate, nel suo insieme la mostra può essere interpretata come un dispositivo capace di trasformare le proiezioni in un’unica e gigantesca “scultura in movimento”.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo scientifico bilingue (inglese e italiano), pubblicato dal Castello di Rivoli insieme a Skira Editore, Milano. Il catalogo presenterà nuovi saggi dei due curatori, una raccolta della più ampia selezione di scritti dell’artista a oggi pubblicata, inclusi numerosi testi mai pubblicati. Riccamente illustrato con immagini della mostra, il catalogo includerà inoltre appunti e studi preparatori inediti relativi alle opere in mostra provenienti dallo studio dell’artista e includerà un’approfondita sezione di apparati, comprensiva di una ricca cronologia espositiva, antologia di testi critici e bibliografia.


Biografia



Anri Sala (Tirana, 1974) vive e lavora a Berlino. Ha studiato alla National Academy of Arts di Tirana dal 1992 al 1996. Successivamente ha studiato video presso l’École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs a Parigi. Nel 1998-2000 ha frequentato i Postgraduate Studies in regia presso Le Fresnoy, Studio National des Arts Contemporains, Tourcoing. Sala ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui The Vincent Award (2014), 10th Benesse Prize per la 55. Biennale di Venezia (2013), Absolut Art Award (2011) e il Premio speciale per giovani artisti della Biennale di Venezia (2001).

Recenti mostre personali e progetti includono: The Last Resort, Garage, Mosca (2018); O momento presente, IMS Paulista Instituto Moreira Salles, São Paulo; The Last Resort, Kaldor Public Art Projects, Observatory Hill Rotunda, Sydney; Anri Sala, Museo Tamayo, Città del Messico; Clocked Perspective, Museo Jumex, Città del Messico (2017); O momento presente, IMS Instituto Moreira Salles, Rio de Janeiro; Anri Sala: Answer Me, New Museum, New York (2016); No Names No Title, Helena Rubinstein Pavilion for Contemporary Art, Museum of Art, Tel Aviv; The Present Moment, Middle Hall, Haus der Kunst, Monaco; Black Box: Anri Sala, The Baltimore Museum of Art, Baltimora (2014); Anri Sala, Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek; Anri Sala: Two Films, MOCAD – Museum of Contemporary Art, Detroit; Anri Sala, Centre Pompidou, Parigi (2012); Anri Sala, National Museum of Art, Osaka; Anri Sala, Serpentine Gallery, Londra; Anri Sala, Musée d’art contemporain de Montréal, Montréal (2011); Anri Sala. Purchase Not by Moonlight, Museum of Contemporary Art, Miami (2008); Anri Sala. Long Sorrow, Fondazione Nicola Trussardi, Circolo Filologico Milanese, Milano (2005); Anri Sala, Centre for Contemporary Art Ujazdowski Castle, Varsavia; Anri Sala. Now I see, The Art Institute of Chicago, Chicago; Anri Sala. Entre chien et loup. When the Night Calls it a Day, Musée d’art moderne de la Ville de Paris / ARC, Parigi (2004); Anri Sala, Kunsthalle Wien, Vienna (2003); Anri Sala. Intervista and Nocturnes, Dallas Museum of Art, Dallas (2002).

Oltre a numerose mostre collettive, Sala ha partecipato a prestigiose rassegne internazionali e biennali, incluse: Biennale di Venezia nel 2017, nel 2013 (quando ha rappresentato la Francia) e nel 2003; Taipei Biennial (nel 2016 e nel 2004), 12th Havana Biennial (2015), 11. Biennale di Sharjah (2013), Berlin Biennale für zeitgenössische Kunst (2014 e 2006); 9. Biennale di Gwangju (2012), 4th Marrakech Biennale (2012), dOCUMENTA(13) (2012), Biennale di São Paulo (2010 e 2002), 2. Moscow International Biennale of Contemporary Art (2007), Göteborg International Biennial for Contemporary Art (2007), Biennale of Sydney (2006), 7. Medien und Architektur Biennale, Graz (2005), DAK‘ART, The Biennial of Contemporary African Art, Dakar (2004); Tirana Biennale 2 (2003), Istanbul Biennale (2003).

Sguardi laterali. Anri Sala a Rivoli

Castello di Rivoli ‒ fino al 23 giugno 2019. Tecnologie virtuali, immagini in movimento, opere che riabilitano l’importanza del tatto. Queste alcune linee guida della mostra dedicata dal Castello di Rivoli ad Anri Sala.