Alberto Burri – The Subject of Matter

New York - 02/10/2015 : 23/11/2015

In occasione del centenario dalla sua nascita, la Ierimonti Gallery è lieta di presentare “Alberto Burri: The Subject of Matter”, mostra che propone alcune tra le opere più rappresentative dell’artista: dai sacchi, alle combustioni, dalle muffe ai cretti, fino alla serie di tecniche miste raccolte nel libro “Saffo”, da cui in seguito vennero ealizzate le litografie omonime.

Informazioni

  • Luogo: IERIMONTI GALLERY USA
  • Indirizzo: 24 West 57th Street Suite 503 10019 - New York
  • Quando: dal 02/10/2015 - al 23/11/2015
  • Vernissage: 02/10/2015 ore 18
  • Autori: Alberto Burri
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

In occasione del centenario dalla sua nascita, la Ierimonti Gallery è lieta di presentare “Alberto Burri: The Subject of Matter”, mostra che propone alcune tra le opere più rappresentative dell’artista: dai sacchi, alle combustioni, dalle muffe ai cretti, fino alla serie di tecniche miste raccolte nel libro “Saffo”, da cui in seguito vennero ealizzate le litografie omonime.

A corollario delle opere uniche verrà proposto l’intenso e innovativo lavoro che Burri ha realizzato nel campo della grafica con le tecniche dell’acquaforte, acqua tinta, puntasecca e serigrafia



Questa mostra vuole fare luce su un artista che ha saputo portare la vita nell’arte attraverso la sublimazione della materia. Materiali poveri come i sacchi di juta, il legno, il ferro, la plastica, diventano con Burri residui solidi dell’esistenza, in una pittura che si è finalmente liberata dal soggetto e dalla sua forma.

"Se non ho un materiale, ne uso un altro. È lo stesso. "Ho scelto materiali poveri per dimostrare che possono ancora essere utili. La povertà del materiale non è un simbolo: è un pretesto per dipingere".

Nella poetica dell’artista è sempre presente l’idea di consunzione: nei sacchi – logori e rammendati; nelle combustioni, in cui Burri col suo pennello infuocato plasma la materia, ne accellera l’usura e la corrode; nei cretti, dove il concetto di consunzione raggiunge il suo apice. Proprio i cretti, realizzati in caolino, vinavil e pigmento su cellotex, sono metafora di una terra depauperata dalla sua linfa, corpo residuale di una vita svuotata. A partire dagli anni Settanta, l’artista lavorerà su pannelli forgiati su una base di materiali compressi per uso industriale, i “Cellotex”, che vengono dipinti creando grandi campiture di colore.

Vi è anche una sensualità nell’opera di Burri, come mostrano le dieci tavole del libro dedicato alle poesie di Saffo. In questa serie accompagnata dai testi della poetessa, la scrittura rifugge l’immagine, ma ineluttabilmente ne viene riattratta. La forma, d’altro canto, rimanda all’archetipo della sensualità, a quell’Eros che inventa I dedali del desiderio a cui nessuno può sfuggire.

In parallelo alle opera uniche, Burri amplierà la sua produzione attraverso la grafica. La trasposizione su carta delle combustione, realizzate senza fiamma, sconvolge le tecniche tradizionali dell’acquaforte e dell’acquatinta, mentre le serigrafie colorate sono vere e proprie epifanie del colore.