Danza, teatro e performance animano lo spazio pubblico e i teatri di Matera. Gli artisti creano narrazioni del presente, allo stesso tempo fluide e articolate, attraverso formati aperti.

Al centro di Petrolio. Uomo e natura nell’epoca dell’Antropocene – progetto coprodotto da Basilicata 1799 e dal titolo pasoliniano, di cui una prima parte si è sviluppata a giugno – vi sono i temi legati all’antropocene, termine sempre più evocato da artisti e filosofi, che analizza la relazione di responsabilità che intercorre tra l’uomo e l’ecosistema in quest’epoca di disastri ambientali. Curato da Giuseppe Biscaglia e Francesco Scaringi, Petrolio mette al centro la ricerca di un nuovo equilibrio ecologico attraverso pratiche performative e di studio. È suddiviso in quattro sezioni, l’ultima della quale ha luogo a settembre.

Petrolio. Photo Luca Centola
Petrolio. Photo Luca Centola

Giacimenta, a cura di Francesca Corona e Michele Di Stefano, ha cercato punti di contatto attraverso sharing practice, esperimenti urbani site specific, prove aperte e incontri. Protagonisti lo stesso Michele Di Stefano, i coreografi Alessandro Sciarroni, Silvia Rampelli, la performer newyorchese Maria Hassabi, la compagnia Industria Indipendente. Sedimenti, curata da Massimo Carosi, ha disegnato mappe coreografiche e musicali tra artisti del Mediterraneo e della Basilicata. Stratificazioni, un più breve programma di Abito in Scena, ha messo a frutto pratiche di co-creazione fra artisti in dialogo.
A Pensiero Geo-logico è affidato uno spazio di riflessione attraverso conferenze e incontri all’Università della Basilicata, per identificare le azioni necessarie allo sviluppo di un futuro migliore in un contesto di interdipendenza tra uomo e natura. Inaugura il 5 settembre il filosofo e botanico Emanuele Coccia, autore di successo de La vita delle piante, con una conferenza su Natura e Metamorfosi.

MATERA CITTÀ APERTA (#MCA)

Matera Città Aperta. Photo Luca Centola
Matera Città Aperta. Photo Luca Centola

Quanto la città Capitale Europea della Cultura, e quindi l’Europa, sono realmente aperte? Tanti gli artisti coinvolti in questo spettacolo a episodi: un regista (Andrea Santantonio), un coreografo (Daniele Ninarello), un musicista (Theo Teardo) e numerosi performer. Vent’anni dopo la caduta del Muro di Berlino, IAC (Centro Arti Integrate) invita a riflettere sui nuovi muri, fisici, politici e virtuali, che nascono e crescono ogni giorno. Una linea dividerà in due la piazza principale della città, fino a trasformarsi in un limite invalicabile, accendendo la riflessione sui temi della diversità, della costruzione di barriere e dell’esercizio del potere.

TÒPOI. TEATRO E NUOVI MITI

Teatro e Nuovi miti. Photo Luca Centola
Teatro e Nuovi miti. Photo Luca Centola

Qual è lo scopo del teatro, fin dalla sua nascita nell’antica Grecia, se non quello di farsi veicolo del bisogno dell’uomo di raccontarsi e costruire narrazioni sul mondo?
Il racconto del presente è al centro del lavoro del regista, saggista e documentarista svizzero Milo Rau. Anche lui richiama Pasolini, con Il Nuovo Vangelo, spettacolo ispirato all’omonima opera dell’autore italiano, in cui, attraverso il dispositivo video-teatrale, che lo ha reso riconoscibile al pubblico internazionale, mette in questione il ruolo delle istituzioni nelle situazioni estreme del Sud Europa.

– Chiara Pirri

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Chiara Pirri
Chiara Pirri (Roma, 1989), residente a Parigi, è studiosa, giornalista e curatrice, attiva nel campo dei linguaggi coreografici contemporanei e delle pratiche performative, in dialogo con le arti visive e multimediali. È capo redattrice Arti Performative per Artribune e dal 2016 collabora con Romaeuropa Festival. Ha curato progetti di comunicazione multimediale per festival e istituzioni come Drodesera - Centrale Fies, Museo MACRO di Roma, Istantanee festival. In Francia cura progetti artistici per aziende e istituzioni (Unesco, Dior, Renault, Loewe, Kering…) attraverso collaborazioni internazionali.