Storia e storie dell’arte. 6 libri per metterla in prospettiva

Dalla storia della storia dell’arte alla storia dei gruppi artistici in Italia dal dopoguerra a oggi, passando per un bignami strepitoso di Renato Barilli e una coltissima raccolta di saggi di Marc Fumaroli. Perché si fa presto a dire “storia dell’arte” al singolare…

Amare l’arte con cognizione di causa significa necessariamente conoscerne la storia. Ma siamo così certi che, di questa storia, si possa parlare al singolare? Una piccola rassegna in sei libri ci mostra punti di vista assai differenti gli uni dagli altri. Con al centro, sempre, l’arte.

– Marco Enrico Giacomelli

1. ARTE: UNA META-STORIA

Christopher S. Wood – A History of Art History (Princeton University Press, Princeton Woodstock Beijing 2019)

Può sembrare incredibile, ma finora una storia della storia dell’arte in inglese non esisteva. Bisognava accontentarsi delle traduzioni dei due classici di Julius von Schlosser e Lionello Venturi (rispettivamente 1924 e 1936), o affidarsi agli studi di Udo Kultermann, Germain Bazin e Hubert Locher. E allora ci ha pensato Christopher S. Wood, storico dell’arte e docente alla New York University. Intanto chiarendo il campo a livello tassonomico, spartendo cioè la scrittura storica in tre modelli: annalistico (“la roll call di grandi artisti, spesso organizzata dagli artisti stessi”: l’esempio classico sono le Vite del Vasari), tipologico (“lo scopo o l’effetto della tipologia è anticipare o disabilitare la scrittura. La tipologia è un modo per far scrivere la storia agli artefatti stessi”, adottando una prospettiva astorica, idealistica) e favoloso (“una favola storico-artistica è una storia che relativizza un criterio convenzionale di valore, ridistribuendo lodi e colpe”). Con questa cassetta degli attrezzi, munita altresì dell’approccio empirico che emerge in ambito accademico nel XIX secolo, Wood affronta una storia che si “limita” al periodo che va dall’800 (non 1800, proprio 800) al decennio 1950-1960, analizzando l’operato di colleghi come l’annalista Zhang Yanyuan o i ben più noti Warburg, Wölfflin, Panofsky, Schapiro, Gombrich, Hauser, e sforando un poco nei Sixties quando accenna a Kubler, Berger e Baxandall. E dopo? C’è l’uso improprio della filosofia per questionare all’infinito i presupposti dell’indagine storica, che quindi resta sulla soglia. E dopo ancora? Succede la stessa cosa, ma con la politica. E la storia (dell’arte) s’inceppa ancora.

Christopher S. Wood – A History of Art History
Princeton University Press, Princeton-Woodstock-Beijing 2019
Pagg. 462, $ 35
ISBN 9780691156521
press.princeton.edu

2. STORIE DELL’ARTE

Valter Curzi – Storie dell’arte per quasi principianti (Skira, 2019)

Valter Curzi insegna Storia dell’arte moderna alla Sapienza. Penserete: “L’arte moderna all’università, arriveranno sì e no a Caravaggio, quando nel mondo reale l’arte moderna, ormai, comprende anche i poveristi”. D’accordo. E tuttavia Curzi è ben lungi dal cliché del docente paludato. Guardiamo i dettagli: il libro si intitola Storie dell’arte, al plurale, a marcare l’assenza di dogmatismo; ed è rivolto a quasi principianti. Ora l’indice: si parte dal contesto, con un procedimento narrativo – narrativo: la scrittura è piacevole – che procede per cerchi concentrici e casi studio. Quindi il contesto, con le vicende della Derelitta attribuita a Botticelli e le gesta di Federico di Montefeltro; poi le “etichette” storico-artistiche (le virgolette le mette l’autore: altro indizio), con non solo Rinascimento nella Firenze del primo Quattrocento e non solo Barocco nella Roma della prima metà del Seicento. Si prosegue con un affondo sui personaggi leggendari oggetto di metamorfosi e un altro su “eroi ed eroine di Roma antica nel Settecento” (il soggetto), i focus su Leonardo e Michelangelo e Caravaggio (lo stile) e si conclude con le eredità artistiche. Qui l’indizio diventa prova: perché si parla di Giovan Battista Piranesi, ma anche di Bill Viola, David LaChapelle e Fabio Viale – e Souvenir Pietà (Madre) (2018) di quest’ultimo sta pure in copertina.

Valter Curzi – Storie dell’arte per quasi principianti
Skira, Milano 2019
Pagg. 112, € 19
ISBN 9788857240121
www.skira.net

3. UN CONNOISSEUR PANOFSKYANO

Marc Fumaroli – Lire les arts dans l’Europe d’Ancien Régime (Gallimard, Parigi 2019)

Marc Fumaroli è senza alcun dubbio il più fine e celebre studioso vivente di retorica. Ma la passione per le arti visive e la loro storia lo accompagna da decenni e, in qualità di “amatore”, ha pubblicato una quantità di saggi scientificamente fondati e intellettualmente vivaci, seguendo con applicazione il metodo d’indagine iconologico propugnato da Erwin Panofsky. Questo libro di grande formato edito da Gallimard riunisce molti di questi interventi, talora inediti perché affidati a occasioni soltanto orali (una festa a Modena, una conferenza a Washington…), talora pubblicati su cataloghi, riviste specializzate, volumi collettanei. Due i capitoli-contenitori: Barocco e classicismo, con pagine che attraversano l’opera – fra gli altri – dei Carracci e di Rubens, di Guido Reni e di Velázquez; Rocaille e neoclassicismo, con pagine illuminanti su questioni come la Nascita del museo moderno.

Marc Fumaroli – Lire les arts dans l’Europe d’Ancien Régime
Gallimard, Parigi 2019
Pagg. 464, € 65
ISBN 9782072701153
www.gallimard.fr

4. BIGNAMI D’AUTORE

Renato Barilli – Una mappa delle arti nell’epoca digitale. Per un nuovo Laocoonte (Marietti, Bologna 2020)

Dalle avanguardie a oggi in 100 pagine, e con chiarezza cristallina. Discettando pure di Winckelmann e Lessing e Baumgarten. Aggiornando l’opposizione diacronia/sincronia del Laocoonte in favore della presenza o assenza di diegesi. Cioè: possiamo guardare i video d’arte per qualche minuto e poi andarcene. Alzi la mano chi riesce a eguagliare un’impresa del genere, quella portata a termine egregiamente da Renato Barilli.

Renato Barilli – Una mappa delle arti nell’epoca digitale. Per un nuovo Laocoonte
Marietti, Bologna 2020
Pagg. 96, € 10
ISBN 9788821111105
www.mariettieditore.it

5. USA E FASCISMO

Sergio Cortesini – One day we must meet (Johan & Levi, Monza 2019)

Con un certo sgomento si apprende che la frase del titolo, “One day we must meet”, fu pronunciata da Roosevelt a Vittorio Mussolini e riferita al padre di quest’ultimo. Era il 1937 e tanto doveva ancora accadere in Italia, ma tanto era già accaduto. Perché dunque il presidente statunitense la pronunciò? Perché il fascismo ha utilizzato l’arte e l’architettura in funzioni diplomatiche con una sapienza che oggi ci scordiamo, ahinoi. Facendo circolare, in particolare fra 1933 e 1941, non solo – anzi! – le glorie tradizionali della nostra cultura, ma anche e soprattutto l’arte e l’architettura moderne.

Sergio Cortesini – One day we must meet
Johan & Levi, Monza 2018
Pagg. 328, € 28
ISBN 9788860100955
www.johanandlevi.com

6. INSIEME SI VINCE

Lucilla Meloni – Le ragioni del gruppo. Un percorso tra gruppi, collettivi, sigle, comunità nell’arte in Italia dal 1945 al 2000 (Postmedia Books, Milano 2020)

È un affondo preciso sia dal punto di vista spaziale (l’Italia) che temporale (1945-2000) quello portato avanti da Lucilla Meloni nel suo ultimo e recentissimo libro. Le ragioni del gruppo – citazione di un articolo firmato da Giulio Carlo Argan nel 1963 – indaga le formazioni, spesso effimere ma foriere di risultati importanti, di natura artistica che hanno costellato la storia dell’arte italiana dall’epoca delle avanguardie fino ai giorni nostri, passando per i capitoli fondamentali dell’arte cinetica e programmata negli Anni Sessanta (di cui l’autrice è specialista) e per l’ondata di collettivi a forte trazione politica. Si arriva fino all’Osservatorio Nomade. La domanda è: ci sarebbe qualcosa da scrivere sugli ultimi vent’anni o l’individualismo ha preso piede in maniera ormai totalizzante?

Lucilla Meloni – Le ragioni del gruppo. Un percorso tra gruppi, collettivi, sigle, comunità nell’arte in Italia dal 1945 al 2000
Postmedia Books, Milano 2020
Pagg. 320, € 30
ISBN 9788874902545
www.postmediabooks.it

Dati correlati
CuratoriRenato Barilli, Marc Fumaroli, Valter Curzi, Lucilla Meloni
editoriSKIRA, JOHAN & LEVI, POSTMEDIABOOKS
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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.