Fotografia e territorio. Il libro di Dionisio Gavagnin

Attento conoscitore dell’arte dello scatto, Dionisio Gavagnin ha dato alle stampe una ricognizione sul legame tra fotografia e paesaggio.

Francesco Jodice, What We Want, Aral, T51, 2008
Francesco Jodice, What We Want, Aral, T51, 2008

Fini & confini. Il territorio nell’arte fotografica non è un excursus storico-fotografico all’interno della fotografia di paesaggio. Il taglio è tematico, diviso in sette momenti. L’autore è un appassionato di fotografia, un collezionista sui generis, che raccoglie da molti anni opere realizzate con questo linguaggio. Si tratta di Dionisio Gavagnin, laureato negli Anni Settanta in Economia e Commercio, stimato dagli addetti ai lavori come conoscitore raffinato della fotografia. E questo libro (540 pagine con relativamente poche immagini e molto testo), che segue di sette anni Homini & Domini. Il corpo nell’arte fotografica, analizza il rapporto tra fotografia e territorio da un punto di vista tematico, con molte notizie e con un taglio assolutamente personale. L’autore qui si propone di indagare gli approcci al territorio dell’arte fotografica. Territorio inteso come spazio totale, come mondo.
Un primo capitolo, introduttivo, più storico, introduce una serie di trattazioni che hanno per oggetto “L’emergenza della forma”, “Il territorio come-forma-sistema. L’intima adesione di forma e funzione”, sempre “Il territorio come-forma-sistema. Il territorio della globalizzazione”, “Visioni di confine”, “Territori del concettuale. Educare lo sguardo”, “Territori del concettuale. Ricostruzioni”.

Dionisio Gavagnin ‒ Fini & confini. Il territorio nell’arte fotografica (Campanotto Editore, Pasian di Prato 2018). In copertina, Luca Maria Patella, s.t., dal progetto Terra animata, 1967
Dionisio Gavagnin ‒ Fini & confini. Il territorio nell’arte fotografica (Campanotto Editore, Pasian di Prato 2018). In copertina, Luca Maria Patella, s.t., dal progetto Terra animata, 1967

OLTRE IL LIMITE DEI GENERI

Quello di Gavagnin è uno studio che va ben oltre il limite dei generi e che si muove verso problematiche particolarmente attuali, come quella del confine e della globalizzazione.
Un volume in cui la dimensione paesaggistica classica della fotografia è superata da quella più analitica del concetto di territorio, anche in senso contemporaneo. “Intendo usare il termine territorio in un’accezione diversa, come sinonimo di spazio, di uno spazio aperto, senza alcuna discriminazione culturale, senza confini”, afferma Gavagnin. E ci riesce, introducendo il lettore in una serie di questioni che non sempre, volutamente, trovano risposte definitive.
Sempre l’autore specifica che non ha preso in esame l’intera storia della fotografia, ma solo autori e artisti che, a suo avviso, hanno apportato una reale innovazione. Per cui ci muoviamo da Guidi a Basilico, dai Becher a Baltz ad Adams per giungere a Long e Fulton, con un affondo nella contemporaneità con Struth, Gursky, Francesco Jodice, Muntadas.
Interessante l’apertura dell’autore nei confronti di altri ambiti non solo visivi, ma anche letterari e filosofici.
Utile, inoltre, la bibliografia proposta da Gavagnin, che induce a ulteriori viaggi in un territorio assai complesso, fa affrontare con coraggio.

Angela Madesani

Dionisio Gavagnin ‒ Fini & confini. Il territorio nell’arte fotografica
Campanotto Editore, Pasian di Prato 2018
Pagg. 544, € 38
ISBN 9788845616785
www.campanottoeditore.com

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CuratoreDionisio Gavagnin
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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.