La scomparsa di me. Il nuovo romanzo di Gianluigi Ricuperati

È al terzo romanzo, Gianluigi Ricuperati. E l’arte, come di consueto, è ben presente, nel testo e tutto intorno. A partire dalla copertina, che mette in bella mostra un collage di John Stezaker.

Gianluigi Ricuperati, La scomparsa di me (Feltrinelli, 2017)
Gianluigi Ricuperati, La scomparsa di me (Feltrinelli, 2017)

In copertina c’è un collage: due fotografie, due volti sovrapposti. Nulla a che vedere con la tecnica hi-tech del morphing, ma l’effetto perturbante è assicurato comunque, anzi probabilmente ne guadagna. L’autore è John Stezaker – strana figura britannica, classe 1949, con una gran risonanza negli Anni Settata e poi scomparso dai radar del mercato per trent’anni –, l’opera si intitola Marriage LXI ed è del 2010. La courtesy è dell’artista e di The approach, galleria di livello che si può incrociare a fiere come Independent e Frieze.
Questa è, in sintesi, la copertina di La scomparsa di me, terzo romanzo di Gianluigi Ricuperati – che fa seguito a Il mio impero è nell’aria (2011) e a La produzione di meraviglia (2013).

EVVIVA IL PARATESTO

Ma l’arte non si respira soltanto in copertina. Per chi ami gli apparati paratestuali, qui c’è una miniera: la foto dell’autore sull’aletta è scattata da Sebastiano Pellion di Persano, figlio del mitico fotografo d’arte Paolo e lui stesso talentuoso documentatore/ricercatore nell’ambito dell’immagine.
E se la quarta di copertina riporta gli “strilli” di Valerio Magrelli e Hans-Ulrich Obrist, le ultime pagine del libro contengono un disegno – man mano zoomato – di due mani realizzato da Emiliano Ponzi.

Gianluigi Ricuperati. Photo Edoardo Pelucchi
Gianluigi Ricuperati. Photo Edoardo Pelucchi

IL PROTAGONISTA GALLERISTA

Detto tutto questo, facilmente ci si può immaginare che l’arte non sia assente dalla trama (e dall’ordito) del libro stesso, dalla sua storia. E infatti il protagonista, che è un protagonista non-morto, nella sua vita tripartita è (stato) anche un gallerista (“Non dava mai indirizzi precisi per le sue performance. […] Non si girava mai. Non guardava mai in basso. […] Ma su quella divisa di fibre ottiche che indossava, Louis, l’artista più cialtrone e talentuoso di un’intera generazione fatta di brandelli, era riuscito a cucire diversi gradi di simpatia incontrollabile”).
Ora, invece, è in un territorio inaudito, e l’intero libro potrebbe essere interpretato come una delicatissima elaborazione del lutto del tatto.

– Marco Enrico Giacomelli

Gianluigi Ricuperati – La scomparsa di me
Feltrinelli, Milano 2017
Pagg. 240, € 16
ISBN 9788807032295
http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/la-scomparsa-di-me/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #36
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CuratoreGianluigi Ricuperati
EditoreFELTRINELLI EDITORE
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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.