A Parma la storica enoteca Tabarro celebra 20 anni con una mostra di tutte le sue locandine
Ecco la storia dell’enoteca di Parma che mette in mostra le sue locandine delle origini e più attuali, disegnate dai grafici coinvolti nel corso degli anni per rappresentarne gli eventi più particolari
Il Tabarro non è solo un’enoteca di Parma che da 20 anni serve vini, formaggi e salumi di altissima qualità, ma è soprattutto un luogo comunitario, dell’anima e della creatività. Fino al 3 dicembre 2025 mette in mostra le sue locandine storiche e attuali, disegnate dai grafici che ha coinvolto nel corso degli anni per gli eventi più particolari: serate di degustazione, feste musical-danzanti, cene speciali. “Questa mostra è un ‘gesto naturale’ che vogliamo donare a tutti per celebrare 20 anni di grandi idee per ‘imprese’ tutto sommato piccole, ma sempre contraddistinte da un’incontenibile passione”, spiega il suo fondatore Diego Sorba che nel 2023 ne ha ceduto la gestione all’ex collaboratore e amico Marco Tecchia.
La storia del Tabarro di Parma
Nel 2005 Sorba apre questo “posto di ristoro con mescita e dispensa” nella centralissima Strada Farini per offrire ai suoi clienti un senso di casa, di ospitalità vera e profonda. Ne cura ogni dettaglio e lo riempie di libri, oggetti, sculture, vini. Anche la scelta di dare al locale il nome di un antico indumento è mirata a far rivivere le osterie di un tempo, e si rispecchia nello stile e nella grafica. “Un bel giorno mi imbattei nella locandina dell’atto unico IL TABARRO di Giacomo Puccini”, continua l’oste, “e scoprii questo font straordinario, copiato di sana pianta e presto riproposto in lettere di metallo siliconate sull’ architrave in testa alla porta-vetrata d’ ingresso di questa Osteria”.
L’amore per la grafica del Tabarro
Dalla ricerca del logo partirà poi l’amore per la grafica che accompagnerà tutta l’attività del locale, tesa a esprimere un “bagaglio culturale, un modo di essere, una visione delle cose”. Visione che ora questa esposizione vuole restituire su uno dei tre piani stretti e allungati del Tabarro, disposto seguendo il bancone, suo elemento centrale. “Questa mostra è stata allestita sulle pareti, ma anche con cinque bacheche sui tavoli del nostro locale che servono anche a dare da bere e mangiare dalle 18 in poi”, ci spiega Sabrina Chavez che ora gestisce il locale insieme al marito Marco Tecchia.

La mostra di locandine storiche del Tabarro
Queste cinque bacheche sono dunque un compendio di tutta la storia grafica del Tabarro. Si va dalle origini della silhouette dell’uomo con il tabarro, (Oreste, la mascotte del locale) disegnata da Arnaldo Upali (Parma, 1974), marito della sorella dell’oste Benedetta Sorba, l’architetto che nel 2005 ha disegnato gli interni del locale e seguito i lunghissimi lavori di ristrutturazione; alle locandine “più facili” realizzate dallo stesso Diego Sorba, alle grafiche “scritte” del collaboratore storico Andrea Maestri (Parma, 1983). Insieme creano anche progetti fantasiosi come la schedina di degustazione del Totocalcio, la caccia al tesoro del Primo Maggio, il Cambio della Guardia, La Presa della Bottiglia. Fino ai manifesti per l’osteria temporanea allo SponzFest, su invito di Vinicio Capossela.
La mostra di locandine attuali del Tabarro
Finché nel 2021 Maestri lascia il Tabarro e ne prende il posto Manuele Altieri (Eboli, 1989), “disegnatore, paroliere, agitatore culturale su discipline multiple (dalla comunicazione, alla musica, alla cucina, e oltre), in sintesi un autentico conglomerato umano di sensibilità e inquietudine, è arrivato a me attraverso gli straordinari lavori che ha sempre svolto per conto del Barezzi Festival”. Di lui sono in mostra i lavori più significativi: dalle “gite scolastiche” con gli annessi “gemellaggi” con alcuni locali d’Italia alla locandina del diciannovesimo compleanno del Tabarro. Infine, nuovi punti di vista sulla comunicazione grafica e nuovi autori entrano in scena col cambio di gestione: Alessandro Canu (Lagos – Nigeria, 1988) dal tratto diviso tra suggestioni da Africa subsahariana e Albrecht Dürer, e Luca Mascherpa (Breno – Valle Camonica, 1987), firma della locandina del Ventennale. “A loro affidiamo le nostre vetrine, e qualche spazio strategico dei nostri muri e delle nostre porte. Di sicuro ne vedremo tante altre, e tutte molto belle, con grande gioia e prestigio della nostra Collezione”.
Tabarro Shootings
E dal 6 dicembre sarà già tempo di inaugurare una nuova mostra, Tabarro Shootings (che si protrarrà fino al 13 gennaio 2026), alla presenza “dei Maestri di Arte Fotografica che in questi 20 anni hanno contribuito con le loro opere a rendere più belle le pareti della nostra Osteria e attraverso il loro sguardo ci hanno insegnato, da fuori e da dentro, a guardarci allo specchio”. In occasione del vernissage, dalle 18.30, saranno presentati il catalogo di Tabarro Printings e tre etichette d’autore in serie numerata “pensate per il Tabarro dall’amico Ettore Favini“.
Claudia Giraud
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