All’Ape Museo di Parma una mostra sulle assicurazioni. Opere, manifesti e documenti

Una mostra originale e curiosa mette al centro le assicurazioni per tracciarne la storia attraverso un centinaio di manifesti firmati dai migliori artisti dell’epoca, testimonianze documentarie e antichi volumi. Dall’arte grafica alla società, fino alla comunicazione d’impresa.

Ape Museo, Onde Evitar Tegole
Ape Museo, Onde Evitar Tegole

Un omino tutto nero passeggia tranquillo, ignaro del fatto che sulla sua testa si sta abbattendo una tegola. Le conseguenze saranno certamente drammatiche poiché, come l’autore di quell’immagine fa capire esplicitamente, l’omino non è assicurato contro gli infortuni. Stiamo parlando del manifesto disegnato nel 1935 circa da Federico Senecae assurto a simbolo della mostra dedicata alla storia del fenomeno assicurativo. Il progetto è nato da un’idea del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma e, per realizzarla, è stata coinvolta la Fondazione Mansutti, un’istituzione che, grazie alla passione del suo omonimo fondatore Francesco, raccoglie un notevole patrimonio di volumi, periodici, polizze, documenti, oggetti e ben 400 manifesti pubblicitari tra cui, appunto, quello di Seneca. 

GLI ARTISTI COINVOLTI 

Tra le opere esposte, vi sono affiche sdi fine Ottocento che ancora richiamano i modelli stilistici accademici e rassicuranti, ma nel giro di pochi anni il design della comunicazione pubblicitaria si emancipa dalla pittura e sviluppa un proprio linguaggio autonomo, complici anche – e citiamo tra le rarità un esemplare disegnato da Umberto Boccioni– artisti straordinari e notissimi, da Alfons Mucha con le sue linee spiccatamente Liberty a Marcello Dudovich, che attraversa il Novecento lasciando un’impronta raffinata e sempre originale, poi il parmigiano Erberto Carboni, il romano Gino Boccasile e arrivare infine a Ugo Nespolo, che nell’ultima sala propone una serie dedicata alla Legge dei Grandi Numeri del matematico svizzero Jakob Bernoulli (statistica, calcolo delle probabilità & co. sono ovviamente fondamentali per l’universo delle assicurazioni). 

NON SOLO MANIFESTI

La ricca esposizione di manifesti datati fino agli anni ’70 del Novecento, è però solo uno degli aspetti di Ond’evitar tegole in testa!: la mostra infatti ripercorre la nascita e lo sviluppo delle assicurazioni a partire dalle origini che, a sorpresa, si collocano nelle città mercantili italiane della metà del Trecento, in particolare Firenze e Genova. Furono i mercanti a inventarsi le prime soluzioni per scongiurare i rischi connaturati ai commerci via mare – le tempeste, gli incidenti, ma anche i pirati e i corsari – stipulando dei primitivi contratti in base ai quali altri mercanti garantivano un risarcimento dei danni a fronte di un premio. Per documentare la lunga storia delle assicurazioni italiane e straniere, la Fondazione Mansutti ha estratto dai suoi archivi delle preziose testimonianze – su tutte, la polizza di assicurazione più antica stilata da un notaio genovese nel 1343, un manoscritto di San Bernardino da Siena del 1470, un volume dell’Ars conjectandi di Bernoulli, alcuni contratti relativi alla vita degli schiavi – oltre a strumenti di navigazione, orologi-salvadanai e interessanti, quanto sconosciute, “targhe incendio” che servivano a indicare ai pompieri privati, assunti dalle singole compagnie assicurative, dove intervenire in caso di incendio. Non mancano polizze curiose, come quelle stipulate da Ernest Hemingway e Marilyn Monroe.

LA VITA, IL LAVORO, LA SOCIETÀ

Nelle sale del palazzo parmigiano che fino a pochi anni fa era sede della Banca d’Italia, il percorso consente molteplici livelli di lettura, da quello storico-artistico individuato mediante i manifesti a uno più ampio che delinea i profondi cambiamenti sociali e antropologici intercorsi tra la fine dell’Ottocento e gli anni successivi al boom economico novecentesco. Attraverso il focus assicurativo si seguono le vicende di società basate sull’agricoltura e sui commerci via mare, per poi prestare sempre maggior attenzione alla tutela della vita, quindi fare la sua comparsa l’automobile, fino a giungere all’attacco al Worid Trade Center del 2001 che cambiò la prospettiva di un’intera civiltà, comprese le assicurazioni che furono pesantemente colpite dal punto di vista finanziario. 

– Marta Santacatterina

Ond’evitar tegole in testa! Sette secoli di assicurazione
Fino al 15 gennaio 2020
A cura di Marina Bonomelli e Claudia Di Battista
APE Parma Museo
Via Farini 32/A

www.apeparmamuseo.it

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.