La vita e l’opera di Mies van der Rohe in una graphic novel

Quasi duecento pagine di storia a fumetti per raccontare Ludwig Mies van der Rohe, uno degli architetti più importanti del Novecento. L’autore è lo spagnolo Agustín Ferrer Casas e la prefazione la firma nientemeno che Norman Foster

Agustín Ferrer Casas - Mies
Agustín Ferrer Casas - Mies

Ludwig Mies van der Rohe (1886 – 1969) è uno degli architetti più influenti del Ventesimo secolo. Autore di edifici iconici come il padiglione tedesco per l’Esposizione Universale di Barcellona del 1929 e il Seagram Building di New York (progettato con Philip Johnson nel 1958), il maestro del Modernismo viene quest’anno celebrato nel mondo con molte iniziative nel cinquantenario della sua scomparsa. Tra queste, spicca la pubblicazione di Mies, una graphic novel realizzata dall’illustratore spagnolo Agustín Ferrer Casas. Il volume, pubblicato dalla spagnola Grafito Editorial, è composto da 176 pagine che ripercorrono la vita dell’architetto tedesco, con tutti gli eventi chiave che l’hanno segnata: dall’esperienza del Bauhaus alla fuga dalla Germania nazista, fino alla sua attività negli Stati Uniti, svolta soprattutto nella città di Chicago.

UNA BIOGRAFIA ROMANZATA

“Si tratta di una biografia romanzata”, spiega Ferrer Casas, “ed è basata su numerosi altri scritti di altri autori oltre che di Mies stesso. Parlo di fiction perché in questo libro ho cercato non soltanto di mostrare il suo lavoro, ma soprattutto la sua vita, la sua personalità. Tutto quello che lo ha reso un grande architetto e cosa ci ha lasciato con la sua ambizione a costruire”.
Il celebre architetto britannico Norman Foster, che ha scritto la prefazione del volume, definisce Mies van der Rohe “uno dei pochi architetti del Ventesimo secolo che ha contribuito a plasmare l’architettura del presente e probabilmente anche quella del futuro”. Non mancano i complimenti all’autore, che ha disegnato ma anche scritto la storia: “Le narrazioni che ci sono dietro ai progetti, incluse le parti sulla sua carriera di insegnante e di architetto praticante, sono in grado di fornire un ritratto elegante e arguto nel formato eccellente del fumetto”.

UNA TENDENZA INTERESSANTE

La graphic novel Mies è solo l’ultima in ordine di tempo in una serie sempre crescente di pubblicazioni di questo genere. Il formato del fumetto, infatti, viene utilizzato molto spesso per raccontare le vite di personaggi famosi. Basti pensare, solo per restare in campo artistico, alle recenti pubblicazioni illustrate dedicate ad Artemisia Gentileschi, Caravaggio, Andy Warhol e Yayoi Kusama.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

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