La “sostanza densa” nel nuovo fumetto di Tommy Gun

“Sostanza Densa” è l’ultimo volume pubblicato da Progetto Stigma, l’etichetta creata dal compianto AkaB e supportata da Eris Edizioni. Una storia distopica che alterna i colori e il bianco e nero per raccontare gli angoli più bui dell’umanità.

Stefano, Andrea, Laura e la piccola Sara vivono in un mondo informe e devastato da tempo da un mostro che distrugge qualsiasi cosa. Sono questi i presupposti narrativi di Sostanza Densa, libro a fumetti scritto e disegnato da Tommy Gun. L’autore fa parte dell’associazione Ratatà e del collettivo artistico Uomini nudi che corrono, ha collaborato con diverse testate e varie realtà editoriali indipendenti, e approda su Progetto Stigma con una storia di forte impatto, che si presenta in un elegante volume di grande formato.

IL MONDO SENZA ANTENNA

La storia narrata in Sostanza Densa parte dalla scomparsa di Antenna, una sorta di supereroe in grado di tenere testa al mostro blu che terrorizza il mondo: si racconta che Antenna, da bambino, espresse un desiderio alla “sostanza”, e che quel desiderio fu esaurito. Antenna è l’eroe mondiale, a cui si affidano adulti e bambini per salvarsi dall’apocalisse. Ma il supereroe è scomparso nel nulla: le persone e i media aspettano che torni e si chiedono dove sia.
La storia si svolge tutta nell’arco di poche ore, in cui il mostro arriva in città e stravolge ogni cosa. Tuttavia, se da un lato la popolazione percepisce questa forza come distruttiva, dall’altro gli si affida sperando che questa possa esaudire i propri desideri. E infatti tutti vengono addestrati, fin da piccoli, a formulare nel modo corretto ciò che più desiderano, in modo da essere risparmiati dal massacro.

Tommy Gun - Sostanza densa (Progetto Stigma, 2020)
Tommy Gun – Sostanza densa (Progetto Stigma, 2020)

LA DISUMANIZZAZIONE DELL’UMANO

Come in molte narrazioni distopiche, l’umanità degenera col precipitare delle situazioni: l’informità del mostro va di pari passo con l’impossibilità di avere delle certezze e affidarsi a valori socialmente accettati. Il percorso dei personaggi è emblematico di ciò, ma lo è soprattutto il contesto all’interno del quale l’autore li fa muovere. La comunità è una massa di deformi, uomini nudi di fronte al dirompere della sostanza che li può distruggere da un momento all’altro. In una situazione costantemente in bilico, vengono meno le regole umane e sociali: in Sostanza Densa c’è un unico elemento di normalità che resiste, ovvero l’amore di una madre nei riguardi della propria figlia. E, quando la situazione si fa drammatica e senza un eroe a cui affidarsi, in molti cadono.

I COLORI E IL BIANCO E NERO

Le tavole attraverso cui Tommy Gun tratteggia la sua storia alternano parti realizzate a colori – che corrispondono al presente – e pagine in bianco e nero per i flashback dei personaggi.
I protagonisti sono fortemente marcati nelle loro espressioni, risultando al tempo stesso molto credibili. Il grande formato, inoltre, rende merito alla struttura di alcune tavole, in particolar modo di quelle a colori, e dà maggiore risalto alle convincenti espressioni degli “attori” coinvolti. Sostanza Densa è, in conclusione, un racconto al cardiopalma da leggere tutto d’un fiato e che ci offre, nelle pagine finali, un’amara quanto concreta verità.

Simona Di Rosa

Tommy Gun – Sostanza Densa
Progetto Stigma, 2020
Pagg. 128, € 23
ISBN 9788898644773
www.progettostigma.com

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Simona Di Rosa
Classe 1994, legge e scrive da che ne ha memoria. Laureata in Lettere e specializzata in Pubblicità, nel 2013 ha co-fondato ALT!, associazione di promozione culturale e autoproduzione di artbook e storie a fumetti. Con ALT! ha organizzato numerosi incontri con gli autori, presentazioni di libri e mostre, e ha curato la prima esposizione di tavole a fumetti alla Reggia di Caserta. Lavora come web editor a Napoli e nel tempo libero scrive di libri, fumetti e marketing digitale in giro per Internet.