HA APPENA ESORDITO IN LIBRERIA “I GATTI DEL LOUVRE”, SUBLIME OPERA A FUMETTI DI TAIYO MATSUMOTO. UN CAPOLAVORO DAL CUORE EUROPEO CHE SPIEGA PERCHÈ MATSUMOTO VA ORMAI ANNOVERATO TRA I GRANDI DEL FUMETTO INTERNAZIONALE.

Lo scorso anno il 46esimo Festival d’Angoulême ne ha celebrato i trent’anni di carriera con una magnifica mostra confluita poi in un volume intitolato Taiyo Matsumoto – Dessiner l’enfance. Emerso alla fine degli Anni Novanta grazie a un fumetto di culto, Tekkonkinkreet – Soli contro tutti (1993), addirittura trasformato in film d’animazione dall’americano Michael Arias, Taiyo Matsumoto è tutto fuorché il classico disegnatore di manga. Come artista è riuscito a inventarsi una stravagante dimensione espressiva che lo tiene al riparo dai ritmi e dalla pressione dell’industria editoriale nipponica. Una dimensione creativa in cui la libertà è il tratto principale del suo pacato DNA a fumetti.

UN MANGAKA IN SALSA FRANCESE

Non occorre essere intenditori per indovinare nel suo stile di disegno una fratellanza emotiva con l’Europa, e in particolare la Francia. Una vicinanza che di solito si riscontra non soltanto nel suo modo di disegnare, ma anche nella delicatezza delle anime umane (e non solo quelle) che tiene in custodia nelle vignette. Perché in un fumetto è importante come ti muovi, ma è certo più importante come parli. E i personaggi di Matsumoto parlano cool, senza vantarsene troppo.
La passione del fumettista per la Francia deriva da un soggiorno a Parigi avvenuto oltre vent’anni fa, occasione per approfondire la conoscenza dei lavori di Moebius (al secolo Jean Giraud) e confrontarli con i fumetti dell’altro suo idolo di allora: Katsuhiro Otomo. Perché, come loro, anche Matsumoto sognava di diventare un pioniere. Da allora, per nostra fortuna, anche in Italia sono giunti alcuni dei suoi lavori più belli: Sunny, Tekkonkinkreet, Ping Pong e Gogo Monster.

Taiyo Matsumoto – I Gatti del Louvre (J Pop, Milano 2020)
Taiyo Matsumoto – I Gatti del Louvre (J Pop, Milano 2020)

UN’OPERA CORALE

J-Pop pubblica ora I Gatti del Louvre. Un’opera corale in cui si raccontano storie di umani e pelosi. Il centro del loro mondo è appunto il celebre museo parigino: durante il giorno affollato di ordinari visitatori arrivati da ogni angolo del mondo, di notte teatro invece di straordinari imprevisti (due ragazzini in giro per le stanze del museo oltre l’orario di chiusura) e di perlustrazioni dove i sensi giocano un ruolo importante. Occhi e orecchie ben tese: “Hai mai sentito la voce dei dipinti?”, chiede a un certo punto il vecchio Marcel. Nel frattempo, alcuni ospiti pelosi ben nascosti nel museo raccontano le loro storie. Storie di gatti guardinghi, troppo vecchi o troppo inferociti per colpa della vita bastarda. E a vegliare su tutti loro c’è sempre il Louvre, con i suoi dipinti e le sue sculture…

CON UN PIZZICO DI AMAREZZA

In I Gatti del Louvre Taiyo Matsumoto è alle prese con una fiaba che ha per protagonista il tempo che scorre via. Un nemico inesorabile per gli umani, e per i pelosi, contro il quale l’unico incantesimo a disposizione sembra proprio esistere all’interno del museo.
Come nelle opere precedenti del disegnatore, anche qui si vive sospesi tra realtà e fantasia in una dimensione in cui l’età adulta guarda all’infanzia con sguardo ora smarrito ora nostalgico ora amaro. Ma si deve tirar dritto, andare avanti, dice Matsumoto. Un messaggio che già i suoi fumetti sportivi avevano reso un interessante manifesto di vita. La visione che il fumettista traduce è fatta di passaggi lievi, da una vignetta all’altra, da una situazione che ha per protagonisti i custodi del museo e poi improvvisamente arriva ai pelosi inquilini del Louvre. C’è posto per tutti in questo splendido fumetto interamente a colori (grazie alla collaborazione di Isabelle Merlet), perfino per un ragnetto con un bel paio di occhiali da sole. E c’è posto per i dipinti, che non invecchiano mai e che con saggezza Matsumoto trasforma in portali per un “altrove” dove le storie raccontate potrebbero continuare in un viaggio senza fine.
I Gatti del Louvre ripropone lo stile immediato ed elegante di Matsumoto, senza servirsi di giochi di prestigio visivi, ma dove ogni singola cosa ed evento arriva dal mondo reale per trovare una seconda occasione nella vignetta.

Mario A. Rumor

Taiyo Matsumoto – I Gatti del Louvre #1
J-Pop, Milano 2020
Pagg. 200, € 20
ISBN 9788832757064
www.j-pop.it

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AutoreTaiyō Matsumoto
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Mario A. Rumor
Ha scritto di cinema e televisione per Il Mucchio, Empire Italia, Lettera43, Just Cinema e numerose altre riviste italiane e inglesi, tra cui Protoculture Addicts, TelefilmMagazine, Retro, Widescreen, DVD World, ManGa!, Scuola di Fumetto e Leggere:Tutti. Con Weird Book ha collaborato al volume “Joe Dante. Master of Horror” con un saggio su Gremlins, e pubblicato le monografie “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata” (2019, seconda edizione), “Osamu Dezaki. Il richiamo del vento” (2019). È inoltre autore di “Tōei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese” (Cartoon Club, 2012), “Created By. Il nuovo impero americano delle Serie Tv” (Tunué, 2005) e “Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze” (Tunué, 2005). Vincitore nel 2015 del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del libro” e del premio speciale Casse Rurali Valli di Primiero e Vanoi nell’ambito del prestigioso premio letterario “Grenzen-Frontiere”.