L’Ippocampo torna in libreria con una sontuosa graphic novel de “Il Mahabharata”, di Jean-Claude Carrière e Jean-Marie Michaud. Saga epica in cui Oriente e Occidente si incontrano in un tripudio di colori, decine di personaggi e prodigi narrativi.

Prima di raggiungere la “reincarnazione” in forma di portentoso fumetto di oltre 400 pagine, Il Mahabharata di Jean-Claude Carrière è stata una celeberrima opera teatrale della durata di nove ore, diretta da Peter Brook al Festival d’Avignon nel 1985. Successivamente ne è stata fatta una riduzione cinematografica con le medesime proporzioni, sempre firmata da Brook nel 1989 e interpretata dal nostro Vittorio Mezzogiorno. A occhio, per lo scrittore e sceneggiatore francese, che nel corso della sua carriera ha pure incrociato artisti quali Luis Buñuel e Jean-Luc Godard, l’epico poema indiano deve essere sembrato quasi una magnifica ossessione. In realtà esso ha avuto piuttosto l’aspetto di una nobile missione: far conoscere al grande pubblico quel testo, quindici volte più esteso della Bibbia e ricchissimo di immagini ed epos, e del quale egli è indiscutibilmente sommo conoscitore. Un interesse, quello di Carrière, iniziato circa quarant’anni fa e mai smorzato. Il Mahabharata lui lo ha fatto rivivere numerose volte, e in forme artistiche differenti. Tra queste, il recente fumetto realizzato a quattro mani con Jean-Marie Michaud e pubblicato da L’Ippocampo, al suo debutto con i balloon.

UN’OPERA UNIVERSALE

Il Mahabharata è il poema epico più lungo al mondo, scritto in sanscrito a partire dal IV secolo avanti Cristo e rimaneggiato più volte nel corso della sua esistenza. Un’opera universale in cui si parla di religione, morale, politica, cosmologia e tanto altro: un grande poema del mondo in cui appaiono decine di personaggi principali – compreso Krishna, incarnazione di un dio in terra – e i numerosi avatar di quegli stessi personaggi ma presentati con nomi diversi.
Per farla breve, la storia è questa: circa cinquemila anni fa, il vecchio Vyasa è sul punto di completare un poema che ha composto e in cui ha narrato la nascita, la vita e le guerre dei suoi antenati. Siccome il vecchio non sa scrivere, ha bisogno di qualcuno che lo faccia per lui, ed ecco arrivare Ganesha con la sua inconfondibile testa di elefante a incaricarsi del compito. Il viaggio indietro e avanti nella storia degli uomini e del mondo ha così inizio.

Jean Claude Carrière & Jean Marie Michaud – Il Mahabharata (L'Ippocampo, Milano 2019)
Jean Claude Carrière & Jean Marie Michaud – Il Mahabharata (L’Ippocampo, Milano 2019)

LA RIVISITAZIONE A FUMETTI

Tre anni sono serviti a Michaud per tradurre in vignette l’opera teatrale di Carrière. A entrambi gli autori va eterna gratitudine per aver reso più accessibile un’opera monumentale e intricata nelle sue diramazioni dinastiche, senza tuttavia privarla dell’originale fascino e del lascito spirituale. Il Mahabharata a fumetti non è un conveniente bignami letterario, ma un mondo altro da avvicinare con curiosità.
Lo scrittore Carrière, come a teatro, ha operato una scelta importante rinunciando alle vicende marginali e concentrandosi sui fondamentali dell’epica indiana, quasi come un aedo dei giorni festivi. Michaud ha invece visualizzato i tanti personaggi rendendone più agevole al lettore la riconoscibilità, diminuendo così ogni rischio di smarrirsi nel lungo cammino che racconta la burrascosa contrapposizione dei due clan cugini Pandava e Kaurava.
In questa ambiziosa impresa, il fumettista si è scelto un ruolo da diplomatico nel trovare un accomodamento grafico che guarda sia a Oriente che a Occidente. Lodevole soprattutto l’esigenza di immaginare un mondo di cui non si ha documentazione e quindi bisognoso di interpretazioni ‒ a partire dai costumi dei protagonisti portati sulla carta, con il medesimo istinto che a teatro servì alla costumista Chloé Obolenski al servizio dell’opera di Brook.
Con autorevolezza, Jean-Marie Michaud accosta inoltre il suo tratto suadente a un uso dei colori davvero magnifico. Da non sottovalutare il tema di fondo de Il Mahabharata che non figura tra quelli messi in disparte da Carrière. Anzi sembra lì apposta a ricordare la pericolosa influenza dell’uomo sul pianeta in cui viviamo e che nell’opera originale è trattato alla stregua di un personaggio. Anche a fumetti, insomma, Il Mahabharata è un prodigioso racconto del mondo da dove, senza più gli antichi dei a vegliare su di noi, l’umanità ha iniziato il suo percorso solitario e accidentato.

Mario A. Rumor

Jean-Claude Carrière & Jean-Marie Michaud – Il Mahabharata
L’Ippocampo Edizioni, Milano 2019
Pagg. 440, € 29,90
ISBN 9788867224470
www.ippocampoedizioni.it

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Mario A. Rumor
Ha scritto di cinema e televisione per Il Mucchio, Empire Italia, Lettera43, Just Cinema e numerose altre riviste italiane e inglesi, tra cui Protoculture Addicts, TelefilmMagazine, Retro, Widescreen, DVD World, ManGa!, Scuola di Fumetto e Leggere:Tutti. Con Weird Book ha collaborato al volume “Joe Dante. Master of Horror” con un saggio su Gremlins, e pubblicato le monografie “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata” (2019, seconda edizione), “Osamu Dezaki. Il richiamo del vento” (2019). È inoltre autore di “Tōei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese” (Cartoon Club, 2012), “Created By. Il nuovo impero americano delle Serie Tv” (Tunué, 2005) e “Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze” (Tunué, 2005). Vincitore nel 2015 del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del libro” e del premio speciale Casse Rurali Valli di Primiero e Vanoi nell’ambito del prestigioso premio letterario “Grenzen-Frontiere”.