Il “ritorno” del fumettista Dino Battaglia. Una mostra a Città di Castello

Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, Città di Castello ‒ fino al 3 novembre 2019. Nelle sale di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio è in corso la più estesa mostra dedicata a Dino Battaglia. Per l’occasione l’allievo “spirituale” Corrado Roi ne ha ripreso e completato l’ultima storia, rimasta incompiuta per la scomparsa dell’autore, avvenuta nel 1983.

L'ultima vignetta di Dino Battaglia
L'ultima vignetta di Dino Battaglia

I gabbiani ad ali spiegate, inconfondibili, escono con delicatezza dal riquadro della vignetta; e poi le sagome delle abitazioni coi camini appuntiti ma, soprattutto, la nebbia: è l’ultima illustrazione di Dino Battaglia, nome indelebile per la storia e per l’evoluzione del fumetto.
In quella precisa vignetta, col suo paesaggio silente sullo sfondo dei docks sul Tamigi, la vita di Battaglia si interruppe insieme a quella del suo ultimo personaggio, l’ispettore Coke, investigatore di Scotland Yard alle prese con delitti e mostri generati dall’inconscio di una Londra di primo Novecento, votata più alla nascente tecnologia che ai rapporti umani.
Oggi quella storia, dal titolo Il mostro del Tamigi, riprende il suo corso grazie all’idea dell’editore e appassionato Pietro Alligo, il quale, in accordo con il figlio di Battaglia, ha trovato in Corrado Roi (e nello sceneggiatore Bepi Vigna) l’uomo giusto per disegnare il soggetto originale scritto dall’artista e dalla moglie Laura nel 1983, e concludere così la storia lasciata incompiuta 36 anni fa.

IL VOLUME E LA MOSTRA

La storico avvicendamento è da questo mese sulle pagine del volume edito da Lo Scarabeo, che mantiene il titolo de Il mostro del Tamigi ed è stato presentato nella cornice della più estesa mostra mai dedicata a Dino Battaglia: un’esposizione di 320 tavole dal titolo La perfezione del grigio tra sacro e profano, curata dallo stesso Alligo e promossa dall’Associazione Tiferno Comics, lungo le sale affrescate del cinquecentesco Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, a Città di Castello.
Ogni stanza racchiude una fase della carriera di Battaglia, a partire dal fumetto popolare e per ragazzi inaugurato nell’immediato dopoguerra e sviluppato negli Anni Sessanta ‒ specialmente sul Corriere dei Piccoli ‒, per passare alla grande fase delle riduzioni letterarie ‒ da Maupassant a Manzoni, da Poe a Lovecraft; e poi ancora uno straordinario Moby Dick del 1967, fino alle rivisitazioni in chiave inaspettata e a volte grottesca di testi biblici e vite di Santi.

Dino Battaglia. Un uomo, un'avventura
Dino Battaglia. Un uomo, un’avventura

L’INNOVAZIONE DI BATTAGLIA

Nel percorso del palazzo rinascimentale, sotto gli affreschi movimentati e coloratissimi di Prospero Fontana, le celebri atmosfere della mezzatinta di Battaglia raccontano l’uso innovativo e rivoluzionario che egli fece della “pagina”: intesa non più come un mero contenitore di vignette e strisce in successione, diventò con l’autore veneziano elemento ritmico e a sé stante, che poteva “muovere” ambienti e personaggi in inedite direzioni, modulandone la luce e il concetto stesso di narrazione, fino a far entrare il fumetto nel vero ambito pittorico.
L’ultima stanza è proprio quella delle tavole dell’Ispettore Coke, creato all’alba degli Anni Ottanta e antesignano di molti antieroi della squadra Bonelli ‒tra cui soprattutto Dylan Dog ‒, in una carrellata di tavole che dalle originali di Battaglia giunge fino alle nuove di Roi, che di Dylan Dog è uno degli illustratori più longevi e riconoscibili.
L’ispettore mantiene i suoi baffi ben curati e la sua tenuta da gentleman disilluso, e con lui la Londra diafana dell’originale riprende vita nei cunicoli, nei sotterranei, nei moli che tornano ancora una volta, e magistralmente, “regno del grigio”.

Giuseppe Sterparelli

Dino Battaglia, Bepi Vigna, Corrado Roi – Il mostro del Tamigi
Lo Scarabeo, Torino 2019
Pagg. 64, € 18
ISBN 9788865276389
https://shop.loscarabeo.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giuseppe Sterparelli
Curatore indipendente e documentarista. Attento a uno storytelling che nasca sempre da fonti reali, ha diretto vari progetti culturali nel campo delle arti visive, della musica e della poesia contemporanea. Laureato in DAMS a Bologna, ha collaborato con l’Università italiana per stranieri, UCLA e Trinity College Dublino. Ha raccontato Luca Signorelli, Alberto Burri e Nuvolo (per il canale Sky Arte HD), visti dalla prospettiva di un comune ambiente di origine: l’Alta Valle del Tevere, al confine tra Umbria e Toscana.