Fantagraphic. La Divina Commedia secondo Go Nagai

In un sontuoso volume di 600 pagine J-Pop pubblica la “Divina Commedia” immaginata da Go Nagai. Incontro magistrale tra la rockstar di manga e anime e un caposaldo della letteratura.

Go Nagai - La Divina Commedia (J-POP, 2019)
Go Nagai - La Divina Commedia (J-POP, 2019)

Da un particolare punto di vista, La Divina Commedia di Go Nagai segna l’avvio di molti degli interessi fumettistici del celebre disegnatore. Pubblicato dall’editore Kodansha nel 1994, e oggi edito da J-Pop in un singolo volume di 700 pagine unico al mondo, il manga di Nagai è l’apoteosi di un percorso che per il creatore di Devilman, Mazinga e molti altri titoli di culto era iniziato già negli Anni Settanta.
Giovanissimo, Nagai legge una versione della Commedia (che in Giappone è nota come Shinkyoku, cioè “Canto Divino”) con le illustrazioni di Gustave Doré. Una vera e propria perturbazione che mette sottosopra il destino artistico di Nagai.
Quando nel 1968 si fa un nome con l’irriverente Harenchi Gakuen (La scuola senza pudore), Kodansha gli chiede un fumetto che inauguri il settimanale Bokura Magazine. Negli angoli più remoti del cervello di Nagai l’idea è già lì. Ma anziché pensare a un adattamento della Commedia, egli sceglie di raccontare la storia dal punto di vista dei demoni. Che sono buoni, mentre Dio no. Nasce così Mao Dante, manga dall’infelice destino editoriale, che però condurrà alla genesi del celebre Devilman (1971). Sono questi i preliminari di un mondo mostruoso e virulento, costruito guardando sia alla tradizione dantesca classica ma anche a quella greco-romana, in cui buoni e cattivi subiscono lo sgambetto da parte di Nagai pur di sorprendere il lettore.

Go Nagai - La Divina Commedia (J-POP, 2019)
Go Nagai – La Divina Commedia (J-POP, 2019)

LETTERATURA CLASSICA EUROPEA IN SALSA MANGA

Per un fumettista non è cosa da tutti i giorni trasformare in vignette la Divina Commedia di Dante Alighieri. Per il mondo dei fumetti giapponesi, invece, è faccenda ordinaria.
Quella di Nagai è forse la sua opera più ambiziosa, ma di certo non rappresenta l’eccezione. Più che adattamenti fumettistico-letterari, si dovrebbe parlare in effetti di opere dal chiaro intento didascalico. Un filone scaturito alla fine degli Anni Ottanta in Giappone e ancora oggi ben frequentato. Lo stesso Nagai nel 2000, in aggiunta alla “sua” monolitica Commedia, ne realizza una versione per Kodansha intitolata Nagai Go no Sekai – Bungaku Kooza Dante ‘Shinkyoku’ (Il mondo di Go Nagai – Corso di letteratura mondiale: Dante – La Commedia).
Piccoli editori come la East Press si sono specializzati nella pubblicazione di classici della letteratura occidentali in chiave manga, andando a pescare tra gli autori meno noti ai giovani, e riuscendo nel miracolo di condensare in appena 150 pagine opere monumentali come I Miserabili di Victor Hugo o Il Rosso e il Nero di Stendhal. Una pratica editoriale che ha trovato un suo pubblico e un approccio grafico forse non esaltante come quello di Nagai, ma di sicura presa. Sotto tale spinta gli impavidi editori giapponesi sono riusciti addirittura a trovare posto per il Capitale di Karl Marx, inaugurando, come ha fatto Gakken, una collana di storia a fumetti con gli identici propositi didascalici.

Go Nagai - La Divina Commedia (J-POP, 2019)
Go Nagai – La Divina Commedia (J-POP, 2019)

FRA DANTE E GUSTAVE DORÉ

Intenti didattici si ritrovano anche nella Commedia di Nagai. Il disegnatore si fa interprete dell’opera dantesca portando allo scoperto etica e morale grazie ai dubbi, al tono inquisitorio di Dante mentre si rivolge al buon Virgilio. Via le allegorie, in questa Divina Commedia trova posto una visione compatta in cui la vita rievocata del poeta scivola ben dentro le implicazioni filosofiche ed esistenziali poste sull’altare fumettistico.
Go Nagai immagina un fumetto-monstre letteralmente investito dall’influsso di Gustave Doré, che egli riproduce quasi per intero grazie alle celebri litografie. Dedica all’Inferno la parte logicamente più affascinante, ben 506 tavole, mentre al Purgatorio ne concede 189 e soltanto 68 al Paradiso.
Al tempo stesso impone stilemi tipici dei fumetti giapponesi come lacrime, sudore e ombre spalmate sul volto di Dante, facendo talvolta ricorso a espedienti tipici dei seinen (i fumetti per maschi adulti), con qualche esposizione di nudi femminili, per raggiungere l’empireo paradisiaco tramite agganci al mondo romantico dello shojo manga (i fumetti per ragazze).
La Divina Commedia di Nagai non deve sembrare una novità assoluta per i suoi lettori: ci sono creature e personaggi che il disegnatore ha già immaginato nelle produzioni del passato. Tanto prodigioso appare l’incontro tra la cultura giapponese e quella occidentale, quanto luminoso il riverbero che questa Commedia lascerà nella storia del fumetto mondiale.

Mario A. Rumor

Go Nagai ‒ La Divina Commedia 
J-POP, Milano 2019
Pagg. 600, € 29,90
ISBN 8832758156
www.j-pop.it

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Mario A. Rumor
Ha scritto di cinema e televisione per Il Mucchio, Empire Italia, Lettera43, Just Cinema e numerose altre riviste italiane e inglesi, tra cui Protoculture Addicts, TelefilmMagazine, Retro, Widescreen, DVD World, ManGa!, Scuola di Fumetto e Leggere:Tutti. Con Weird Book ha collaborato al volume “Joe Dante. Master of Horror” con un saggio su Gremlins, e pubblicato le monografie “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata” (2019, seconda edizione), “Osamu Dezaki. Il richiamo del vento” (2019). È inoltre autore di “Tōei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese” (Cartoon Club, 2012), “Created By. Il nuovo impero americano delle Serie Tv” (Tunué, 2005) e “Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze” (Tunué, 2005). Vincitore nel 2015 del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del libro” e del premio speciale Casse Rurali Valli di Primiero e Vanoi nell’ambito del prestigioso premio letterario “Grenzen-Frontiere”.