Non fatevi tratte in inganno dal nome d’arte: dietro lo pseudonimo Maicol & Mirco si nasconde il fumettista Michael Rocchetti, al centro di questa chiacchierata.

Artribune continua a bussare agli studi dei migliori fumettisti italiani contemporanei. E anche questa volta si fa sul serio: parola e pennarello a Maicol & Mirco, la coppia nascosta dietro la figura di Michael Rocchetti (San Benedetto del Tronto, 1978). Ci siamo fatti raccontare il suo nuovo libro, uscito per Bao Publishing, con tanto di fumetto inedito.

Cosa significa per te essere fumettista?
Poter raccontare tutto. Come voglio.

ARGH È il tuo nuovo libro: cosa c’è dentro?
Quasi duecento strip de Gli Scarabocchi di Maicol & Mirco. Editi per la prima volta. Dentro c’è qualcosa di più e qualcosa di meno dell’intero universo.

Cosa lo differenzia dagli altri volumi?
Immaginando i miei libri come pietre miliari, ARGH è una lapide. Un marmo bianco dipinto di rosso. La prima delle decine di lapidi che segnaleranno il punto preciso dove andrò a morire.

Hai uno stile specifico e che ti rappresenta da anni: tratto nero, sfondo rosso e battuta tagliente. Senti mai il rischio di restare intrappolato nel tuo stesso linguaggio?
I miei fumetti sono profondi. Li ho riempiti di significati proprio per non caderci dentro. Sono trappole neutralizzate.

Nelle tue storie sembri dissacrare tutti – ma proprio tutti – eccetto il lettore. Cosa ti avvicina a chi legge?
Gli stessi punti interrogativi.

Maicol & Mirco, Contro l'arte © Maicol & Mirco per Artribune Magazine
Maicol & Mirco, Contro l’arte © Maicol & Mirco per Artribune Magazine

I tuoi disegni sono esempi brillanti di sintesi, perché riesci a concentrare la fatica del concetto dentro battute secche e disegni minimali, preservando comunque la complessità del messaggio. Sembra quasi che questa tua necessità di sintetizzare sia partita da quella, ancora più radicale, di sorpassare i limiti della parola: dire meno per dire di più…
Cerco solo di raccontare il più possibile con il meno possibile.

Hai da poco cominciato la tua attività di docente presso l’Accademia di Belle Arti de L’Aquila. Lo avresti mai detto?
Insegnare è solo un modo per imparare in pubblico.

ARGH È il primo volume della tua Opera Omnia. Da cosa è nata questa esigenza di archivio, e cosa ci sarà dopo?
Gli Scarabocchi di Maicol & Mirco è un enorme chilometrico fumetto travestito da migliaia di singole strip. Rileggerlo tutto su carta vi darà una nuova percezione dell’opera. Gli scarabocchi, sono sicuro, mi accompagnerà per sempre. Quindi non ci sarà nulla dopo, solo libri nel mentre. Come il nuovo libro di Palla Rossa e Palla Blu in uscita ad aprile 2019.

Hai paura del futuro?
No, il futuro è solo il presente travestito da speranza.

Chi è Maicol fuori dai fumetti?
Te lo racconto in un prossimo libro.

Alex Urso

http://maicolemirco.blogspot.com/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #47

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso le Università di Macerata e Bologna. Attualmente vive a Varsavia. I suoi interessi in ambito critico e curatoriale sono prevalentemente rivolti all'investigazione e alla concezione di punti di incontro tra artisti e istituzioni italiane e polacche. In questi anni Urso ha collaborato con spazi privati e pubblici, come la Galleria Nazionale di Varsavia – Zachęta e l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia. Nel 2017 è stato curatore della Biennale de La Biche. Dal 2014 scrive di arte per Artribune come corrispondente dalla Polonia. Dal 2013 al 2017 è stato redattore per Lobodilattice. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali. Sempre per Artribune cura Fantagraphic, la rubrica di fumetti del sito.