Fantagraphic. Simon Hanselmann e le sue storie di ordinaria follia

Cosa ci fanno una strega, un gatto nero, un gufo e un lupo mannaro sociopatico insieme? Si drogano, ammazzano la noia col sesso e si abbandonano a discorsi non-sense. Non sarà una buona introduzione, ma descrivere l’ultimo fumetto di Simon Hanselmann in poche parole è davvero complicato… Un libro irriverente, targato Coconino.

Simon Hanselmann, Special K (Coconino, 2017). Copertina
Simon Hanselmann, Special K (Coconino, 2017). Copertina

Difficile trovarne di simili. Special K è un esilarante viaggio dentro la vita di Megg, Mogg, Gufo e Lupo Mannaro Jones, quattro creature adorabili e deviate che passano le loro giornate sdraiate sul divano a fumare marijuana e a far sesso tra loro per ammazzare la noia.
Pubblicate nel corso degli anni su vari magazine e blog ‒ fino a catturare l’attenzione della critica americana e di numi della controcultura underground come Robert Crumb e Daniel Clowes ‒, queste mini storie (poche pagine l’una) vengono oggi raccolte da Coconino all’interno di un volume prezioso sotto più punti di vista, a cominciare dal formato 21,5 x 29 cm e dalle 300 pagine a colori.

Simon Hanselmann, Special K (Coconino, 2017)
Simon Hanselmann, Special K (Coconino, 2017)

LE STORIE

Protagonisti di questi mini racconti sono la strega Megg ‒ una ragazza dai capelli arancioni che tra un narghilè e un white russian si imbottisce di antidepressivi e ascolta i Placebo; il suo fedele gatto nero Mogg ‒ cinico, perverso e pazzamente innamorato della sua padrona; Lupo Mannaro Jones – il lupo sociopatico e casinista con un debole per la ketamina scaduta; e il povero Gufo ‒ l’amico-coinquilino dall’ambizione vagamente intellettuale, continuamente burlato e cazziato dal resto della banda, e costretto a pisciare al bagno dell’autogrill (perché anche stavolta quello di casa e occupato da orge tra estranei sotto acido).
Insieme, questi quattro eroi al contrario passano le loro giornate rubacchiando per supermercati ed evitando ogni forma di occupazione colta. I loro passatempo preferiti sono piuttosto l’alcool e la droga, che assumono sfacciatamente a caso per poi lasciarsi assalire dalla paranoia, cadere in crisi di panico, imbottirsi di calmanti, e ricominciare da capo.

Simon Hanselmann, Special K (Coconino, 2017)
Simon Hanselmann, Special K (Coconino, 2017)

TRA LA RISATA E LA RIFLESSIONE AMARA

Il libro scorre d’un fiato e l’unica raccomandazione è quella di non leggerlo in autobus, per non rischiare di infastidire gli altri passeggeri con le vostre risate. Le scene sono infatti grottesche e spinte sempre al limite della decenza.
Poveri, confusi e senza ambizione, i quattro protagonisti, pur essendo personaggi cacciati fuori dalla fantasia malsana di Simon Hanselmann (Launceston, 1981), sono tuttavia l’eco lontano di qualcosa che a ben vedere ci assomiglia: apatici, arrabbiati (con chi?), e stanchi senza neanche averci provato, questi animali di periferia galleggiano in una sorta di limbo, vagando a zonzo tra i vialetti della provincia, cercando affannosamente rimasugli di marijuana tra i cuscini del divano quando l’astinenza bussa.
Risate fragorose e riflessione esistenziale, dunque, si mischiano: di qualunque cosa stia parlando Hanselmann, e qualunque scena bizzarra stia descrivendo con i suoi disegni psichedelici, probabilmente ci assomiglia più di quanto saremmo disposti ad ammettere.

Alex Urso

Simon Hanselmann – Special K
Coconino Press, Bologna 2017
Pagg. 264, colori, € 24
ISBN 9788876183683
www.fandangoeditore.it

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AutoreSimon Hanselmann
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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.