È morto il 9 marzo 2026, proprio nel giorno del suo ottantottesimo compleanno, l’editore torinese Umberto Allemandi, figura centrale dell’editoria d’arte italiana e fondatore de Il Giornale dell’Arte e dell’omonima società editrice. Per oltre quarant’anni ha guidato il mensile che ha cambiato il modo di raccontare il sistema artistico nel nostro Paese, trasformando l’informazione culturale in cronaca e confronto internazionale.
Chi era Umberto Allemandi
Tra la fine degli Anni Cinquanta e i primi Sessanta lavorò prima come collaboratore della rivista teatrale Il Dramma, poi come copywriter presso l’agenzia pubblicitaria Armando Testa. L’ingresso nell’editoria arrivò poco dopo, quando entrò alla Giulio Bolaffi Editore. Qui trascorse vent’anni, contribuendo a trasformare una casa editrice tradizionalmente legata alla filatelia in un marchio sempre più attivo nel settore dell’arte. E con l’acquisizione da parte di Giorgio Mondadori & Associati ne divenne direttore.
La fondazione della società editrice e de Il Giornale dell’Arte
Il suo progetto editoriale personale venne poi inaugurato nel 1982, quando fondò a Torino la Società Editrice Allemandi e, l’anno successivo, Il Giornale dell’Arte, mensile che per la prima volta applicava alla cultura la logica dell’informazione giornalistica, con notizie, inchieste, mercato, politica culturale, restauri, musei e polemiche raccontati con tempestività.
L’internazionalizzazione della Società Editrice Allemandi e Il Giornale dell’Arte
Nel giro di pochi anni attorno alla testata torinese si sviluppò una rete editoriale internazionale senza precedenti nel settore. Nel 1990 nacque a Londra The Art Newspaper, versione inglese destinata a diventare un punto di riferimento in tutto il mondo, a cui seguirono altre edizioni: quella greca (Ta Nea tis Technis), la francese (Le Journal des Arts), la spagnola (El Periódico del Arte), fino alle più recenti diramazioni in Russia, Cina e Turchia. Fin dagli anni Ottanta, parallelamente, la casa editrice pubblicò monografie, saggi e grandi repertori dedicati alla storia dell’arte, accogliendo firme internazionali e studiosi italiani. Tra i titoli più noti figurano lavori di storici dell’arte come Federico Zeri e Francis Haskell, saggi di critica di Clement Greenberg e i libri dello storico e curatore francese Jean Clair. Nel corso dei decenni il catalogo ha superato i duemila titoli, spaziando dall’arte antica al contemporaneo, dalla fotografia all’architettura.
Umberto Allemandi e il sistema museale italiano
Negli anni Novanta Allemandi estese inoltre la propria attività al sistema museale. Nel 1995, in collaborazione con la Réunion des Musées Nationaux, vinse la prima gara pubblica italiana per la gestione dei bookshop nei musei statali. Tra gli spazi realizzati o gestiti dalla società editoriale figurano librerie e punti vendita in istituzioni come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Castello Sforzesco di Milano, il Museo Egizio e la Reggia di Venaria. Il suo lavoro venne riconosciuto anche a livello istituzionale: nel 1992 ricevette il Premio Nazionale per la Cultura da parte dell’allora presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi.
Umberto Allemandi e la cessione del progetto editoriale
Per più di quattro decenni ha seguito personalmente la linea editoriale del giornale, accompagnandone l’evoluzione fino alla cessione della casa editrice, avvenuta nel 2024, a una compagine composta da Intesa Sanpaolo, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
La nota diffusa del Ministro Giuli per la morte di Umberto Allemandi
“Umberto Allemandi è stato tra i protagonisti più autorevoli dell’editoria d’arte italiana, che con straordinaria competenza ha contribuito alla conoscenza e alla diffusione del patrimonio culturale. La sua scomparsa non ci priva solo di un grande editore, ma di un divulgatore appassionato di bellezza e di Storia Patria. Alla famiglia e a tutti coloro che hanno collaborato con lui, le condoglianze del Ministero della Cultura”, dichiara il Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
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