A Firenze torna TESTO, fiera che riflette su libri ed editoria (c’è anche il prezioso archivio della mitica critica d’arte Lara-Vinca Masini) 

Lara-Vinca Masini che ha scritto, curato, osservato, messo in relazione artisti, architetti, designer, movimenti e materiali, mantenendo sempre uno sguardo indipendente, dichiaratamente anti-accademico

Oltre la novità editoriale, il calendario delle uscite e la retorica della “presentazione”: il libro è da intendersi come traccia di un pensiero e strumento di lavoro culturale. E da qui partiamo per raccontare una delle presenze più interessanti dell’edizione 2026 della fiera editoriale TESTO, aperta alla Stazione Leopolda di Firenze dal 27 febbraio al primo marzo: la selezione di volumi dall’archivio-biblioteca di Lara-Vinca Masini.

L’edizione 2026 di TESTO a Firenze 

Il salone dell’editoria contemporanea ideato da Todo Modo e organizzato da Pitti Immagine arriva alla quinta edizione scegliendo come parola-chiave l’estro. Un tema che sembra alludere alla possibilità di deviare, di attraversare i linguaggi senza rispettarne rigidamente i confini, una postura che appartiene da sempre a TESTO.

L’archivio di Lara-Vinca Masini da TESTO a Firenze

Così, al centro del programma della quinta edizione c’è un archivio. O meglio, una biblioteca vissuta, stratificata, attraversata per decenni da una delle figure più libere e meno allineate della critica d’arte italiana del secondo Novecento. Lara-Vinca Masini (1923–2021), storica e critica d’arte fiorentina, è stata molto più di una specialista: ha scritto, curato, osservato, messo in relazione artisti, architetti, designer, movimenti e materiali, mantenendo sempre uno sguardo indipendente, dichiaratamente anti-accademico. L’archivio-biblioteca che porta il suo nome (e che oggi è conservato al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato grazie anche al sostegno di Fondazione CR Firenze) è uno dei fondi documentali più ampi e interdisciplinari dedicati alla cultura contemporanea in Italia. A TESTO ne arriva una selezione, per restituire un metodo di lavoro e una visione del mondo.

La selezione dall’archivio di Lara-Vinca Masini 

Cinque teche, cinque sezioni tematiche, come altrettanti capitoli di una storia che intreccia arte, scrittura, tecnologia e società. Artisti si raccontano (1917-2014) raccoglie autobiografie e testi autoriflessivi di figure come Ottone Rosai, Man Ray, Bruno Munari e Michelangelo Pistoletto, restituendo il libro come spazio in cui l’artista prende parola direttamente, senza mediazioni. In Artisti nello spazio (1966-1975) il focus si sposta sull’incontro tra arte contemporanea, fantascienza e conquista del cosmo: un immaginario che racconta bene le tensioni utopiche e politiche degli Anni Sessanta.

L’archivio di Lara-Vinca Masini tra boom industriale e monografie divulgative

Arte e materie plastiche (1961-1975) entra, invece, nel cuore del boom industriale, tra nuovi materiali, sperimentazioni e critiche al modello produttivo, con presenze come Julio Le Parc e Christo. È una sezione che restituisce il clima di un’epoca in cui l’arte dialogava apertamente con l’industria, la scienza e le relative dinamiche di consumo. Con Arte e/o poesia (1962-1995) si arriva alla Poesia Visiva e alla neoavanguardia italiana, dove il libro diventa dispositivo ibrido: luogo di convergenza tra parola, immagine, musica, azione teatrale e fotomontaggio. Una zona di confine che Masini ha seguito e sostenuto con particolare attenzione, riconoscendone precocemente la portata sperimentale. Chiude il percorso Libri di Lara-Vinca Masini (1963-2019), una selezione dei suoi numerosi scritti e progetti editoriali: dalle monografie divulgative su Van Gogh e Fattori, al primo dizionario interdisciplinare del “fare arte contemporaneo”, fino agli studi su Leonardo Savioli e Leonardo Ricci e a un’inedita guida di Firenze.

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Redazione

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