Morto Gianni Celati. Scrittore, traduttore, autore del documentario su Luigi Ghirri

Lo scrittore e critico letterario – noto per le sue traduzioni, tra le altre, dell’“Ulisse” di Joyce, de “La Certosa di Parma” di Stendhal e de “I viaggi di Gulliver” di Swift – è scomparso in Inghilterra a 84 anni. Nel 1999 fu inoltre autore del documentario “Il mondo di Luigi Ghirri”

Gianni Celati
Gianni Celati

È morto a Brighton in Inghilterra a 84 anni lo scrittore, critico, traduttore e documentarista Gianni Celati. A darne notizia è Feltrinelli Editore sui propri account social: “addio a Gianni Celati, scrittore, traduttore e critico letterario, modello inimitabile per la sua unica e originale capacità di rielaborazione dei principali temi portanti dei grandi autori della letteratura inglese e internazionale”, pubblicando inoltre la frase di Celati “scrivere è un modo di consumare il tempo, rendendogli l’omaggio che gli è dovuto”. Lo ha ricordato inoltre in una nota anche il Ministro della Cultura Dario Franceschini: “con dolore apprendo della scomparsa di Gianni Celati, un grande intellettuale del Novecento, un autore mai banale, uno straordinario traduttore che ha studiato con maestria la lingua italiana e le sue sonorità. È un giorno triste per la letteratura e per il nostro paese che perde anche un attento osservatore che ha saputo raccontare con semplicità l’Italia meno conosciuta, l’Italia dell’altrove. Mi stringo ai familiari e agli amici di Gianni Celati in questo triste giorno”.

VITA E OPERE DI GIANNI CELATI

Nato nel 1937 a Sondrio, Gianni Celati si laurea all’Università di Bologna con una tesi su James Joyce. Scrive per numerose testate, tra cui Marcatré, Lingua e stile, Il Verri, Il Caffè, Quindici e Sigma, e nel 1971 pubblica per Einaudi il suo primo romanzo, Comiche. Sempre Einaudi pubblicherà, successivamente, i romanzi Le avventure di Guizzardi (1972), La banda dei sospiri (1976) e Lunario del paradiso (1978). Risalgono agli anni Settanta anche le sue prime traduzioni, tra cui tra cui Futilità di William Gerhardie e Colloqui con il professor Y di Louis-Ferdinand Céline; tra le sue traduzioni più celebri invece sono Bartleby lo scrivano di Melville, La Certosa di Parma di Stendhal, Poesie della torre di Hölderlin, I viaggi di Gulliver di Swift, e l’Ulisse di Joyce. Celati ha insegnato alla Cornell University di Ithaca a New York, per poi proseguire l’attività accademica a Bologna, al DAMS. Negli anni Ottanta pubblica altri romanzi, come Narratori delle pianure (1985), Quattro novelle sulle apparenze (1987) e Verso la foce (1989). È del 1994 la trascrizione in prosa del poema di Matteo Maria Boiardo, ovvero L’Orlando innamorato raccontato in prosa; nel 1996 è la volta di Recita dell’attore Attilio Vecchiatto nel teatro di Rio Saliceto, nel 1998 di Avventure in Africa e nel 2001 di Cinema naturale (2001).

GIANNI CELATI DOCUMENTARISTA. IL LAVORO SU LUIGI GHIRRI

Gianni Celati fu impegnato anche nel cinema, realizzando tra gli anni Novanta e Duemila diversi documentari (Strada provinciale delle anime del 1991, Case sparse. Visioni di case che crollano del 2003, Diol Kadd. Vita, diari e riprese di un viaggio in Senegal del 2010), tra cui uno dedicato al fotografo Luigi Ghirri, di cui Celati era amico. Il mondo di Luigi Ghirri è il titolo del documentario del 1999 con il quale lo scrittore racconta vita e arte del fotografo, attraverso i luoghi in cui visse Ghirri: la casa nella campagna di Roncocesi (Reggio Emilia) e il teatro del Castello di Fontanellato, luogo, quest’ultimo, in cui si trova una sorta di “camera oscura” dei primi anni dell’Ottocento, dove attraverso un foro si riflettono le immagini della piazza, invertite come nell’obiettivo fotografico. “Il documentario”, spiegava Gianni Celati, “è sviluppato con il modo di guardare che Ghirri ci ha suggerito ed insegnato con le sue fotografie: sviluppare una visione ambientale, che sia un modo affettivo di guardare alle cose”.

– Desirée Maida

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.