Il saggio “Ripartire dal desiderio” di Elisa Cuter traccia un interessante dispositivo di riflessione attorno alle contraddizioni della femminilizzazione del nostro immaginario collettivo.

È in libreria Ripartire dal desiderio, il nuovo saggio di Elisa Cuter, classe 1987, per Minimum Fax. Si tratta di una densa e avvincente riflessione sulle storture che l’immaginario collettivo vive nell’impotenza e nell’assenza di un pensiero critico attorno a questioni fondamentali come quelle di genere, e più profondamente sull’incapacità di modificare retaggi patriarcali incrostati “nell’ideologia, cioè nella mentalità di un’epoca“.

AMBRA, BONCOMPAGNI E NON È LA RAI

Tutto comincia dal racconto degli Anni Novanta italiani attraverso la figura di Ambra Angiolini, protagonista del programma ideato e diretto da Gianni Boncompagni Non è la Rai. “Non si può capire Ambra se non ci si concentra su Boncompagni. Quest’uomo attempato che sa molto meglio di lei come debba atteggiarsi, cosa debba fare e dire una quindicenne. Che ogni giorno diventa Ambra. Questa metamorfosi è un’immagine da cui si può partire per capire i rapporti di genere oggi, a quasi trent’anni di distanza, esacerbati in una specie di guerra sociale, tra #metoo, femminicidi, misoginia e politicamente corretto“, afferma con decisione e precisione l’autrice. Elisa Cuter guarda a questa complessità di fenomeni e derive della contemporaneità attraverso lo sguardo e la sensibilità di chi nella vita si occupa di immagini e finzioni, infatti l’autrice è una critica cinematografica e ricercatrice presso la Filmuniversität Konrad Wolf di Babelsberg, in Germania, dove studia le relazioni tra immagini e discorsi di genere. Non è la Rai è visto come archetipo di programma televisivo mainstream che permette di indagare l’inconscio sociale di un Paese come l’Italia al tempo del berlusconismo imperante, come “qualcosa che viene volontariamente nascosto, talmente ovvio da non sembrarci più problematico, da apparirci anzi naturale.

FEMMINILITÀ E FEMMINILIZZAZIONE

La femminilità è un costrutto culturale, e non un’istanza naturale o biologica, come ci ha insegnato Judith Butler, che già negli Anni Ottanta parlava di una costruzione del genere binario come di una performance imposta a chiunque si trovi a nascere nella nostra società. Non è la Rai appare agli occhi della Cuter come un remake postmoderno di Bellissima di Visconti. Genitori che fanno causa alla rete quando questa impose un limite di età alle partecipanti, in una surreale class action di famiglie indebitatesi per trasferirsi a Roma perché le loro figlie erano state selezionate ai casting nonostante fossero minori di quattordici anni. “In filigrana qui vediamo già una forma di femminilizzazione del nostro immaginario, che riguarda tanti livelli: la femminilizzazione del potere, del mercato, e di singoli individui, proprio come Boncompagni“. La donna è vista come l’impiegato ideale del modello tardocapitalista, della società dello spettacolo. “D’un tratto, le donne sono lì, occupano tutto lo schermo del visibile. Come gli uomini, meglio degli uomini, i quali devono operare una metamorfosi che è in corso tuttora“.

Elisa Cuter – Ripartire dal desiderio (Minimum Fax, Roma 2020)
Elisa Cuter – Ripartire dal desiderio (Minimum Fax, Roma 2020)

DESIDERIO VS CONDIZIONAMENTI SOCIALI

Lo scopo del saggio, ci avverte l’autrice, “non è quello di essere un manuale per l’attivismo, bensì quello di capire come certe narrazioni parziali in realtà abbiano solo rimosso le altre, e così facendo riproducano quelle false dicotomie che ci hanno portato a questo punto“. Ecco che il focus si sposta sul desiderio visto come antidoto, detonatore di un possibile conflitto nelle pieghe di un processo di  femminilizzazione  costante delle società e degli individui che le compongono, una messa in questione del potere maschile che definisce e struttura gli spazi femminili, normando anche l’espressione desiderante. Il desiderio diviene, dunque, per la Cuter spazio naturale e libero per costruire una potenziale trasformazione.
Il desiderio come fattore disequilibrante capace di scalfire le “incrostazioni”, i condizionamenti sociali per liberare una femminilità più pura e, sicuramente, più vera. Un invito, quello della Cuter, a riflettere attraverso il desiderio sulla nostra agency, sulla capacità di agire e popolare la “vacanza del potere”.

Marco Petroni

Elisa Cuter – Ripartire dal desiderio
Minimum Fax, Roma 2020
Pagg. 214, € 16
ISBN 9788833891842
www.minimumfax.com

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Marco Petroni
Marco Petroni, teorico e critico del design. Ha collaborato con La Repubblica Bari, ha diretto le riviste Design Plaza, Casamiadecor, ha curato la rubrica Sud su Abitare.it, è stato redattore di FlashArt. Collabora con l'edizione online di Domus. Curatore senior presso il centro di ricerca museale Plart di Napoli. Sviluppa progetti curatoriali innovativi ed eventi legati ai temi della cultura del progetto con un approccio transdisciplinare come Botanica di Studio Formafantasma, Naturally combined di Mischer'Traxler, The future of Plastic di Officina Corpuscoli e altri. Ha pubblicato vari saggi tra cui Mondi Possibili, appunti di teoria del design (Edizioni Temporale), Going real, il valore del progetto nell'epoca del postcapitalismo (Planar Books). Ha tenuto lezioni presso Naba Milano, Design Academy Eindhoven, London Design Museum. Attualmente insegna Storia del design presso l'Accademia Belle Arti di Napoli e Communication for fashion al Politecnico di Milano.