Libri. Il femminismo al tempo dei meme

Nel saggio “Glitch Feminism” pubblicato da Verso Books, e incluso dal New York Times fra i migliori libri d’arte del 2020, l’artista, attivista e curatrice newyorkese Legacy Russell disegna un’interessante prospettiva per i femminismi al tempo del visuale dominato dai meme.

Kia LaBeija, Eleven, 2015
Kia LaBeija, Eleven, 2015

Dopo aver elaborato un potente dispositivo video con Black Meme, Legacy Russell, curatrice e artista impegnata sul fronte queer, propone un personale punto di vista, una nuova e rinnovata prospettiva sui femminismi contemporanei nel brillante saggio Glitch Feminism. A manifesto. Tutto parte dal desiderio di indagare le storture della rete e le sue relazioni con la produzione di contenuti culturali che necessitano di un disturbo, di un errore, un glitch, appunto. Attraverso lo svelamento dell’oscurità della cultura visiva, di Internet e dei nuovi media, l’arte è chiamata costantemente a riflettere attorno alle modalità di generare valore in modo creativo per piattaforme digitali che non ci appartengono fino in fondo ma sono predeterminate e dove non abbiamo nessun potere se non la possibilità di essere consapevoli di questa profonda contraddizione.

IL SAGGIO DI LEGACY RUSSELL

Legacy Russell si interroga su come i nativi digitali affrontino e mettano in questione questa ambiguità operativa ed esistenziale, suggerendo strategie di utilizzo della rete capaci di creare, rivelare inedite prospettive di lettura e diffusione. Glitch Feminism, pubblicato da Verso Books, è un manifesto che esalta l’ingegnosità delle comunità digitali sostenute da valori queer non conformi, anzi potremmo definirlo una cassetta degli attrezzi con una forte componente agonista. È la vitalità di un mondo che emerge e chiede spazio resistendo a ciò che l’autrice definisce la “macchina socio-culturale violenta“. Il glitch è un errore che diventa spazio delle possibilità come conferma la Russell affermando che “rompere ciò che è già stato rotto potrebbe essere di per sé una correzione“. Entra in gioco l’arte con le opere di manuel arturo abreu, Kia LaBeija e Tabita Rezaire che, con le loro pratiche radicate, ispirate e declinate attraverso la cultura digitale, mettono in campo nuove modalità di vivere e usare la rete. Artisti neri, queer storicamente esclusi dal canone dominante dell’arte producono progetti e lavori che si muovono nel tentativo di correggere la rotta. L’obiettivo più ampio del femminismo glitch è riconoscere che le opere di questi artisti spingono il mondo dell’arte verso un punto di rottura. L’idea del glitch si oppone alla velocità con cui le immagini di corpi neri e queer vengono consumate online. Sollevare la questione dell’opacità della rete e dei suoi contenuti è urgente e al contempo diviene uno strumento strategico: un modo per mediare e criticare come le immagini vengono mostrate e diffuse. Come strumento, Internet ci ha dato un posto dove riunirci, ci ha permesso di sopravvivere durante le clausure pandemiche. È importante ragionare, mettere in questione come gli algoritmi fanno funzionare le piattaforme digitali e soprattutto chi le progetta.

Legacy Russell ‒ Glitch Feminism. A manifesto (Verso Books, Londra 2020)
Legacy Russell ‒ Glitch Feminism. A manifesto (Verso Books, Londra 2020)

INTERNET OGGI

Negli ultimi anni si sta sviluppando sempre più un dibattito sull’architettura degli spazi online. Domande su chi progetta questi spazi, con quali finalità e ancora su come viene distribuito il potere sulla rete stanno contribuendo all’affermarsi di movimenti come Algorithms of Oppression e Distributed Blackness: African American Cybercultures. Gruppi, collettivi che svolgono un lavoro importante nell’indagare la macchina digitale. Cosa significa produrre le proprie immagini e inondare queste piattaforme con diversi tipi di rappresentazione rispetto a quelle per cui sono state costruite? TikTok, ad esempio, è diventato un sito davvero fondamentale per il discorso critico respingendo alcune idee su razza e genere. Attraverso un utilizzo creativo di questa piattaforma social, i più giovani stanno definendo un diverso tipo di presenza attivando sguardi critici sull’oscurità e la queerness.

IL SIGNIFICATO DEL GLITCH

L’idea del glitch è un veicolo per riflettere su cosa significhi operare, esistere attraverso interventi attivi nel mondo digitale creando cortocircuiti con il proprio essere corpi fluidi e pensanti nella materialità delle nostre esistenze fuori dalla rete. “Tutta la tecnologia riflette la società che la produce, comprese le sue strutture di potere e i suoi pregiudizi. Le istituzioni culturali normative e il costrutto sociale delle norme tassonomiche ‒ genere, razza, classe ‒ al loro interno sono pronte a marginalizzare le differenze“. Ecco che Glitch Feminism si pone come lettura indispensabile per comprendere e agire nella direzione di un mondo più aperto e inclusivo.

Marco Petroni

Legacy Russell ‒ Glitch Feminism. A manifesto
Verso Books, Londra 2020
Pagg. 192, £ 9.99
ISBN 9781786632661
www.versobooks.com

ACQUISTA QUI il libro

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marco Petroni
Marco Petroni, teorico e critico del design. Ha collaborato con La Repubblica Bari, ha diretto le riviste Design Plaza, Casamiadecor, ha curato la rubrica Sud su Abitare.it, è stato redattore di FlashArt. Collabora con l'edizione online di Domus. Curatore senior presso il centro di ricerca museale Plart di Napoli. Sviluppa progetti curatoriali innovativi ed eventi legati ai temi della cultura del progetto con un approccio transdisciplinare come Botanica di Studio Formafantasma, Naturally combined di Mischer'Traxler, The future of Plastic di Officina Corpuscoli e altri. Ha pubblicato vari saggi tra cui Mondi Possibili, appunti di teoria del design (Edizioni Temporale), Going real, il valore del progetto nell'epoca del postcapitalismo (Planar Books). Ha tenuto lezioni presso Naba Milano, Design Academy Eindhoven, London Design Museum. Attualmente insegna Storia del design presso l'Accademia Belle Arti di Napoli e Communication for fashion al Politecnico di Milano.