La vita di Paul Cézanne in un libro

John Rewald, il massimo conoscitore di Cézanne, racconta la vicenda umana e artistica del grande pittore, a partire dal conflitto con il padre che lo voleva avvocato. Il biografo riesce a creare un filo diretto con il lettore utilizzando scritti, lettere, foto e testimonianze di prima mano.

Paul Cézanne, La Montagne Sainte Victoire au grand pin et la Bastide Vieille I, 1886 87. Courtesy Société Paul Cézanne
Paul Cézanne, La Montagne Sainte Victoire au grand pin et la Bastide Vieille I, 1886 87. Courtesy Société Paul Cézanne

Nel 1868 Zola a Parigi frequenta solo pittori. Si incontrano al Café Guerbois nel quartiere di Batignol. Passano le serate a discutere d’arte: Fantin-Latour, Degas, Monet e altri. Il leader conclamato del gruppo è Manet, con il suo abito da gentiluomo: guanti, bastone da passeggio, cappello a cilindro. Cézanne non si fa vedere spesso. Nonostante ammirasse Manet, non gradisce i suoi modi affettati. È trasandato nel vestire e nel linguaggio. Non gli basta, come fa Manet, dimostrarsi estraneo a ogni forma convenzionale in pittura. Bisogna ribellarsi con tutto l’essere. Monet ricorderà in seguito che quando Cézanne arrivava dava la mano a tutti. Ma non a Manet. Davanti a lui si toglieva il cappello e gli diceva sorridendo: “Non le stringerò la mano monsieur Manet; è da una settimana che non me la lavo”. È uno dei tanti episodi riportati da John Rewald nella biografia Paul Cézanne. Una vita (Donzelli Editore), pubblicato per la prima volta in Italia. Rewald, massimo esperto dell’Impressionismo e del post-Impressionismo e autorevole studioso dell’artista provenzale, nel testo ripercorre la vicenda umana e creativa di Cézanne. Con una scrittura lontana da ogni terminologia estetica riesce a far rivivere le tele meno note come L’enlèvement (Il ratto) del 1867, con la sua “pianura verdeggiante fatta con vivide pennellate a forma di virgola”. E quelle più conosciute come La Montagne Sainte-Victoire au grand pin del 1887, dove “il paesaggio è composto di ampie pianure, di grandi masse… che sembrano inghiottire i particolari”.

ZOLA E GLI IMPRESSIONISTI

Rewald analizza il rapporto tra Zola e gli impressionisti, con molte pagine dedicate a Cézanne. Lo scopo dello studioso è creare un filo diretto tra il lettore e il pittore. Facendo parlare l’artista e tutti quelli con i quali ha convissuto, servendosi dei suoi scritti, delle lettere, delle foto e delle testimonianze di prima mano.
La storia inizia con l’incontro dei due giovani, Cézanne e Zola, nel Collège Bourbon di Aix-en-Provence, che sancisce la loro profonda amicizia. Continua con il doloroso contrasto di Cézanne con il padre. Il primo vuole dedicare la vita all’arte, il secondo lo vuole avvocato e lo esorta a preoccuparsi dell’avvenire. Perché “si muore col genio e si mangia con il denaro”.
Zola capisce la sofferenza dell’amico per l’incertezza che lo dilania, ma lo esorta a scegliere: l’avvocatura o la pittura. “Non restare un essere senza nome, portante una toga sporca di pittura”. Notevoli poi i passaggi che Rewald dedica ai ripetuti rifiuti dei quadri di Cézanne da parte dei vari Salon. Zola interviene in merito sostenendo che “il paesaggio classico è morto”.
I quadri accettati avallano una natura convenzionale. Sono privi di personalità. Gli esclusi invece, i naturalisti di talento, “sono interpreti individuali. I nostri paesaggisti escono all’alba, con la scatola in spalla, felici come i cacciatori che amano l’aria fresca”.

John Rewald – Paul Cézanne. Una vita (Donzelli, Roma 2019)
John Rewald – Paul Cézanne. Una vita (Donzelli, Roma 2019)

L’AMICIZIA CON PISSARRO

Nel 1872 Cézanne si trasferisce a Pontoise, dove vive Pissarro, e ci rimane due anni. Sono anni importanti per la sua crescita artistica. Schiarisce la sua tavolozza e introduce cambiamenti nella sua tecnica. Pissarro è profondamente convinto che Cézanne stupirà tutti quelli che “con troppa fretta lo hanno stroncato”. Compreso lo stesso Zola che, soffermandosi sulla ricerca degli impressionisti, li giudica “tutti precursori. Il genio non è ancora nato”. Non è stato creato il capolavoro “che imponga la formula e faccia inchinare tutte le teste”. Ponendo così fine alla lunga amicizia risalente agli anni giovanili di Aix-en-Provence.

Fausto Politino

John Rewald – Paul Cézanne. Una vita
Trad. it. di Nicoletta Poo
Donzelli Editore, Roma 2019
Pagg. 280, € 30
ISBN 9788868439842
https://www.donzelli.it

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AutorePaul Cézanne
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Fausto Politino
Laureato in Filosofia con una tesi sul pensiero di Sartre. Abilitato in Storia e Filosofia, già docente di ruolo nella secondaria di primo grado, ha superato un concorso nazionale per dirigente scolastico. Interessato alla ricerca pedagogico-didattica, ha contribuito alla diffusione della psicologia cognitiva scrivendo per le riviste “Insegnare” e “Scuola e didattica”. Appassionato da sempre alla critica letteraria e artistica, ha pubblicato molti articoli come giornalista pubblicista per “il Mattino di Padova”. Ha scritto articoli d’arte per il blog Artesplorando. Attualmente collabora con la “Tribuna di Treviso”.