La David Zwirner Books si associa con Simon&Schuster, la casa editrice più potente d’America

Una nuova rete di distribuzione, una più alta visibilità, la possibilità di ampliare i generi editoriali prodotti: che cosa succederà alla casa editrice del gallerista David Zwirner?

Outside David Zwirner Gallery, New York by 16 Miles of String

Quando una società è molto solida sia in campo commerciale che finanziario, viene definita in inglese “blue-chip”, dal nome del gettone più pesante e di maggior valore usato nel gioco del poker. Per questo, non possiamo esitare nel definire la David Zwirner una “blue-chip gallery”. La galleria, che ha compiuto nel 2018 25 anni, ha inaugurato il nuovo anno con una notizia tanto interessante sul piano culturale, quanto strategica su quello commerciale. Collaborerà, infatti, con l’editore Simon&Schuster per dare ampia distribuzione e visibilità ai propri prodotti editoriali in tutto il Nordamerica. Si tratta di un progetto culturale estremamente interessante che diffonderà cataloghi e libri d’arte editi da Zwirner in aeroporti e negozi di design, fino ad arrivare naturalmente su Amazon. La partnership, da poco stipulata e resa ufficiale, sarà effettiva a partire da agosto. Una volta entrata in vigore, David Zwirner deterrà il record di prima galleria statunitense con un importante contratto di distribuzione editoriale.

UNA NUOVA PARTNERSHIP

Simon & Schuster è considerato uno degli editori di più alto profilo al mondo: è infatti diffuso in oltre 200 paesi con 1300 dipendenti complessivi. I titoli compresi nella sua vasta produzione hanno fin ora ricevuto 56 premi Pulitzer, 18 National Book Awards, 11 National Book Critics Circle Awards e 8 Grammy Awards. Questa nuova partnership permetterà alla galleria newyorkese, anche piccola produttrice di libri d’arte, di ottenere una distribuzione capillare, dinamica finora resa difficoltosa dalla specificità dei volumi in vendita e dall’impossibilità di raggiungere luoghi al di fuori della rete artistica. “David Zwirner Books ha ridefinito ciò che un gallerista-editore può essere, ed è ora responsabile di molti dei libri di arte più eccitanti e dinamici del settore“, ha dichiarato un entusiasta Michael Perlman, vicepresidente e direttore generale dei servizi di Simon & Schuster. “Siamo rimasti colpiti dal focus editoriale di David Zwirner Books, dalla qualità e dalla gamma dei suoi titoli e dalla sua capacità di trazione sia nel mondo dell’arte che al di fuori”.

LA DAVID ZWIRNER BOOKS

La David Zwirner Books è una realtà che ha già compiuto un ottimo percorso: fondata nel 2014 come casa editrice indipendente dell’omonima galleria, ha pubblicato nel tempo cataloghi, monografie, indagini storiche, libri d’artista e cataloghi raisonné relativi al rinomato programma espositivo, con un occhio attento alla qualità della produzione, collaborando inoltre con famosi grafici, designer, illustratori. Sono questi i motivi per cui una realtà importante come Simon & Schuster l’ha scelta. Un nuovo inizio non privo di implicazioni, intanto editoriali: la partnership infatti permetterà una diversificazione dei suoi volumi, prendendo in considerazione l’eventualità di produrre il libro di un romanziere, ad esempio. Perché no? In fondo, l’arte ha sempre vissuto di apertura e contaminazione, e ciò non potrebbe far altro che incoraggiare possibili risvolti interdisciplinari tra artisti. Uno step che fa riflettere non solo sulla vendita dei libri in sé, ma anche sull’eventuale sviluppo del sistema gallerie e arte contemporanea negli anni a venire. La riflessione parte dallo stesso Lucas Zwirner, giovane direttore editoriale della casa editrice: “fino a poco fa, le gallerie erano solo un luogo in cui hai venduto arte, e ora è un posto in cui pubblichi libri, è un posto in cui pubblichi podcast, è un posto dove produci contenuti video, è un posto in cui hai un business online. Stiamo davvero pensando: che tipo di galleria vogliamo essere in futuro?“.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.