L’architetto Winy Maas sarà il direttore di Domus per il 2019

Con il passaggio di testimone da Michele De Lucchi al cofondatore dello studio MVRDV, la storica rivista il prossimo anno affronterà il tema del futuro delle città. 10 uscite, concepite come un “unico numero”, in coerenza con il manifesto “Everything is Urbanism”.

Winy Maas durante il workshop con gli studenti della Scuola Media Manara di Milano – Foto Courtesy Editoriale Domus
Winy Maas durante il workshop con gli studenti della Scuola Media Manara di Milano – Foto Courtesy Editoriale Domus

Chissà se nei dieci numeri di Domus che Winy Maas curerà nel 2019 ci sarà posto anche per una digressione sul tema della casa dei Barbapapà, intesa come “una casa in cui tutto cambia completamente, fluida, amorfa, ipertecnologica, reattiva. Uno spazio in cui la densità si dissolva, un nuovo modo di abitare liquido. I software e le nanotecnologie ci vengono in aiuto ormai”. Sollecitato dalla nostra Giulia Mura, nel corso di un incontro avvenuto qualche mese fa nella sede di Rotterdam dello studio MVRDV – da lui fondato nel 1993 con i colleghi Jacob van Rijs e Nathalie de Vries e ormai attivo su scala globale –, il neo-nominato guest editor della storica rivista aveva indicato proprio “la casa dei Barbapapà” come suo “progetto dei sogni”. Provocazioni e battute a parte, la nomina di Maas come successore di Michele De Lucchi – progettista con cui Editoriale Domus ha avviato la formula 10x10x10, che prevede l’affidamento di 10 numeri a 10 architetti di fama internazionale nell’arco 10 anni, in occasione del raggiungimento del secolo di vita della testata fondata da Gio Ponti – alimenta nei lettori le aspettative di un profondo rinnovamento rispetto a quanto visto – e letto – negli ultimi mesi. Ma sarà vera rivoluzione? “Mi piacerebbe contribuire all’idea di rivoluzione. – Ammette Maas – Penso che la rivoluzione sia legata all’evoluzione, a come le cose evolvono e che a un certo punto occorra cambiare il modo di vedere le cose e di comportarsi di conseguenza. Forse, solo questa è la vera rivoluzione.”

UN’AGENDA PER IL CAMBIAMENTO

Come cambierà Domus a partire dal nuovo anno? “Abbiamo bisogno di un’agenda per il cambiamento. Il nostro pianeta è soggetto a drammatici mutamenti climatici che richiedono a tutti noi, politici, progettisti e cittadini, di accelerare l’azione per salvarlo. Ma siamo ancora troppo lenti. Domus sarà questa agenda”, riporta il manifesto editoriale incluso nel numero di dicembre; contestualmente sarà pubblicata anche uno speciale monografico dedicato al guest editor. Rispetto all’era De Lucchi, contraddistinta dall’impiego di “parole guida” per i diversi numeri, il nuovo ciclo analizzerà un unico tema: la città del futuro. Ad anticipare alcune delle sfide e delle questioni affrontate è stato lo stesso Maas: “Le nostre città possono meravigliarci? Possono essere più responsabili? Più aperte? Più curiose? Coraggiose e sperimentali? Veramente verdi? Bio-diversificate? Umane, sociali, intime, accessibili, libere, eterogenee? Differenti? Possono essere piacevoli, belle, eccitanti? Questo è il mio programma”. E, ancora, ha affermato: “Migliori materiali, migliori bagni, migliori facciate, migliori case, migliori città e un mondo migliore, che va dalla costruzione di auto di massa ai mattoni, dalle strade alle infrastrutture, includendo nanomateriali e pianificazione su larga scala. Tutto questo creerà la prossima città e Domus lo racconterà.”

DOMUS 19: UN UNICO VOLUME IN 10 USCITE

Il superamento dell’autonomia tematica del mensili darà vita a “un unico numero articolato in dieci uscite, che però manterrà la struttura di un unico lungo volume di oltre mille pagine”, ha indicato Walter Mariotti, direttore editoriale dell’intero sistema Domus, incaricato di coordinare l’avvicendarsi tra i diversi direttori-architetti, nel segno della continuità. “È questa la formula originale che abbiamo elaborato con Winy, perché ci è sembrata particolarmente efficace per rispondere alle domande dell’attualità, che si ripetono lungo tutta la sua ricerca di teorico e progettista, come vedere le cose da un altro punto di vista, prepararsi per il futuro e accogliere l’imprevisto”, ha precisato Mariotti. Confermato l’impianto multidisciplinare della rivista, in coerenza con le imprescindibili connessioni della disciplina con la politica, l’economica, la sociologia e con altre materie di interesse collettivo.

WINY MAAS: DA ROTTERDAM AL MONDO

Per Maria Giovanna Mazzocchi, Presidente di Editoriale Domus, “in quasi tre decenni di attività svolta in Europa, Asia e America, Winy Maas ha messo a punto una visione particolarissima dell’architettura e dell’urbanistica, che alcuni considerano rivoluzionaria”. Con la sua nomina, Domus torna ad affidarsi a un direttore straniero: olandese, classe 1959, Maas è il quarto dopo François Burkhardt, Deyan Sudjic e Joseph Grima, cui resta il “primato” dell’età. “L’architettura ha un ruolo nodale nella società contemporanea, poiché costruisce speranza. È una grande opportunità collettiva, se ben fatta, e comporta essere responsabili verso un’enorme quantità di individui. Responsabilità vuol dire avere una visione, un sogno, essere dialettici”, aveva raccontato nell’intervista concessa ad Artribune. Architetto e urbanista, con lo studio MVRDV ha all’attivo – tra gli altri progetti – l’iconico Market Hall di Rotterdam, l’acclamato skygarden Seoullo7017, nella capitale sudcoreana, la chiacchieratissima grande biblioteca Tianjin Binhai, in Cina. Maas è stato visiting professor alle università GSAPP della Columbia and IIT di Chicago; è direttore della Why Factory, istituto di ricerca sulla città del futuro, da lui fondato nel 2008 alla Technische Universiteit di Delft. Tra i prossimi interventi di MVRDV si segnalano il padiglione olandese per l’Expo 2022 a Lodz, in Polonia; l’ampliamento degli archivi del museo Boijamans, a Rotterdam e Valley Project, anch’esso in Cina.

-Valentina Silvestrini

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​
  • http://www.athanor-arte.com Domenico Ghin

    Rivoluzione uguale a evoluzione, evoluzione uguale a ipertecnologizzazione. Siamo passati nella storia dell’umanità da un architettura al servizio degi dei ad una architettura al servizio degli uomini per passare nell’era contemporanea ad un architettura al servizio della tecnologia, dell ipercomfort, allontanandoci irreversibilmente dal senso originario dell’ abitare, dal significato e dal mistero del luogo in cui un opera costruttoria viene edificata.